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Conte-Matarrese ultimo incontro

BARI - Sala stampa gremitissima. Signori, parla Antonio Conte. Dopo tanto vociare vuoi vedere che ci scappa qualche annuncio? Al «San Nicola» le voci viaggiano all’impazzata. Qualcuna intrigante, altre davvero improbabili. La sostanza è che nulla cambia. E tutto resta come prima. Con il Bari che prosegue nel suo giro d’orizzonte senza aver ufficializzato il divorzio dall’attuale allenatore
Conte-Matarrese ultimo incontro
di Antonello Raimondo

BARI - Sala stampa gremitissima. Signori, parla Antonio Conte. Dopo tanto vociare vuoi vedere che ci scappa qualche annuncio? Al «San Nicola» le voci viaggiano all’impazzata. Qualcuna intrigante, altre davvero improbabili. La sostanza è che nulla cambia. E tutto resta come prima. Con il Bari che prosegue nel suo giro d’orizzonte senza aver ufficializzato il divorzio dall’attuale allenatore.

Per una volta il copione della conferenza stampa dopo partita cambia spartito. Conte anticipa tutti e prende la parola. Col tono di chi sa cosa dice e perché lo dice. «Ci tengo a chiarire che non ho preso accordi nè verbali nè scritti con alcun club - dice il tecnico salentino - lo dico perché continuo a leggere certe cose. Conte di qua, Conte di là. Io ero e resto un allenatore libero. Insieme a questi ragazzi e a questa società siamo stati protagonisti di una stagione fantastica. Ed è normale che, magari, qualche club possa aver messo gli occhi adosso ad Antonio Conte. Il futuro? Vedremo. Fino a ora non ho mai detto che avrei lasciato Bari e mi pare che non l’abbia detto nemmeno Matarrese».

La notizia del giorno è che oggi il presidente e Conte si vedranno. Pare che Matarrese non abbia gradito il fatto di essersi ritrovato a dover trattare con il procuratore (Tullio Tinti) del tecnico leccese e che Conte voglia chiarire a quattr’occhi le dichiarazioni di Matarrese alla Gazzetta («A Conte ho detto che avrei accettato tutte le sue richieste economiche a patto che lui rinunciasse alla clausola Juve, ma Antonio non se l’è sentita»). «Non è una mancanza di rispetto verso voi giornalisti - spiega l’allenatore del Bari - ma penso sia giusto che certe cose io le viva con il diretto interessato. Potrebbe esserci stato qualcosa che ha dato fastidio al presidente o qualcosa che non è piaciuta a me. Sono incidenti di percorso, fraintesi. Che, però, non possono intaccare il profondo rapporto di amicizia che lega la mia famiglia a quella di Vincenzo Matarrese. Un rapporto che va al di là del calcio».

«Motivo per cui sono felicissimo che il nostro tifoso numero uno abbia potuto godersi una stagione così bella e intensa - dice ancora Conte - dopo otto anni di sofferenza. Mi raccontano che per il presidente fosse difficile anche uscire di casa con la squadra spesso in affanno. Oggi è un giorno diverso. L’ho visto contento, raggiante, orgoglioso di quello che il Bari ha fatto. Nello spogliatoio ha pronunciato frasi bellissime. Segno che ha apprezzato l’impegno e la qualità del lavoro di noi tutti. Esattamente come io non posso fare a meno di ringraziare anche le persone che si sono viste di meno. Parlo dei medici, dei fisioterapisti, di quelli che hanno curato il campo, dei magazzinieri. Del presidente e di Perinetti ho già detto tante volte. Li ringrazio per avermi dato la possibilità di lavorare. E se oggi su Conte ci sono attenzioni è anche per merito loro».

«Una cosa è certa - conclude l’ex capitano della Juventus - la società che in futuro vorrà lavorare con me dovrà sposare il mio progetto in pieno. Senza pregiudiziali. Chi mi vuole deve sapere come lavoro e come lavora il mio staff». Un avvertimento più che una speranza. Conte al cento per cento. Altrimenti meglio lasciar perdere.

Sempre a proposito di Conte. Ieri ha pianto ancora l’uomo di Lecce. Antonio, no. A ulteriore conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che questa città gli è entrata dentro. E se un giorno ci si dovesse lasciare perché gridare al tradimento? Il calcio è questo, meglio farsene una ragione. Quando i programmi e i progetti non collimano meglio stringersi la mano e cambiare strada. Anche perché Conte, a Bari, continuerà a «vivere» anche quando andrà via. E chi la cancellerà più dagli occhi e dai cuori dei tifosi quest’annata da sballo?

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