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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 04:27

Il Foggia deve vincere per agguantare la B

Nella semifinale di andata dei playoff promozione di Prima Divisione di calcio, i dauni non vanno oltre il pareggio a reti bianche contro il Benevento, cui basta il pareggio nella gara di ritorno in programma domenica 7 giugno in Campania. Sfortunata, fortunata e penalizzata (due rigori negati e un gol annullato) la squadra di Novelli, che ha colto il migliotr tra i risultati peggiori
Il Foggia deve vincere per agguantare la B
FOGGIA-B E N E V E N TO 0-0

FOGGIA: Bremec 6.5; Pedrelli 6.5; Zanetti 5; Lisuzzo 5.5; Colombaretti 6; Pecchia 5; D’Amico 6; Troianiello 5.5; Salgado 5; Mancino 5 (dal 21 s.t. Trezzi 5.5); Germinale 6 (dal 34 s.t. Velardi s.v.). A disposizione: Milan, D’Andrea, Pezzella, Piccolo, Mattioli. All: Novelli.
BENEVENTO : Gori 7; Cattaneo 6 (dal 21 s.t. Aquilanti 6); Ferraro 6; Landaida 6; Palermo 6; Cinelli 5.5; Cejas 6; Ciarcià 6; Statella 6 (dal 35 s.t. De Liguori s.v.); Bueno 5 (dal 34 s.t. Castaldo); Clemente
5. A disposizione: Mondini, Colombini, Imbriani, Evacuo. All: Soda.
ARBITRO : Paparazzo di Catanzaro.
NOTE : stadio esaurito 7500 spettatori per 108 mila euro di incasso. Angoli 3-3. Ammoniti: Zanetti, D’Amico, Landaida, Colombaretti, De Liguori, Clemente.

di FILIPPO SANTIGLIANO

FOGGIA -Il migliore tra i risultati peggiori. Poteva vincere il Benevento, poteva vincere anche il Foggia. Al Benevento, però, il pari va di lusso perché la squadra sannita potrebbe passare anche con un pareggio nella gara di ritorno. Il Foggia per ora si mantiene in vita, ma al «Santa Colomba» – nomen omen – deve tentare il miracolo, e cioè vincere. Impresa difficile, ma non impossibile.

Sfortunato, fortunato e penalizzato il Foggia di Novelli: sfortunato perché non è riuscito a concretizzare almeno un paio di straordinarie occasioni da gol; fortunato perché il Benevento ne ha sciupate altrettanto in momenti topici della partita; penalizzato perché alla squadra di Novelli non è stato concesso un rigore abnorme negli ultimi minuti (netto fallo su Trezzi), uno dubbio su Salgado (sgambettato al limite dell’area) ed annullato un gol di Germinale per un fuorigioco apparso dubbio. Resta poi la prestazione.

Buon Foggia nel primo tempo almeno sul piano del ritmo di gioco e della determinazione con la squadra sempre capace di dettare i tempi ed un avversario apparso più timoroso che stordito. Un Foggia da dimenticare nella ripresa, con una squadra spesso in affanno (anche per la disposizione tattica che avrebbe meritato più di un cambio), allungata e a tratti anche poco concentrata se non impaurita. Il Benevento ha confermato le qualità tecnico tattiche che ha espresso in campionato, dove è arrivato secondo fallendo comunque l’assalto al primo posto per la promozione diretta.

La squadra di Soda è robusta, ha fisicità, si è presentata a Foggia in un ottimo stato di forma, ma non è imbattibile: quando ha subìto la manovra dei rossoneri, soprattutto nella prima frazione, ha penato e non poco il Foggia. Ma nell’undici sannita c’è quantità e qualità e la differenza si è vista. Paradossalmente il Foggia ha avuto le palle gol più nitide quando ha sofferto di più, e cioè nel secondo tempo. Due straordinarie palle gol capitate entrambe sul piede del giocatore sbagliato - almeno ieri - e cioè Mancino, capace di divorare nel giro di sessanta secondi due calci di rigore in corsa.

Succede. Il Benevento, sia chiaro, non è rimasto a guardare: Bueno, Statella e Ciarcià hanno sprecato o fallito limpide occasioni da gol, sempre nella ripresa. Novelli ci ha messo del suo quando ha preso tempo per i cambi e non ha capito che il Foggia era in forte affanno, in particolare nella ripresa con Pecchia che aveva sprecato tanto ed il solo D’Amico (peraltro ammonito e quindi a rischio) a fare da argine davanti ad una difesa a sua volta ballerina. Il puntello a centrocampo è arrivato forse troppo tardi (Trezzi per Mancino con Pecchia più avanti), ma se non altro c’è stato più equilibrio.

Nel finale la sostituzione dell’attaccante Germinale (uno che ci mette fisicità) con il centrocampista Velardi non ha migliorato le cose, anche perché Salgado, tenuto in campo nella speranza di una giocata, è stato praticamente nulla e al tempo stesso annullato al pari di Troianiello che, dalla sua, aveva almeno la giustificazione di essere reduce da un infortunio. Ma a quel punto, visto che Troianiello era stato neutralizzato, era forse il caso di giocarsi qualche carta a sorpresa, come Mattioli (più rapido in una difesa lenta come quella sannita). Il risultato non cambierà con i se ed i ma. Ora serve l’impresa ed il Foggia deve prepararsi a centrarla, prima di tutto psicologicamente.

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