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Venerdì 22 Settembre 2017 | 03:05

Bari, è ora di scelte Ipotesi Zaccheroni

Il presidente Matarrese e il ds Perinetti stanno valutando il da farsi. È innegabile come dal confronto tra il patron biancorosso e l’uomo mercato sarà venuta fuori la strategia della nuova programmazione. Sarà bene chiarirlo una volta per tutte, il problema non è solo l’individuazione dell’erede di Conte per riuscire a restare nella serie A di calcio
Bari, è ora di scelte Ipotesi Zaccheroni
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Il «contatto» c’è stato. Ieri Vincenzo Matarrese e Giorgio Perinetti, dopo un serrato e costruttivo confronto in società, hanno viaggiato nella stessa macchina fino a Canosa, dove in serata il Bari ha disputato un’amichevole. È innegabile come dal confronto tra il patron biancorosso e l’uomo mercato sarà venuta fuori la strategia della nuova programmazione. La relazione di Perinetti, molto dettagliata, ora dovrà essere metabolizzata dal presidente. Cercando di fare prima possibile. Perché, sarà bene chiarirlo una volta per tutte, il problema non è solo l’in - dividuazione dell’erede di Antonio Conte e, al limite, la sua remunerazione.

Quello che va spiegato, ai tifosi e anche alla prossima guida tecnica, è come il Bari intende porsi sulla prossima finestra di calciomercato. Con quale budget e quali prog rammi. Non c’è dubbio sul fatto che Delio Rossi sia in cima alla lista dei desideri. Perché è un tecnico di qualità e perché ha sempre mostrato grande professionalità. Però non è pensabile che l’attuale allenatore della Lazio, nel mirino di molti altri club, scelga Bari senza adeguate garanzie. Ovvero, calciatori di categoria. E la possibilità di porre le basi per un progetto tecnico-tattico credibile. La palla è, dunque, nelle mani di Vincenzo Matarrese. Che sa bene come il dopo Conte vada gestito con grande oculatezza.

Questo è il momento in cui serve decisione e un pizzico di coraggio. La dote di una città tornata ad appassionarsi non può essere dispersa. Perinetti, però, è dirigente troppo esperto per focalizzare le attenzioni su un solo nome. Il suo giro di consultazioni è entrato nella fase decisiva. Tantissimi i nomi circolati in questi giorni, alcuni anche abbastanza fantasiosi. Giampiero Ventura rappresenta una soluzione plausibile. Il suo ingaggio sarebbe un forte segnale di continuità tattica. L’ex allenatore del Pisa, che è molto aggiornato nonostante non sia più giovanissimo, adotta lo stesso sistema di gioco sposato da Conte, e cioè il 4-2-4. In questo campionato, ai calciatori del Bari è toccato in più di una circostanza guardare videocassette di partite del Pisa di Ventura proprio perché Conte riteneva quell’in - terpretazione vicinissima al suo credo e ottimale sul piano del risultato tattico. L’ingaggio di Ventura potrebbe aprire le porte all’esterno pisano Alvarez, bloccato da Perinetti perché piaceva a Conte e che, quindi, sarebbe adattissimo comunque. Tornante d’attacco, velocissimo e abile nell’uno contro uno. Insomma, uno da Bari.

Mimmo Di Carlo, invece, ha condotto il Chievo a una miracolosa salvezza. E pare stia per rinnovare il contratto con il club clivense. Ma non è detta l’ultima parola. Perinetti lo avrebbe sondato, in attesa di sciogliere tutte le riserve e sferrare l’at - tacco decisivo. Circola anche il nome di Gigi De Canio
(sondato senza fortuna da Matarrese un paio d’anni fa), che a Lecce non ha evitato la retrocessione ma che ha avuto il grande merito di ridare vita a una squadra «inchiodata». Il tecnico materano ha le qualità tecniche e di personalità per diventare un valore aggiunto nel progetto barese. Ma bisognerà prima capire se la famiglia Semeraro deciderà di ripartire, come sembra, da lui. Di Beretta si era già parlato prima dell’arrivo di Conte. Perinetti lo stima tantissimo e con lui ha un gran rapporto. Ma quest’anno è andato maluccio, per giunta su una panchina particolare come quella del Lecce. Le sue quotazioni sembrano in ribasso.

Poi c’è un nome stuzzicante, un’ipotesi intrigante, una pista abbastanza complicata. Ma c’è. E pare che Matarrese abbia dato incarico a Perinetti di batterla a tutti i costi: Alberto Zaccheroni. Campione d’Italia dieci anni fa sulla panchina del Milan, «Zac» sarebbe una gran bella ciliegina. Ha una voglia matta di rimettersi in gioco. Le sue squadre hanno sempre giocato un bel calcio. Insomma, un allenatore di prima fascia. Si vedrà.

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