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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:36

Lecce, ciclo finito il «Tir» fa le valigie

È a un passo dall’Atalanta. Nel bene e nel male (più nel bene), è stato un pezzo di storia del club salentino. Tre campionati nel corso dei quali ha giocato 99 partite e segnato 41 reti, contribuendo in modo decisivo alla promozione dello scorso anno in serie A. Ma Tiribocchi, con la sua marcata personalità e il suo carattere è stato anche un personaggio da tendenza
Lecce, ciclo finito il «Tir» fa le valigie
di Massimo Barbano 

LECCE - Nel bene e nel male (più nel bene), è stato un pezzo di storia del Lecce. Tre campionati nel corso dei quali ha giocato 99 partite e segnato 41 reti, contribuendo in modo decisivo alla promozione dello scorso anno in serie A. Ma Tiribocchi, con la sua marcata personalità e il suo carattere è stato anche un personaggio da tendenza, come quando accettò di posare indossando una coppola per fare da testimonial ad una nostra inchiesta sulle nuove abitudini di abbigliamento dei giovani. 

Ora le strade fra il Lecce e Simone Tiribocchi si dividono. Ieri, il direttore sportivo del Lecce Guido Angelozzi ha raggiunto un accordo di massima con l’Atalanta per la cessione a titolo definitivo dell’attaccante. L’operazione sarà perfezionata nei prossimi giorni, ma può dirsi conclusa. Il corrispettivo della cessione, sarà unicamente in liquidità e dovrebbe aggirarsi intorno ai due milioni e mezzo di euro. 

L’attaccante, che aveva un altro anno di contratto con il Lecce, era stato pagato tre milioni e mezzo nel gennaio del 2007, allorquando il Lecce lo prelevò dal Chievo su precisa richiesta del nuovo allenatore Giuseppe Papadopulo appena subentrato a Zeman. Un decremento di valore fisiologico, dettato dall’anagrafe (si avvia a compiere 32 anni nel prossimo mese di gennaio) più che dalla curva della carriera che, nononostante la retrocessione di quest’anno, non ha fatto registrare flessioni di rilievo. Le undici reti messe a segno in serie A (che purtroppo non sono bastate ad evitare la caduta del Lecce) possono equivalere, in termini di valori alle 18 che lo scorso anno accompagnarono il trionfale cammino della formazione pugliese verso la massima divisione. 

Ma che Simone Tiribocchi avesse ancora mercato, lo testimonia la concorrenza che il club bergamasco ha dovuto vincere per assicurarsi l’attaccante del Lecce. Sulle sue tracce c’erano anche il Bologna e il Bari appena promosso in serie A. Ma, nella scelta, ha avuto la meglio la società del presidente Ruggeri che per prima aveva bussato alle porte del Lecce per avere l’attaccante. 

Come detto, un pezzo di storia del Lecce, anche per la personalità che l’attaccante di Fiumicino ha impresso nelle partite, anche in quelle in cui non era in buona condizione e sbagliava facili occasioni. 

D’altra parte, quella di Tiribocchi, così come quella di Zanchetta, sono state pedine appositamente selezionate in quel mercato invernale del 2007 per costruire il progetto delritorno in serie A dopo la disastrosa esperienza di Zeman. 

E dalla prime partite di quello spezzone di stagione, Tiribocchi mostra le sue credenziali iniziando a segnare a ripetizione. Alla fine di quel campionato chiuse con 11 reti all’attivo, fu il preludio della grande stagione dello scorso anno. 

Ora il ciclo si chiude con un curriculum (di nuovo 11 reti) che per la serie A non è trascurabile. E si chiude anche male per certi aspetti. Le non tanto velate accuse di ingratitudine alla tifoseria rilasciate a caldo rilasciate dopo la partita col Genoa, non avrebbero più consentito una serena prosecuzione del rapporto fra Tiribocchi e il Lecce. Ma anche questa incapacità di misurare le proprie emozioni è una sua caratteristica. 

Tiribocchi lascia il Salento e probabilmente altri lo seguiranno. Lui per una scelta individule, gli altri per una strategia societaria che, in serie B, imporrà un contenimento del monte ingaggi. Su questa scia dovrebbero incanalarsi altri grossi nomi del calcio leccese degli ultimi anni, come Zanchetta, Ariatti e forse anche Caserta.

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