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Gallipoli sta sognando ora lo stadio da serie B

Dopo la promozione dalla Prima Divisione di calcio, ancora inebriata dai fumi dei festeggiamenti terminati a tarda notte per la promozione nella serie cadetta, la città sembrava non rendersi ancora conto di quello che era accaduto. Resta un neo: lo stadio comunale non potrà essere omologato per il prossimo torneo e c'è il rischio di dover emigrare
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Gallipoli sta sognando ora lo stadio da serie B
GALLIPOLI - È una Gallipoli ancora inebriata dai fumi dei festeggiamenti terminati a tarda notte quella che si è svegliata ritrovandosi in serie B. La città sembrava non rendersi ancora conto di quello che era accaduto. La serie B: come toccare il cielo con un dito. Un sogno diventato realtà quando molti credevano che fosse solo un illudersi ad occhi aperti. E invece, per le strade ancora tante bandiere e striscioni giallorossi e per strada un mare di coriandoli. Tutti allora a correre nelle edicole per poter comprare i quotidiani e controllare con i propri occhi se la B era una cosa vera oppure solo un sogno. Invece è proprio serie B. Allora a continuare a fantasticare sulle parole del patron Vincenzo Barba che la sera prima, in Piazza Tellini davanti a migliaia e migliaia di cittadini diceva a gran voce: «Adesso la B e poi vedremo».

Tutta la città, e non solo gli appassionati di calcio, sta a sognare ad occhi aperti davanti a giornali nazionali e a televisioni che non fanno altro che parlare del miracolo Gallipoli, approdato in B a dispetto di qualsiasi previsione. Tra pochi mesi si giocherà contro squadre di risonanza nazionale. Ma poi, dopo avere nuovamente assaporato la gioia di ritrovarsi sulle cronache nazionali, così come accade a squadre come Inter, Juve, Milan e Roma, i tifosi vengono travolti dai tanti problemi che assillano il calcio locale. E se il patron Barba dà una certa tranquillità sul futuro le preoccupazione vengono dalle condizioni del comunale «Antonio Bianco».

Non vi è alcun dubbio infatti che il campo cittadino non potrà essere omologato per la serie B e allora si correrà il rischio di giocare su campi lontani dalla cittadina Jonica. Si ricnorrono le assicurazioni che vengono dal sindaco gallipolino, Giuseppe Venneri, che garantisce come l’Amministrazione Comunale farà tutta la sua parte per far giocare il Gallipoli a Gallipoli, nel suo stadio. Forse ci vorrà qualche mese ma l’anno prossimo non si dovrà emigrare su altri campi. Sarebbe un vero suicidio se dopo avere conquistato con tanto sacrificio la serie B si dovesse andare fuori città. E allora, dopo avere inseguito e centrato il sogno della promozione tra i cadetti, ora si insegue un altro sogno: avere uno stadio a norma, per poter disputare il campionato di serie B davanti al proprio pubblico, senza dover «emigrare».

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