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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:14

La Prisma costruisce il futuro «Ma Taranto non ci vuole»

In vista del prossimo campionato di serie A1 maschile di pallavolo, si riparte dall’allenatore Paolo Montagnani e dal direttore sportivo Giuseppe De Patto. Stamattina la coppia che ha contribuito alla salvezza in A1 di Pineto è stata presentata alla stampa presso la Cittadella delle imprese di Taranto. L’epoca recente di Martina Franca sarebbe già in archivio
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La Prisma costruisce il futuro «Ma Taranto non ci vuole»
di ALESSANDRO SALVATORE

TA R A N TO - La ricostruzione della Prisma parte dall’a l l e n at o re Paolo Montagnani e dal direttore sportivo Giuseppe De Patto. Stamattina l’ex coppia che ha contribuito alla salvezza in A1 di Pineto (ora naviga in acque incerte), sarà presentata alla stampa presso la Cittadella delle imprese di Taranto. La struttura della Camera di Commercio indica il presente del club di Tonio Bongiovanni. L’epoca recente di Martina Franca, dove una squadra vessata dagli infortuni e che ha avuto tre allenatori diversi ha custodito la sesta A1 di volley della storia di Taranto, sarebbe già in archiv io.

Chiuso il rapporto ultradecennale col ds Primavera e col tecnico della salvezza D’Onghia, Bongiovanni vuole rimettere tenda nella città madre della Prisma. «Ma il Comune di Taranto non ci vuole» denuncia l’avvocato-presidente. Il nodo da sciogliere è sempre lo stesso: il PalaMazzola, sul quale la Prisma contesta dal giugno 2006 la concessione fatta dall’ente-pro - prietario (il Comune) al Coni. A riguardo ci sarebbe, stando a quanto svelato da Bongiovanni, «il parere illegittimo dell’uf ficio legale dell’ente locale sull’af fidamento », che avvenne nel 2005, quando l’amministrazione-Di Bello mise alla luce il bell’impian - to di via Battisti, che recentemente si è fatto pubblicità su scala nazionale per via del secondo scudetto del basket femminile firmato Cras.

«Nei prossimi giorni – evidenzia Bongiovanni – il Tar si esprimerà sul nostro ricorso che, se accolto, metterebbe in discussione la legalità della gestione». Non è bastato l’esodo a Martina per cambiare le cose. Resta la ruggine tra la Prisma da una parte, Comune e Coni dall’altra. Ed il PalaMazzola, con i suoi tremila comodi posti, dal 2006 quando fu testimone del ritorno in A1, è orfano della grande pallavolo, con il ristretto PalaFiom a fare da alternativa.

«Il PalaMazzola è il miglior biglietto da visita che la Prisma può inviare al movimento nazionale »: il pensiero è del neo ds De Patto, che da oggi lavorerà col talentuoso mister toscano Montagnani, che dopo la permanenza miracolosa di Pineto aveva ricevuto le attenzioni di club importanti come Modena e Cuneo. «Ma Taranto è una piazza affamata, alla quale non ho resistito» annuncia l’alle - natore nato a Livorno 41 anni fa.

Qual è la squadra tipo della coppia Montagnani-De Patto? «Operaia e camaleontica. Per costruirla sto sondando da giorni l’intero mercato mondiale» svela il direttore sportivo nato a Corigliano, dove nell’ultimo decennio, con diversi collaboratori aveva firmato la scalata della squadra rossonera, dalla prima divisione sino all’A1 del 2007. Ma nella città calabrese che ha dato i natali a Gattuso, dopo un anno nell’élite del volley, il progetto è tramontato.

Ed ora, a parte l’indole pallavolistica della tifoseria e l’entusiasmo delle squadre giovanili, l’A1 è un ricordo. «Con la Prisma - evidenzia De Patto - avvieremo a breve il progetto Magna Grecia, che significa rendere Taranto e Corigliano terreni fertili per i pallavolisti. Primo appuntamento è fissato dal 25 al 28 maggio. In quell’occasione il PalaBrillìa ospiterà uno stage che metterà in vetrina diversi atleti di tutto il mondo». Oltre i giovani da scritturare, sul taccuino del suo ds c’è una lista cospicua di atleti esperti. Dall’opposto di Pineto Rivaldo al martello di Trento Della Lunga ed al palleggiatore albanese Suxho.

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