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Lecce, De Canio resta segnale di ambizione?

Si profila il ruolo di allenatore-manager, una sorta di plenipotenziario del presidente. La durata del contratto a questo punto dovrebbe essere almeno triennale. Insomma, un progetto a lunga scadenza che non può che essere accolto con ottimismo e fiducia da parte dell’ambiente, ma che pone inevitabilmente un altro interrogativo: come può conciliarsi tutto questo con le ventilate strategie di contenimento dei costi?
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Lecce, De Canio resta segnale di ambizione?
di Massimo Barbano 

LECCE - Quale è il progetto del Lecce e soprattutto quali erano quegli ostacoli che, verosimilmente sono stati rimossi per la prosecuzione del rapporto fra la società di via dei Templari e l’allenatore Gigi De Canio? Sono questi gli interrogativi che si pongono in queste ore i tifosi ed ai quali la società dovrà dare una risposta nei prossimi giorni nel momento in cui verrà ufficializzato il nuovo contratto con l’allenatore. Perchè, fin da ora appare una cosa certa. Le motivazioni espresse domenica scorsa dopo la partita col Genoa da De Canio per spiegare il quell’annunciata separazione non erano quelle reali. L’aspirazione, legittima, di allenare in serie A, se aveva qualche chanche di realizzarsi il 31 maggio, non può averla persa il 6 di giugno.

E allora i problemi erano altri. Probabilmente quelli di un maggiore coinvolgimento del tecnico nella gestione complessiva della squadra. Insomma, un allenatore-manager, una sorta di plenipotenziario del presidente che può incidere significativamente nelle scelte societarie, anche e soprattutto per quanto riguarda la gestione del settore giovanile. Funzionale a questo, la durata del contratto che, a questo punto, dovrebbe essere come minimo di portata triennale. Insomma, un progetto a lunga scadenza che non può che essere accolto con ottimismo e fiducia da parte dell’ambiente, ma che pone inevitabilmente un altro interrogativo: come può conciliarsi tutto questo con le ventilate strategie di contenimento dei costi e, inevitabilmente, anche di ridimensionamento degli obiettivi se è vero, come si vocifera da più parti, che non si pensa ad un immediato ritorno in serie A, ma piuttosto ad un campionato di transizione?

Forse allora sarà necessaria una correzione degli obiettivi, che comunque non sono stati mai ufficialmente fissati e programmare già dalla prossima stagione il salto per tornare nella massima serie.

Comunque, quella del tecnico «all’inglese», sarà una scelta assolutamente inedita per il Lecce. Finora la massima durata di un contratto per un allenatore era stata di due anni e spesso si era anche rivelata eccessivamente onerosa quando (è accaduto più volte), il rapporto si è interrotto prima della scadenza a causa dell’esonero.

Prolungare la durata a tre, o addirittura a quattro o cinque anni, comporta un rischio ancora maggiore, per il quale forse, sarà necessario cambiare la mentalità generale.

Ovviamente ci saranno ancora da definire i dettagli di questa operazione. Fra oggi e domani la società metterà nero su bianco con l’allenatore e definirà modalità e durata del contratto che, come detto, sarà particolarmente lunga.

Poi ci si calerà in questa nuova avventura anche perchè bussano alla porta già le prime scadenze del prossimo campionato come per esempio la definizione del periodo della preparazione e la sede del ritiro precampionato che comunque dovrebbe essere ancora quella di Tarvisio, comune con il quale prosegue la convenzione iniziata tre anni fa. Poi si dovranno pianificare le operazioni di mercato per costruire la squadra del futuro. Un futuro nel quale, si dovrà puntare soprattutto su giovani di prospettiva che possano creare un gruppo valido per iniziare un nuovo ciclo.

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