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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 00:40

Lecce, la ricostruzione inizia dalla panchina

La prima pietra per la rifondazione derlla squadra per la serie B di calcio è quella della guida tecnica. Dopo queste giornate di silenzio, il presidente Semeraro dovrà ricominciare da quel tassello. Intanto trascorrono giorni di silenzio, dovuti, sia ad una pausa di riflessione per ponderare bene le scelte, sia al fatto che ancora i campionati sono finiti. L'ipotesi prioritaria è il rinnovo per De Canio
Lecce, la ricostruzione inizia dalla panchina
di MASSIMO BARBANO

LECCE - La prima pietra per la rifondazione del Lecce è quella della guida tecnica. Dopo queste giornate di silenzio, il presidente Giovanni Semeraro dovrà ricominciare da quel tassello per assemblare il Lecce del prossimo anno in serie B. Intanto trascorrono giorni di silenzio, dovuti, sia ad una pausa di riflessione per ponderare bene le scelte, sia al fatto che ancora i campionati sono finiti. Se infatti non dovesse concretizzarsi l’ipotesi prioritaria e cioè quella del rinnovo del contratto a Gigi De Canio, probabilmente i tempi per il reclutamento dell’allenatore si allungherebbero almeno fino al 7 giugno, data in cui termineranno i playoff e i playout della Lega Pro.

E questo perché uno dei possibili futuri inquilini della panchina giallorossa potrebbe essere l’attuale allenatore del Crotone, Checco Moriero, che avrebbe anche il vantaggio di essere leccese e quindi gradito alla tifo seria. Ma, come detto, la pista privilegiata, e quella anche più probabile è quella di un De Canio-bis che potrebbe prendere forma già dalla prossima settimana non appena si concluderà l’ultima giornata di campionato.

In percentuale, la possibilità che Gigi De Canio rimanga sulla panchina del Lecce sono dell’80%, le restanti chanche andrebbero a Checco Moriero (15%) e a Beppe Iachini (5%), attualmente disoccupato, ma reduce da una promozione in serie A con il Chievo proprio lo scorso anno in concomitanza con quella del Lecce.

Come detto, la precedenza va a De Canio e, in sostanza, dopo i chiari segnali inviatigli da Semeraro nei giorni scorsi, c’è da ritenere che tutto dipenda dalla sua decisione. Decisivo nella valutazione è stata soprattutto la personalità impressa da De Canio alla squadra, non tanto i numeri che lo vedono in termini di media punti (0,70 a partita) al di sotto del suo predecessore Mario Beretta (0,85). Dalla sua parte, anche l’allenatore si è mostrato possibilista, ma nelle sue parole si è colta una comprensibile riserva relativa alla richiesta di un ambizioso programma societario.

È evidente che la partita si giocherà su questo tavolo: le aspirazioni del tecnico da una parte, le strategie della società dall’altra. Quanto a queste ultime, si possono al momento fare solo delle ipotesi. C’è però l’esigenza di contenere un’emorraggia di liquidità che in 14 anni è costata 65 milioni di euro all’azionista di maggioranza solo per ripianare i deficit di bilancio.

Con ciò non significa che non si possa approntare un progetto di risalita. Ma è evidente che questo deve guardare al contenimento delle spese, in special modo quelle che comportano contratti onerosi che nell’attuale organico non mancano e che probabilmente sono destinati alla rescissione con relative partenze dei giocatori. L’incontro fra De Canio e la società dovrebbe tenersi nei prossimi giorni e, a meno di improbabili rotture, dovrebbe sfociare nel rinnovo del rapporto.

Le alternative al momento sono quelle del leccese Moriero che al momento non ha ancora rinnovato con il Crotone e che non ha preso impegni con altri club.Ma non è da trascurare l’ipotesi-Iachini che ha dalla sua parte un curriculum molto significativo in serie B dove ha allenato il Cesena, ma soprattutto tre campionati di alto livello con il Piacenza e l’ultimo, come detto, col Chievo.

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