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Lecce, l'addio alla A costa diciotto milioni

I danni della retrocessione sono anche, e soprattutto di natura economica. Si calcola che il ritorno nella serie cadetta costerà alle casse societarie qualcosa come 18-20 milioni di euro. E ciò per effetto della forte contrazione di ricavi che la società di via dei Templari accuserà nel salto dalla serie A alla serie B, all’incirca del 65-67%. La voce più consistente è quella dei diritti televisivi
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Lecce, l'addio alla A costa diciotto milioni

di MASSIMO BARBANO


LECCE - I danni della retrocessione sono anche, e soprattutto di natura economica. Si calcola che il ritorno nella serie cadetta costerà alle casse societarie qualcosa come 18-20 milioni di euro. E ciò per effetto della forte contrazione di ricavi che la società di via dei Templari accuserà nel salto dalla serie A alla serie B, all’incirca del 65-67%. 

La voce più consistente è naturalmente quella dei diritti televisivi. Si cancelleranno per incanto i sedici milioni di euro percepiti nell’attuale stagione per la vendita dell’esclusiva. Difficile calcolare quanto sarà la perdita, perché non si sa ancora se i diritti della serie B saranno acquistati nel prossimo campionato da qualche network, ma, prendendo come base di riferimento la situazione dell’a n n at a in corso (7 milioni di euro da spalmare in maniera omogenea su tutte e 22 le società della serie cadetta), si comprende l’enor mità della perdita.

Ad ogni club andava qualcosa come 400mila euro per tuta la stagione.

Una forte contrazione (oltre il 50%) la subirà anche la voce delle sponsorizzazioni, che quest’anno si assestava intorno ai due milioni e mezzo di euro. Intanto si dovrà trovare un nuovo sponsor perché scade l’attuale contratto. Volendo fare una previsione ipotetica basata sulle stagioni precedenti, in serie B i ricavi di questa voce non dovrebbero superare il milione di euro. 

Un forte calo lo si avrà anche dalla voce riguardante gli incassi dell’affluenza agli stadi. In base ai dati storici, comprendenti paganti e abbonati, questi dovrebbero calare dalla cifra di quest’anno (si sono incassati all’in - circa 4 milioni di euro) di quasi due terzi. Nell’ultimo campionato di serie B il Lecce incassò infatti un milione e 700mila euro, ma bisogna considerare che fece un campionato di vertice e ala voce dei ricavi si aggiunsero le due partite dei playoff. 

Nel mentre, il campionato precedente, concluso a mezza classifica, fece registrare appena un milione e 300mila euro di incassi fra paganti e abbonati. E un consistente calo è ipotizzabile anche nell’attività di merchandising, e ciò in considerazione della sfavorevole congiuntura internazionale che amplificherà gli effetti deprimenti della retrocessione. 

E intanto, poi c’è attesa per il progetto che il presidente, nonchè azionista di maggioranza della società, Giovanni Semeraro, vorrà attuare. Un progetto che sarà sicuramente di riscatto, ma ponendo l’attenzione sull’aspetto economico che fin qui ha dovuto registrare nuemrosi interventi da parte dello stesso numero uno della società, costretto più volte a ripianare il bilancio. Un’operazione che in 14 anni di gestione gli è costata 65 milioni di euro. 

Semeraro si è concesso in questi giorni una pausa di riflessione dopo la quale convocherà il team societario e dirigenziale per far partire il progetto dell’anno prossimo. Un progetto che dovrà tenere conto dei costi e che sicuramente dovrà anche comportare una inversione nelle strategie, puntando su giovani di prospettiva e andando ad eliminare i contratti onerosi che incidono pesantemente sul monte ingaggi. A giorni è atteso un incontro il cui primo passo dovrà essere quello della scelta tecnica. Un messaggio in tal senso è stato già lanciato verso De Canio.

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