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Martedì 17 Ottobre 2017 | 07:59

Lecce saluta la A fra mille rimpianti

Rimasti attaccati, sia pure da un esile filo, alla salvezza per trentacinque minuti, dal 5’ al 40’ del secondo tempo, i salentini hanno dovuto salutare la massima serie di calcio al pareggio della Fiorentina. A un minuto dalla fine il Genoa ha segnato a Torino con Milito ed il Lecce era ancora in vantaggio. Neanche il tempo di esultare che si spegnevano definitivamente le speranze
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Lecce saluta la A fra mille rimpianti
LECCE-FIORENTINA 1-1 (0-0 nel primo tempo)

LECCE (4-4-2) Rosati 6,5, Vives 7 (43’s.t. Basta 5), Esposito 6,5, Fabiano 6,5, Giuliatto 6, Ariatti 6, Edinho 6, Zanchetta 6 (37’ s.t. Caserta s.v.), Giacomazzi 6, Tiribocchi 7, Castillo 5 (35’ s.t. Cacia s.v.). A disposizione: Petrachi, Mollestam, Benvenga, Janvier. All. De Canio.
FIORENTINA (4-2-3-1) Frey 7, Comotto 6, Kroldrup 5,5 (1’ s.t. Dainelli 5,5), Gamberini 6, Pasqual
6, Melo 4, Montolivo 6, Vargas 6 (47’ s.t. Donadel s.v.), Jovetic 5,5 (35’s.t. Jorgense 6,5), Semioli 6, Gilardino 5. A disposizione: Storari, Zauri, Gobbi, Almiron. All. Prandelli.
Arbitro: Gava di Conegliano Veneto.
Reti: 5’s.t. Tiribocchi, 45’Jorgensen.
Note: spettatori 7.608 (paganti 1.905, abbonati 5.703). Incasso totale 101.032,17. Espulso al 43’ del s.t. Felipe Melo. Ammoniti Zanchetta, Giuliatto, Fabiano (L); Kroldrup, Dainelli (F). Calci d’angolo 9-9.

di MASSIMO BARBANO

LECCE - Il Lecce è rimasto attaccato, sia pure da un esile filo, alla serie A per trentacinque minuti, dal 5’ al 40’ del secondo tempo, quando dopo la rete di Olivera a Torino al 3’ del secondo tempo, ha segnato due minuti dopo Tiribocchi. Col Bologna che era inchiodato sullo 0-0 a Verona, i risultati mantenevano accesa una flebile fiammella di speranza. Un lumicino che si è spento a cinque minuti dalla fine quando le radioline hanno annunciato il pareggio di Franceschini a Torino, ma che poi si è drammaticamente riacceso per lo spazio di un solo giro di lancetta dell’orologio.

A un minuto dalla fine, infatti, il Genoa ha segnato a Torino con Milito ed il Lecce era ancora in vantaggio. Neanche il tempo di esultare per la clamorosa impresa della squadre ligure che si spegnevano definitivamente le speranze quando un pasticcio in area di rigore (l’ennesimo di questo disgraziato campionato) consentiva a Jorgensen di pareggiare decretando la seconda retrocessione del campionato: dopo la Reggina anche il Lecce è matematicamente in serie B.

Un’altalena di emozioni che sono passate più volte dalla speranza alla rassegnazione. Probabilmente, senza quello svarione difensivo che ha vanificato la vittoria al 90’, si sarebbe soltanto prolungata l’agonia di una settimana e il verdetto sarebbe arrivato domenica prossima a Genoa, ma almeno si sarebbe avuta la soddisfazione di giocarsela fino alla fine. Invece il Lecce torna in serie B ad appena un anno dalla scalata dello scorso campionato.

Una retrocessione che non nasce oggi, ma che si era inesorabilmente maturata otto giorni fa a Bologna proprio contro l’allena - tore che un anno fa aveva portato la squadra salentina nella massima divisione. Per quello che può consolare, il Lecce retrocede con una squadra che giunge a fine campionato in ottima condizione fisica, capace di mettere sotto una Fiorentina che l’anno prossimo farà la Champion League e che avrebbe potuto vincere la partita anche con largo margine. Un dato che purtroppo non serve più a nulla, ma che può essere utile per trarre degli indirizzi per le strategie future.

A dispetto di un ruolino numerico decisamente fallimentare (solo una vittoria, contro il Catania,e quattro pareggi), la gestione De Canio ha evidenziato una rivitalizzazione del gioco della squadra, omogeneizzando le due fasi di gioco e allargando i margini per quella offensiva. Certo, qualcosa non è andata se poi si sono fatti appena sette punti in dieci partite, una media inferiore a quella della precedente gestione tecnica di Mario Beretta. Molto però, va addebitato ad una serie di errori individuali che anche oggi hanno deciso il risultato e l’epilogo di un campionato.

Lo score dell’incontro è decisamente dalla parte del Lecce che già nel primo tempo avrebbe potuto segnare in più occasioni. Al 19’ due consecutive conclusioni di Zanchetta e Castillo vengono ribattute prima da Frey e poi da Gamberini. Al 25’ è ancora Castillo che manda incredibilmente fuori un servizio di Ariatti dalla sinistra che lo aveva smarcato di fronte a Frey. Al 35’ è Gilardino sfuggito in contropiede a mandare alto su Rosati in uscita. Al 38’ Giacomazzi serve Ariatti che batte in porta e Frey respinge. Al 42’ Giacomazzi tira al volo alto. Al 44’ è Fabiano a ribattere su Gilardino a pochi metri dalla linea.

Nel secondo tempo il Lecce va subito in vantaggio con Tiribocchi (5’) bravo a sfruttare una indecisione di Melo. Potrebbe raddoppiare al 9’ con lo stesso Tiribocchi che tira al volo nello specchio impegnando Frey. Al 18’ si fa viva la Fiorentina con Montolivo, Rosati devia in corner. E poi il portiere giallorosso si ripete al 21’ re - spingendo un tiro al volo di Gilardino e al 25’ uno di Jovetic. Al 36’ Ariatti salta due avversari e sferra un tiro angolato respinto da Frey. Quando sembra fatta, al 45’ un controllo difettoso in area di Basta subentrato a Vives mette Jorgensen nelle condizioni di segnare. È il commiato alla serie A.

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