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Sorpresa Lecce riecco De Canio

Prima l’addio, poi l’accordo con Semeraro. Colpo di scena maturato quando ormai tutti si aspettavano il ritorno di Gian Piero Ventura o, in alternativa, l’approdo nel Salento di Stefano Pioli o dell’emergente Franco Lerda. Invece, dopo il decisivo incontro di ieri mattina con il presidente, sulla panchina giallorossa continuerà a sedere il tecnico di Matera
Sorpresa Lecce riecco De Canio
di Marco Seclì

LECCE - Il nuovo mister? È il vecchio mister. Gigi De Canio resta in sella: guiderà lui il Lecce che riparte dalla serie B.

Un colpo di scena maturato quando ormai tutti si aspettavano il ritorno di Gian Piero Ventura o, in alternativa, l’approdo nel Salento di Stefano Pioli o dell’emergente Franco Lerda.

Invece, dopo il decisivo incontro di ieri mattina con il presidente Giovanni Semeraro, sulla panchina giallorossa continuerà a sedere il tecnico di Matera. Punto e a capo: cancellata una settimana di toto-allenatore, si torna indietro nel tempo. Alla situazione che precedeva l’ultima gara di campionato a Marassi, quando il Lecce e De Canio si erano congedati da buoni amici, augurandosi reciproche fortune.

Anche quel commiato arrivò a sorpresa, perché fino a domenica scorsa tutto aveva lasciato supporre la prosecuzione del rapporto. Semeraro, benché De Canio non fosse riuscito nell’impresa di salvare il Lecce, gli aveva rivolto chiari attestati di stima. «La conferma dipende da lui», aveva sentenziato il numero uno di via Templari. E il tecnico aveva risposto: «Allenare in serie B, in questa città, con questa società e con questa proprietà, non è di sicuro un problema».

Poi, però, a Genova l’inaspettata inversione di rotta. «In questa settimana - diceva De Canio - ho maturato l’idea di valutare eventuali possibilità di continuare ad allenare nella massima serie». E il presidente a prenderne atto: «Avremmo voluto il mister con noi anche in serie B, però bisogna rispettare questo suo legittimo desiderio». Fin qui le motivazioni ufficiali. Perché aveva forse pesato anche la volontà dell’ex trainer del Queens Park Rangers di ottenere garanzie su un progetto a lunga scadenza, che lo vedesse compartecipe anche delle scelte tecniche. Insomma, per spiegarsi, l’aspirazione a essere un po’, con le dovute differenze, un allenatore-manager all’inglese.

Il direttore sportivo Guido Angelozzi si era messo in moto, cominciando a contattare le alternative all’allenatore lucano. Venerdì, nella sede della società, il punto della situazione tra i dirigenti, con la rosa dei papabili ormai ristretta ai tre nomi di Ventura, Pioli e Lerda.

Mancava un passaggio, che sembrava ormai secondario: Semeraro (rientrato a Lecce solo giovedì) e De Canio si erano ripromessi di rivedersi per un saluto finale e, magari, anche per sviscerare pubblicamente le ragioni della separazione. L’incontro c’è stato ieri mattina e l’esito non è stato la conferma dell’addio. Il presidente (che non si era rassegnato al divorzio) e l’allenatore hanno messo tutte le carte in tavola. Hanno vagliato programmi e aspirazioni. Il tecnico ha ottenuto le rassicurazioni che cercava: c’erano di nuovo tutti i presupposti per continuare insieme l’avventura. Semeraro, così, ha sgombrato il campo, scegliendo di puntare forte su De Canio. Ha chiamato Angelozzi (ieri ad Ancona per seguire il playout di B tra i dorici e il Rimini) per comunicargli la sua decisione e invitarlo a interrompere le trattative avviate con altri tecnici.

Il Lecce riparte da De Canio: per lui è pronto un contratto pluriennale (si parla di tre anni), da siglare domani. Il primo importante tassello per affrontare la nuova stagione è al suo posto. Martedì la presentazione ufficiale. Presidente e allenatore potranno chiarire nel dettaglio tutti i passaggi della vicenda. E, soprattutto, avranno l’occasione di spiegare i progetti per il futuro insieme. Che è poi il futuro del Lecce.

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