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Martedì 24 Ottobre 2017 | 00:45

Gallipoli in festa e Barba sogna la A

Nel profondo sud della Puglia, c'è una cittadina di ventimila anime fino a ieri conosciuta per le spiagge da favola, il buon pesce e scorci naturali che ricordano la Grecia, ma oggi alla ribalta del calcio nazionale per la promozione nella  B di calcio conquistata all’ultima giornata. Un traguardo storico. Il patron, durante i festeggiamenti, ha dichiarato: «Datemi il tempo, poi chissà, un giorno potremo parlare di serie A»
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Gallipoli in festa e Barba sogna la A
GALLIPOLI – E' qui la festa. Nel profondo sud della Puglia, a Gallipoli, cittadina di ventimila anime fino a ieri conosciuta per le spiagge da favola, il buon pesce e scorci naturali che ricordano la Grecia, ma oggi alla ribalta del calcio nazionale per la promozione in B conquistata all’ultima giornata. Un traguardo storico, che affonda le radici nell’attenta e ambiziosa programmazione del presidente Vincenzo Barba.

Il patron, colto da un raptus di esaltazione, durante i festeggiamenti ha dichiarato: «Datemi il tempo di consolidare il Gallipoli in B, poi chissà, un giorno potremo parlare di serie A». Parole che suonano come cori delle sirene d’Ulisse, irresistibili e seducenti per coloro che hanno dato vita al miracolo giallorosso. Tra questi, Morris Molinari, che ha fatto dell’esperienza il suo baluardo. Elemento irrinunciabile per la retroguardia del «Gallo», l’apporto del 34enne difensore centrale è stato determinante soprattutto nel girone di ritorno. «A inizio stagione ho avuto uno stiramento, ma da quando mi sono ripreso, ho giocato con grande continuità – dice Molinari -. Ho anche segnato tre gol, posso ritenermi soddisfatto». Uno al Foggia, uno al Pescara e uno domenica al Marcianise: passerà alla storia per aver realizzato l’ultima rete del Gallipoli in serie C. «E' stata una gioia immensa, mi ricorderò per sempre di questo gol perchè ha contribuito a portare il Gallipoli in B. Spero di rimanere nel cuore dei tifosi anche per questo piccolo episodio».

Archiviata la pratica Marcianise, la squadra si è riversata in spiaggia per festeggiare la promozione con un tuffo liberatorio in mare. «E' stata un’impresa programmata dalla società, ma quando abbiamo realizzato di avercela fatta, è stata un’emozione incredibile. Un conto è parlare si serie B a tavolino, un conto è viverla direttamente. Non è stato un campionato semplice. Almeno altre sei o sette squadre l’estate scorsa sognavano la promozione. Questo traguardo è pienamente meritato: siamo stati in testa alla classifica a lungo ed era giusto che fossimo noi a vincere il campionato. Il momento clou è stato quando abbiamo vinto contro il Benevento e il Crotone, un mese fa. Lì abbiamo capito che la serie B era vicina».

Il salto di categoria per Molinari ha un sapore particolare. «Può allungarmi la carriera – ammette -. È la seconda promozione che ottengo, dopo quella di Frosinone nel 2005/06. Purtroppo non ho attraversato momenti belli in tanti anni di calcio a causa degli infortuni. Ogni volta che mi sono avvicinato alla B (come a Cosenza nel '99, a Monza nel Duemila e a Trieste nel 2003, ndr) sono sempre stato bloccato da guai fisici. Questo traguardo per me rappresenta una sorta di riscatto. Spero sia l’inizio di qualcosa di importante». Molinari è in scadenza di contratto, ma, consumati i festeggiamenti, confida in una chiamata del presidente Barba per parlare di futuro. «Mi sono guadagnato la B sul campo, logicamente spero di essere confermato a Gallipoli. Mi piacerebbe continuare questa avventura. Ho 34 anni, ma ho l'entusiasmo e la corsa di un ragazzino».

Prodotto del vivaio dell’Udinese, Molinari ha vestito la maglia di dodici squadre, dall’esordio di Ascoli in C1 (campionato 1995/96) alle ultime due stagioni vissute a Gallipoli (in tutto, 55 presenze e 5 gol). Quest’anno, pur giocando costantemente, non ha mai subito una squalifica: singolare testimonianza di fair-play per un difensore. E adesso c'è da pensare al futuro. Il presidente Barba già si sbilancia: senza timore ha nominato la serie A. «Lui sì che ha le idee chiare – sorride Molinari -. Se ha detto certe cose significa che ci sta pensando. È bello che nel calcio ci siano ancora personaggi così carichi d’entusiasmo».

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