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Lunedì 25 Settembre 2017 | 01:01

Conte resta a Bari per un altro anno

La giornata perfetta: l’accordo fra e... l’apparizione di Belen Rodriguez che ha fatto alzare il tasso di testosterone a tutti. Cosa volete di più, cari tifosi baresi? Della serie, vissero tutti felici e contenti. La società biancorossa e il tecnico hanno deciso di proseguire assieme l’avventura. Sarà ancora il leccese a guidare la squadra nel prossimo campionato di serie A di calcio. Matarrese: «Juve, ti pentirai»
Conte resta a Bari per un altro anno
di FABRIZIO NITTI

BARI - La giornata perfetta: l’accordo fra il Bari e Antonio Conte e... l’apparizione di Belen Rodriguez che ha fatto alzare il tasso di testosterone a tutti. Cosa volete di più, cari tifosi baresi? Della serie, vissero tutti felici e contenti. Come nella favole a lieto fine. Il Bari e Antonio Conte hanno deciso di proseguire assieme l’avventura. Sarà ancora il tecnico leccese a guidare la squadra biancorossa nel prossimo campionato di A.

Correva l’otto maggio e quella notte la città tornava a coronare un sogno inseguito per otto lunghi anni. Da allora, però, di parole e incomprensioni, di dubbi e tentazioni ne sono passate a valanga sotto i ponti. Dibattiti mediatici, frasi sibilline, fughe, fino all’i n c o n t ro di ieri. Sul mare, in un ristorante sulla costa nord di Bari. Lì il tecnico, atteso con l’aereo delle 14.15 da Lamezia Terme via Roma, si è presentato con largo anticipo, raggiungendo a pranzo il presidente Vincenzo Matarrese, il direttore sportivo Giorgio Perinetti e il consigliere Toni Sgobba.

Dopo giornate trascorse ad inseguirsi, sono stati sufficienti cinque minuti per trovare l’accordo. E due ore per approntare le linee guida da seguire. Contratto annuale, conferma per tutto lo staff tecnico e la promessa di «risentirsi» a stagione in corso per capire se sarà il caso di allungare di un anno ancora il vincolo. L’investimento complessivo si aggirerebbe sul milione e trecentomila euro (800 mila andrebbero al tecnico, 250 al preparatore atletico Ventrone, 200 al resto dei collaboratori).

Questi, più o meno, i contorni del nuovo accordo, una scelta sulla linea della continuità, di una strada intrapresa assieme nel dicembre del 2007, quando Conte subentrò a Beppe Materazzi. Una giornata di applausi e consensi davanti a un centinaio di tifosi, che si sono poi scatenati quando, a fine conferenza stampa, ha messo piede nella hall dell’hotel Belen Rodriguez, la bellissima showgirl argentina, a Bari per impegni di lavoro: «Belen in biancorosso? Un ottimo acquisto. L’ho detto a Perinetti, la Rodriguez potrebbe essere un ottimo primo colpo di mercato», ha sentenziato sorridendo Antonio Conte, innescando una serie di cori e commenti da parte di una tifoseria improvvisamente arrazzata dalle curve sudamericane. Altro che non passa la straniera...

Vabbè, torniamo al sacro pallone di casa nostra, alla storia che riparte, ad un pomeriggio che ha pure inquadrato sketch di grande umorismo: «L’avventura continua - ha detto Vincenzo Matarrese, seduto al centro fra Perinetti e Conte -. Da dove nasce questa decisione? Da quelle parole dettate sul pullman, una decina di giorni fa. Lui, Antonio, era ancora convinto della Juve ed io non potevo più aspettare. Poi ha capito che l’affetto che trova qui, non lo avrebbe mai trovato da nessuna parte. Il rapporto umano vale più di tutto. Ho aspettato che riflettesse, e bene. Qui può proseguire il lavoro avviato, ha la gente dalla sua parte, darà tutto se stesso. Sono felicissimo che la Juve non abbia capito il valore di Conte e del suo staff. Noi lo sapevamo e non ce li siamo lasciati sfuggire. Vi confesso che all’inizio dello scorso campionato ero perplesso su Ventrone: alla fine ho fatto i complimenti al professore per come ha lavorato. I baresi devono apprezzare ciò che la famiglia sta facendo e sostenerci».

«Per me è un onore. Non bluffavo l’altro giorno - ha raccontato Conte - quando ho detto che sarei rimasto a Bari. Se è stato perso del tempo è solo perché volevo valutare bene la situazione, anche le attenzioni che altri club avevano riposto sul sottoscritto. Abbiamo deciso per un solo anno per scaramanzia. L’affetto che i tifosi mi hanno dimostrato non ha fatto altro che allargare la breccia che il Bari ha fatto nel mio cuore. Voglio che la serie A sia un punto di partenza. È un campionato difficile, che affronto per la prima volta da allenatore. Ma qui c’è l’entusiasmo giusto per conservarla e poi costruire. Un grazie al Bari, un club che ha compiuto uno sforzo importante pur di trattenerci. In A porteremo la mentalità che tutti ci riconoscono, i principi e i concetti saranno gli stessi. Magari migliorerà la qualità del gioco perché migliorerà la qualità dei singoli. Ho allenato un gruppo straordinario, resteranno tutti nel mio cuore. Ma vanno fatte alcune valutazioni. Mi chiedete di Barreto? La serie A non è la B, se verrà con la testa giusta, con spirito di sacrificio, sarà ben accetto».

«Al di là delle schermaglie, di alcuni episodi, di speculazioni - ha chiuso Giorgio Perinetti - c’è la sostanza. Volevamo dare una continuità al progetto, intrigante, di Conte e così abbiamo fatto. Abbiamo atteso, la strategia ci ha premiato. Sarò di supporto al lavoro del tecnico. La società sarà chiamata a fare alcuni sforzi, si annuncia una A durissima. L’anno scorso abbiamo messo in atto un mercato aggressivo, questa volta conto di consegnare al tecnico l’ot - tanta-novanta per cento della rosa. Vorrei lasciare aperte due o tre finestrelle per il finale del mercato, quando magari potrà essere possibile sfruttare occasioni. Barreto? C’è stato uno scambio di idee con l’Udinese, le premesse erano buone, vedremo. A Guberti è stata avanzata una proposta importante dal punto di vista economico. Da domani ci metteremo al lavoro per una valutazione complessiva più profonda».

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