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Andria, il sogno promozione sfuma sul campo del Gela

A condannare la squadra di mister Loconte è la peggiore classifica della regular-season. Perché per il resto, nel doppio scontro diretto di questa semifinale degli spareggi-promozione di Seconda Divisione, i siciliani non hanno affatto mostrato di essere superiore ai pugliesi, anzi. Il rammarico maggiore, indubbiamente, è quello di riporre nel cassetto i sogni senza avere mai perso nei playoff
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Andria, il sogno promozione sfuma sul campo del Gela
Gela- Andria 1-1 

GELA: Cecere 6,5; Nigro 6,5; D'Aiello 7; Fernandez 7; Ambrosecchia 6 (23' s.t. Esposito G. 6); Gaeta 6,5; Marinucci Palermo 7,5; Iannini 7; Unniemi 6 (26' s.t. Schiavon 6); Alessandrì 7; Franciel 6,5. A disposizione Ferla, Esposito P., Galuppi, Staffolani. All. Cosco.
ANDRIA: Spitoni 5,5; Goisis 7; Sgarra 6,5; Sportillo 6,5; Di Simone 7; Iennaco 6 (31' s.t. Romito n.g.); Cazzarò 6 (12' s.t. De Santis 6); Rizzi 6 (7' s.t. Mastrolilli 6); Ottobre 6; Cavaliere 6,5; Rebecchi 6,5. A disposizione Amadio, Ceppitelli, Di Cosmo, Sy. All. Loconte.
ARBITRO: Gallione di Alessandria.
RETI: p.t. 32' Cavaliere (A) rig., 43' Marinucci Palermo (G).
NOTE: giornata soleggiata, terreno di gioco in discrete condizioni. Ammoniti Unniemi, Esposito G., Ottobre, Rebecchi e Sportillo. Spettatori 3.500 circa. Calci d’angolo 5-3 per il Gela. Recupero: p.t. 3'; s.t. 5'.

GELA (mediasport) - Esce a testa alta l’Andria. Ma esce lo stesso e deve fare spazio al Gela che vola in finale playoff. A condannare la squadra di mister Loconte è la peggiore classifica della regular-season. Perché per il resto, nel doppio scontro diretto di questa semifinale degli spareggi-promozione, il Gela non ha affatto mostrato di essere superiore ai pugliesi, anzi. Il rammarico maggiore, indubbiamente, è quello di riporre nel cassetto i sogni senza avere mai perso nei playoff. Due pareggi che premiano il Gela e, ironia della sorte, qualificazione che ad un certo punto era passata in mano andriese. È successo nell’arco di tempo che è andato dal 32' al 43' del primo tempo. Cioè, dopo che l’arbitro Gallione aveva ravvisato gli estremi di un calcio di rigore che Cavaliere trasformava come da manuale del calcio.

È stata quella la fase nella quale l’Andria avrebbe dovuto affondare i montanti. Il Gela colpito a tradimento ha avuto qualche accenno di barcollamento. Quattro o cinque minuti, dopo il vantaggio firmato da Cavaliere, nei quali momenti i meccanismi del Gela sembravano essersi inceppati, in quelle maglie avrebbe dovuto affondare il suo coltello l’Andria. Non l’ha fatto e di questo dovrà pentirsi amaramente. Il Gela, infatti, non appena si è ripreso dallo choc si è rimesso a macinare gioco e, quasi con precisione svizzera, alla prima occasione è andato a riprendersi la finale. Quella palla recuperata da Fernandez, quel cross nel cuore dell’area andriese e quello stacco imperioso di Marinucci Palermo hanno rimandato alle ortiche i sogni di gloria della squadra di Gino Loconte.

Una volta raggiunto il pari il Gela ha messo in campo tutta la sua immensa arte del possesso palla. La partita, in pratica, è finita lì. Il troppo caldo, il troppo correre nel primo tempo, l’illusione durata poco e poi svanita, tutti elementi che hanno finito per fiaccare le velleità dell’Andria. Che esce di scena senza potersi nemmeno rimproverare granché. Ci voleva l’impresa, che alla vigilia appariva improbabile. Per un «pelino» l’Andria l’ha accarezzata. Ma la legge dei playoff condanna Sgarra e compagni a riprovarci l’anno prossimo.

«Ai punti avremmo meritato noi – ha commentato dopo l’incontro mister Loconte – ed invece i due pareggi premiano il Gela in virtù della migliore classifica di fine campionato. L’amarezza aumenta se analizziamo anche l’andamento della gara in Sicilia. Siamo riusciti a passare in vantaggio e poi abbiamo incassato il pareggio su una serie di distrazioni, a pochi istanti dall’intervallo».

Francesco Cagnoni

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