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Domenica 22 Ottobre 2017 | 19:19

Basket Brindisi, nessun timore verrà allestita una bella squadra

Antonello Corso, direttore generale del team (giocherà ancora nella Legadue maschile), assicura: «Stiamo lavorando benissimo». Il patron Massimo Ferrarese vuole allestire una squadra di prima fascia. Ciò significa che avete le idee chiare sui giocatori daingaggiare? «Questo è indubbio. Sappiamo bene su chi orientare i nostri obiettivi. Brindisi non è più la “cenerentola” del basket»
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Basket Brindisi, nessun timore verrà allestita una bella squadra
di Franco De Simone

Allora? Arriverà Michele Maggioli?

Ride il direttore generale dell’Enel Basket Brindisi. E commenta: «Sarebbe davvero bello se arrivasse nel nostro sodalizio un giocatore così desiderato da tante società. È un sogno irrealizzabile».

Che, però, avete inseguito.

«Una volta per tutte: a chi non piacerebbe mettere a disposizione del proprio allenatore giocatori molto importanti? Solo che, come sempre, occorre fare i conti con diversi fattori: il primo è dato dalle aspettative del giocatore. Che, naturalmente, punta ad essere parte integrante di un sodalizio della serie A. Se poi non dovesse avverarsi questo suo desiderio, accetterebbe la LegaDue ma a condizioni economiche pari a quelle della A».

La campagna trasferimenti, nonostante i campionati non abbiano ancora espresso le squadre vincitrici, è in atto. Qual è il clima?

«Non credo di affermare una novità in assoluto se affermo che la crisi si fa sentire anche in questo nostro settore. Si va al risparmio su tutti i fronti. Ci sono giocatori i cui cartellini una decina di giorni fa avevano un costo, oggi molti hanno rivisto le loro posizioni. Sono convinto che chi sa aspettare potrà assicurarsi atleti importanti a costi accettabili».

Brindisi, per volere del suo patron Massimo Ferrarese, vuole allestire una squadra di prima fascia. Ciò significa che avete le idee chiare sui giocatori che vorreste portare a Brindisi.

«Questo è indubbio. Sappiamo bene su chi orientare i nostri obiettivi. Alcuni procuratori che, qualche anno fa ci facevano parlare solo con le loro segretarie, oggi sono pronti a pressarci ogni giorno. Non parlo di procuratori di seconda o terza fascia. Ma di gente che tratta i migliori giocatori, italiani e stranieri. Brindisi non è più la “cenerentola” che si affaccia alla festa del basket. È una società sportiva rispettata e, pertanto, non abbiamo preoccupazioni di sorta».

Si dice che coach Perdichizzi insegua un paio di atleti italiani che possano fare la differenza sotto le plance.

«Per grandi linee è così. Il coach vorrebbe un pivot ed un’ala forte. Due “titolari” attorno ai quali poi innestare i giocatori stranieri. Nasce da questo desiderio la “voce Maggioli”. È fin troppo evidente che assicurandosi un Maggioli, mettendogli accanto un altro italiano di pari stazza tecnica, poi si può pensare, magari ad un play ed un’ala americana. Scelta che si può compiere tranquillamente con comodo, vista la grande quantità di giocatori stranieri. Ma è altrettanto chiaro che il coach, prima di tutto vorrebbe assicurarsi i giocatori italiani».

Si dice che acquisterete almeno tre italiani, che con Cardinali e Mocavero arriverebbero a cinque. Aggiungiamoci i quattro stranieri ed arriviamo a nove. Ne manca uno.

«Dimenticate Daniele Parente. È un nostro tesserato a tutti gli effetti. Vorrei aggiungere: è vero, Cardinali lo vogliamo tenere ancora. Ma non ha sottoscritto il contratto. Lo discuteremo. Ci auguriamo di raggiungere un accordo che soddisfi tutti».

Un passo indietro: mettiamo che Brindisi non riesca ad assicurarsi i due lunghi che Perdichizzi vorrebbe nel suo nuovo roster.

«È fin troppo evidente che le strategie di mercato, a questo punto, dovrebbero essere riviste. Magari puntando su esterni di grosso spessore. A quel punto, è chiaro che poi sotto le plance avremmo giocatori americani, oppure un passaportato o ancora un comunitario».

D’accordo, ma anche in questo caso, sul taccuino del coach ci sono i nomi?

«Abbiamo avuto, nel corso della stagione che sta per essere consegnata alla storia del basket, un ottimo maestro in Santi Puglisi. Vi assicuro che qualcosa l’abbiamo imparata. Ci avvaliamo dell’esperienza di Perdichizzi e di ciò che sappiamo. Non sbaglieremo la campagna acquisti, se è questo che preme sapere. Allestiremo, così come vuole il patron, una squadra degna del pubblico brindisino».

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