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Gallipoli ha bisogno  di uno stadio per la B

Dopo la promozione dalla Prima Divisione di calcio, è una sorta di «atto dovuto» nei confronti del presidente Barba, della compagine giallorossa con il suo mister Giannini, della tifoseria che ha sostenuto i calciatori, della stessa città, che deve soddisfare un bisogno d’immagine e non può proporsi alle squadre e alle tifoserie ospiti con un campetto di periferia (a non volere considerare la Lega calcio) 
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Gallipoli ha bisogno  di uno stadio per la B
GALLIPOLI - La città ha bisogno di uno stadio. È una sorta di «atto dovuto» nei confronti del presidente Vincenzo Barba, della compagine giallorossa con il suo mister, della tifoseria che ha sostenuto i calciatori, della stessa città, che deve soddisfare un bisogno d’immagine e non può proporsi alle squadre e alle tifoserie ospiti con un campetto di periferia (a non volere considerare la Lega calcio). Dire che la città ha bisogno di uno stadio, allora, esprime un concetto scontato, ma da questo a dire che potrà farsi un miracolo, non conviene a nessuno, perché attese smodate possono comportare solo sconforto e scontento.

L'approccio realistico al problema, deve portare a «leggere» anche tra le righe dei messaggi degli amministratori comunali, che non solo rappresentano, ma addirittura assommano le attese e gli interessi civici. Ed il sindaco Giuseppe Venneri è stato chiaro: preliminarmente all’esecu - zione dei lavori, occorrerà acquisire una deroga regionale al Putt, ossia il Piano urbanistico territoriale tematico per il paesaggio; senza dire dell’autorizzazione necessaria perché la struttura è situata a meno di 30 metri dal demanio. E qualsiasi tecnico si metterà le mani nei capelli a parlare dei tempi d’acquisizione di una deroga al Putt.

Per fortuna, l’amministrazione Venneri aveva già avviato la pratica e in Regione c'è un progetto che prevede interventi sulla sicurezza e sulla struttura. Sul primo versante, occorre creare le uscite di sicurezza dalle tribune est dello stadio e ciò comporta la realizzazione di una strada intorno all’impianto, complicata dal fatto che il terreno è interessato da vegetazione di tipo retrodunale.

Circa le caratteristiche, sarà necessario un «aggiustamento» delle previsioni, perché non basterà né realizzare la sala e la tribuna stampa, né rifare radicalmente il terreno di gioco per innestarvi l’erbetta naturale, ma occorrerà anche aumentare la capacità mediante tribune in curva e altri accorgimenti, comunque possibili.

Ritornando alla deroga, la Regione Puglia ha chiesto un atto formale a corredo della pratica già istruita. «Nella prossima riunione di giunta - assicura Venneri, che martedì mattina ha presieduto un «briefing » tecnico in municipio - adotteremo l’atto che ci è stato richiesto e che invieremo immediatamente a Bari». Poi la burocrazia imporrà le sue leggi, a livello di autorizzazioni e di procedure, anche d’appalto.

Mettere in conto che almeno alcune partite non potranno essere giocate all’«Antonio Bianco», significa preparare la tifoseria ad un sacrificio iniziale, ripagato da uno stadio finalmente a norma per il cammino futuro dei giallorossi.

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