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Lecce, altra spinta verso la serie B

A mantenere ancora i salentini nella serie A di calcio è un macchinoso calcolo aritmetico che molto difficilmente potrà trovare concreta attuazione nelle ultime due partite. E il rammarico è che a determinare in un sol colpo questo tracollo sono stati alcuni disgraziati episodi (gol di Di Vaio in fuorigioco ed espulsione di Papadopoulos) dopo una partita dominata dai giallorossi
• Semeraro: «Qualcuno ci vuole retrocessi»
• Caserta: «Salvezza quasi impossibile»
• De Canio: «Onoreremo il campionato»
• Due giornate a Papadopoulos e Polenghi
Lecce, altra spinta verso la serie B
dal nostro inviato MASSIMO BARBANO

BOLOGNA-LECCE 2-1

BOLOGNA (3-5-1-1) Antonioli 6.5; Castellini 6, Moras 6, Terzi 5; Zenoni 5.5, Mutarelli 5 (8'st Marchini 4), Volpi 6.5, Mingazzini 6.5 (22'st Amoroso 6), Valiani 6.5; Osvaldo 5.5 (20'st Marazzina 6), Di Vaio 7. A disp. Colombo, Cesar, Bassoli, Coelho. All.: Papadopulo.
LECCE (4-4-2) Benussi 5.5; Polenghi 6.5 Fabiano 5.5, Schiavi sv (11' pt Stendardo 5.5), Giuliatto 6; Konan 6 (30' st Caserta 5.5), Giacomazzi 6, Edinho 6.5, Munari sv (7'pt Vives 6); Papadopoulos 4, Tiribocchi 6. A disp.: Rosati, Ariatti, Cacia, Castillo. All.: De Canio 6.5.
Arbitro: Orsato di Schio.
Reti: 30' Tiribocchi, 37' Di Vaio, 49' st Volpi.
Note: espulso al 5'st Papadopoulos.

BOLOGNA - A mantenere ancora il Lecce in serie A è un macchinoso calcolo aritmetico che molto difficilmente potrà trovare concreta attuazione nelle ultime due partite. E il rammarico è che a determinare in un sol colpo questo tracollo sono stati alcuni disgraziati episodi dopo una partita che, a giudizio unanime è stata dominata dal Lecce. Vale quindi la pena partire da questi per raccontare questa giornata esiziale che ha esattamente fotografato l'amara stagione della squadra salentina. Il primo è quello del gol di Di Vaio che ha pareggiato le sorti di un incontro che, dopo il vantaggio giallorosso, sembrava ormai saldamente nelle mani della formazione di De Canio.

Le riprese televisive hanno chiaramente dimostrato che il capocannoniere del campionato era abbondantemente in fuorigioco quando ha infilato il gol dell'1-1. Il secondo, all'inizio del secondo tempo è stata l'espulsione di Papadopoulos, frutto di una eccessiva fiscalità dell'arbitro Orsato, ma naturalmente anche dell'ingenuità del giocatore che, avendo subito un fallo ha protestato per ottenere la punizione poi non concessa: quindi una parola di troppo nei confronti dell'arbitro e da qui, il giallo per sanzionare la prima situazione ed il relativo rosso per la seconda. Un'inferiorità numerica che ha influito certamente sul risultato, pur non tarpando completamente le ali alla squadra pugliese che, nonostante tutto, ha continuato a comandare il gioco di una partita che si era ormai messa in salita.

In verità, la partita si era messa in salita fin dall'inizio con due infortuni nei primi 13’ (prima Munari sostituito da Vives, poi Schiavi a cui è subentrato Stendardo) che hanno limitato notevolmente le soluzioni tattiche a disposizione della panchina. E questo si è sentito specialmente negli ultimi minuti, quando il caldo ha tagliato le gambe alle due squadre e la manovra si è notevolmente rallentata. Al Lecce ridotto in dieci è mancata la forza di mettere in campo quel surplus che poteva servire per piazzare il colpo decisivo. E ciò, nonostante gli avversari barcollassero, fossero notevolmente imprecisi e incapaci di affondare. Ma le risorse del Lecce erano troppo depauperate per poter prevalere.

E qui, con un pareggio che, vista la concomitante e sorprendente vittoria del Torino a Napoli, serviva a poco, è arrivata una sconfitta che serve invece a sancire virtualmente la retrocessione giallorossa, ora superata in classifica anche dalla Reggina. Anche su quest'ultimo gol ci sarebbe qualcosa da dire. Una rimessa laterale restituita al Bologna dopo una sospensione per i crampi di Stendardo è stata battuta molto più avanti del punto dove era uscita la palla. Roba di poco conto, si dirà, viste le macroscopiche ingiustizie precedenti e quelle che hanno perseguitato il Lecce per un intero campionato. Ma sufficienti, in una situazione del genere, per scatenare una crisi di nervi che ha condizionato il dopo partita, con il pianto di Polenghi e le veementi proteste in campo contro l'arbitro e qualche discussione con gli avversari. Una scena che ha ricordato in piccolo la rabbia di Drogba in Chelsea-Barcellona.

Così il Lecce è uscito dal campo senza neanche quel pareggino che avrebbe mantenuto un filo di speranza un po' meno esile di quello che resta oggi. Ora bisognerà fare sei punti nelle prossime due partite contro Fiorentina e Genoa, ma probabilmente non basteranno. Dopo una parata in tuffo di Antonioli al 23' che devia in angolo una conclusione di Tiribocchi, arriva il gol leccese al 30' propiziato da un anticipo di Polenghi: il terzino fugge in progressione emanda al centro un traversone sul quale si avventa di destro in corsa Tiribocchi che infila nell'angolo. Al 37' il Bologna pareggia: cross dalla destra di Valiani, irrompe Di Vaio di prima e insacca.

Nel secondo tempo all'11' un rasoterra di Volpi ben bloccato da Benussi. Al 24' Tiribocchi salta un avversario e conclude nello specchio, Antonioli non si fa sorprendere. Al 33' Amoroso scodella un pallone in area per Di Vaio che si gira e mette in rete ma l'arbitro annulla per fuorigioco. Al 40' tiro di Polenghi che sorvola di centimetri la traversa. Combinazione Polenghi-Tiribocchi al 37' con tiro alto dell'attaccante. Al 47' il gol della vittoria dei padroni di casa: cross di Moras, ponte di Di Vaio, gol di Volpi.

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