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Domenica 24 Settembre 2017 | 16:14

Corte dei Conti proscioglie l'arbitro barese Paparesta

Prima il giudice penale poi quello amministrativo, ora anche quello contabile. Estromesso dall’Aia per «motivi tecnici», Paparesta continua a collezionare provvedimenti favorevoli. La Corte dei Conti del Lazio, il cui procuratore generale regionale aveva chiesto un risarcimento danni pari a oltre 100 milioni di euro per le vicende di Calciopoli, ha ora definitivamente prosciolto il direttore di gara
Corte dei Conti proscioglie l'arbitro barese Paparesta
BARI - Prima il giudice penale poi quello amministrativo, ora anche quello contabile. Gianluca Paparesta, l’arbitro internazionale barese estromesso dall’Aia per «motivi tecnici», continua a collezionare provvedimenti a lui favorevoli nelle aule giudiziarie. La Corte dei Conti del Lazio, il cui procuratore generale regionale aveva iscritto il nome di Paparesta in un elenco di nove persone a cui chiedere un risarcimento danni d’imma gine pari a oltre 100 milioni di euro per le vicende di Calciopoli, ha ora definitivamente prosciolto il direttore di gara barese.

La sentenza (872/2009), pubblicata dalla sezione giurisdizionale del Lazio, non solo ha motivato il proscioglimento di Paparesta «in quanto è stato già accertato dal giudice penale la completa estraneità alle vicende in esame », ma ha altresì liquidato a favore dell’arbitro 5mila euro di spese legali. La Corte ha così accolto la richiesta formulata dallo stesso procuratore generale, prosciogliendo anche un altro arbitro, Cassarà, e sospendendo invece il giudizio per gli altri direttori di gara «imputati» (alcuni dei quali arbitrano regolarmente) in attesa della definizione del giudizio penale: poche settimane fa, ricordiamo, la richiesta di condanna dei pm di Napoli per alcuni arbitri.

Paparesta, intanto, dopo un iter che lo ha visto vincente nelle aule del Tar Lazio e del Consiglio di Stato «costringendo» l’Aia a motivare la sua estromissione, ha riattivato il contenzioso ripercorrendo la strada dell’a r b i t r at o del Coni (udienza il 4 giugno). «Sono sereno e fiducioso - ha commentato Paparesta che lunedì ha compiuto 40 anni - e ringrazio tutti coloro che continuano a manifestarmi la loro solidarietà. Io credo di continuare a pagare un conto che non mi appartiene. C’è chi mi dice che io abbia esagerato. È davvero peccato mortale tutelare in tutte le sedi consentite i propri diritti, sempre nel rispetto delle istituzioni?». [nic. pepe]

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