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Domenica 24 Settembre 2017 | 21:33

Foggia prepara la trasferta-verità

La piazza tiene il fiato sospeso. Il ritorno della semifinale dei playoff promozione di Prima Divisione a Benevento si avvicina e la tifoseria ricorre a tutti gli amuleti del caso pur di esorcizzarla. E mentre s’invoca «san playoff» (che per la verità nella gara d’andata non è stato poi così munifico) il gruppo di Novelli prosegue la sua preparazione allo Zaccheria cercando di tenere alta la concentrazione
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FOGGIA - La piazza tiene il fiato sospeso, la trasferta-verità di Benevento si avvicina e la tifoseria ricorre a tutti gli amuleti del caso pur di esorcizzarla. E mentre s’invoca «san playoff», (che per la verità nella gara d’andata non è stato poi così munifico) il gruppo di Novelli prosegue la sua preparazione allo Zaccheria cercando di tenere alta la conc e n t r a z i o n e. Per la sfida «senza rete» al Santa Colomba il tecnico potrebbe cambiare qualcosa in formazione. Riflettori puntati su Mancino, che ieri ha svolto lavoro differenziato e potrebbe essere in forse per la partita di ritorno.

Le condizioni generali del gruppo appaiono tutto sommato buone, c’è la consapevolezza che il Foggia abbia tenuto sotto il Benevento per oltre un’ora e che possa fare altrettanto anche a campi invertiti. Esattamente come è già successo nelle due sfide in campionato. Il problema è dover fare necessariamente un gol in più dell’avversario. Da questo punto di vista lo 0-0 dell’andata paradossalmente diventa un risultato migliore - Mancino si consoli - rispetto all’1-0 che pure poteva scaturire se solo fosse andata a buon fine una delle occasioni divorate dal centrocampista napoletano oppure l’arbitro avesse concesso uno dei due rigori reclamati dalla formazione di Novelli. Questione di stimoli, di approccio mentale alla gara: lo 0-0 obbliga il Foggia a giocare per vincere, non sono ammessi calcoli di sorta.

Da questo punto di vista può essere indicativa la sfida playoff di un anno fa quando il Foggia, inchiodato allo Zaccheria sullo 0-0 dalla Cremonese, sembrava votato al sacrificio nella gara di ritorno. Accadde invece che riuscì a portarsi in vantaggio (con Del Core, alla fine del primo tempo) anche se poi da quel momento in poi dilapidò quel misero vantaggio. Compreso l’uomo in più che gli uomini di Mondonico generosamente gli avevano concesso per l’espulsione del portiere sullo 0-0. Poteva tramutarsi in una beffa invece l’ormai epico scontro playoff contro la Cavese, due stagioni fa. I rossoneri partivano favoriti in virtù del doppio vantaggio accumulato grazie al 5-2 dell’an - data. Ma si sfaldarono, subirono tre gol dopo tre quarti di partita e riuscirono a qualificarsi in finale per il rotto della cuffia grazie alla forza della disperazione ed a un gol trovato nel finale da Mastronunzio. [m.lev.]

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