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«Bawer Matera più forte di tutte le avversità»

È stata una stagione difficilissima ma che si è conclusa nel migliore dei modi, sia pur soltanto sul fil di lana, con una salvezza in A Dilettanti di basket risicatissima. Ma l’obiettivo è stato centrato in pieno. Esclusivamente all’ultim’ora, ma, stando così le cose, contava esclusivamente tagliare il traguardo in gara-5 contro il Fossombrone, un appuntamento che non prevedeva appelli o repliche
«Bawer Matera più forte di tutte le avversità»
di FRANCO TORITTO

M AT E R A - «Bawer più forte di ogni avversità». È la sintesi del Corvino-pensiero. È stata una stagione difficilissima ma che si è conclusa nel migliore dei modi, sia pur soltanto sul fil di lana, con una salvezza in A Dilettanti di basket risicatissima per la Bawer. Ma l’obiettivo è stato centrato in pieno. Esclusivamente all’ultim’ora, ma stando così le cose, contava esclusivamente tagliare il traguardo. Praticamente in gara-5 contro il Fossombrone, un appuntamento che non prevedeva appelli o repliche.

Valerio Corvino, play maker di lungo corso nella terza serie della pallacanestro e da anni bandiera della squadra biancazzurra, è soddisfatto, tira un grosso sospiro di sollievo, ma non nasconde tutta la sua stanchezza dopo u n’interminabile maratona. Un campionato comunque importante per lui, sebbene molto spesso sia incappato in evitabili falli tecnici comminatigli dagli arbitri di turno.

Perchè tutto questo nervosismo in presenza della grossa esperienza che Corvino possiede?

«Secondo me - spiega il regista di origini foggiane - si è trattato di un susseguirsi di malumori causati dalle numerose sconfitte e dall’insoddi - sfazione del pubblico. Sempre secondo me, a torto, poichè questa squadra, pur con i suoi problemi, le sue diffcioltà di identità, è riuscita comunque e sempre ad assicurare in ogni partita il massimo. Perciò, a mio avviso, le critiche che ci sono state mosse non le ho mai considerate giuste, appropriate ».

Una stagione, dunque, davvero travagliata quella della Bawer. In ogni caso la fiducia di conquistare a tutti i costi e a qualsiasi prezzo e sforzo la permanenza, la quinta consecutiva nella terza serie nazionale della pallacanestro che conta, non è mai stata messa in discussione da Corvino.

«Sinceramente non ho mai temuto che questa barca, la nostra, potesse affondare. D’altro canto - ammette il play maker che che nello scorso mese di marzo ha pure conseguito la laurea in Ingegneria - la società è sempre stata con noi. Inoltre la squadra psicologicamente non si è mai nascosta dietro un dito, affrontando viceversa, tutti i problemi con grande volontà di risolverli».

Quanto ha influito la mano di Claudio Corà?

«Intanto è un buonissimo tecnico che ha cercato di mettere ordine in un puzzle che era parecchio spezzettato. Il suo merito è stato quello di credere in questo gruppo». Adesso si guarda inevitabilmente avanti. Ciascuno di voi sa, più o meno, dove potrebbe giocare nella prossima stagione. Quale potrebbe essere la nuova maglia di Corvino? «Non è il caso di parlarne, poichè siamo ancora choccati dalla piega che aveva preso la stagione appena conclusa».

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