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Venerdì 22 Settembre 2017 | 01:19

Tutti pazzi per il Cras abbracciato dalla città

Due scudetti di basket femminile nella bacheca del Taranto. Ma nessuno finora conquistato con la gara decisiva vinta in Puglia. Uno a Como l’8 maggio 2003, l'altro a Venezia il 10 maggio 2009. Per il pubblico rossoblù però è più di una consolazione aver celebrato nell'impianto-teatro della squadra del duo Basile-D'Antona la grande festa di ieri sera
• «Una squadra più forte per l'Eurolega»
Tutti pazzi per il Cras abbracciato dalla città
di ANGELO LORETO

TARANTO - Due scudetti nella bacheca del Cras Taranto. Ma nessuno finora conquistato con la gara decisiva vinta a Taranto. Uno a Como l’8 maggio 2003, l'altro a Venezia il 10 maggio 2009. Per il pubblico rossoblù però è più di una consolazione aver celebrato nell'impianto-teatro della squadra del duo Basile-D'Antona la grande festa di ieri sera.

Sei anni dopo Piazza Castello, ieri è stato il PalaMazzola il palcoscenico per l'abbraccio della città alla squadra che per nove mesi ha fatto sognare migliaia di tifosi. Ce n’erano duemila e cinquecento ieri sera per la celebrazione del secondo tricolore. Un palco montato sul parquet, una platea sistemata sul campo e due gradinate quasi piene. Un entusiasmo contagioso nono stante il gran caldo.

Personalità note e piccoli tifosi, ex di prestigio e ultras instancabili. Ci sono il presidente della Provincia Florido, il vicesindaco Cervellera, il prefetto Pironti e uomini di sport come il presidente del Coni Graniglia, quello della Fip Barisciano, il massimo dirigente della Libertas Basket Ciliber ti. Sullo schermo montato alle spalle del palco iniziano a scorrere intanto le immagini della stagione. Ed è già gioia.

Ad ogni canestro è un applauso, come se fosse stato realizzato all'istante e non settimane fa. Nella festa trovano spazio tutti, anche i tifosi dei gruppi organizzati, Brigate Rossoblu, Amico Cras e Quelli del Tunnel, che ricevono dai dirigenti una targa ricordo. Ed è il momento dello spettacolo, con il duetto tra il cantante dei Rimnonobamband e il «tamburista» degli ultras.

Poi prende piede la storia. L'anchorman Mauro Pulpito chiama sul palco il passato del Cras: scorrono le ex giocatrici Nieves Anula (era nel team che vinse il primo scudetto), Gemma Chiloiro, Loredana Fornaro e Pippi Limperio. Altri tempi ma stesse emozioni. Erano tempi in cui il Cras forse non sognava neanche ciò che sarebbe accaduto di lì a qualche decennio. E il Cras che ha fatto la storia è quello festeggiato ieri, sfilato dopo tutti i dirigenti, dal preparatore Santarcangelo al vice coach Buccoliero, dai vari Anelli e De Florio all'addetto stampa Salvatore.

È il Cras che ha una filosofia giovane e che manda in giro per l'Italia anche le sue promesse. Come Maria Schiavone, con la sua ciocca tagliata per festeggiare, e Nicla Martellotta. Ci sarebbero state anche Marta Masoni e Annamaria Oliva, ma sono impegnate nelle finali nazionali Under 17. E Becky Brunson, che però è già volata negli Stati Uniti.

C'erano però tutte le altre, presentate in ordine rigorosamente di numero di maglia. E si scatena quindi un vero boato quando ad essere presentata è Megan Mahoney che in italiano dice grazie al pubblico per il supporto dato per tutto l'anno. C'è Siccardi, la brindisina, l'orgoglio pugliese, come l'hanno chiamata i tifosi per tutta la stagione, che dice candidamente «non penso ancora al domani, mi godo la festa». Ci sono Sauret, la scatenata nella festa in albergo a Venezia, e David, che a giorni si sposa. E poi Sanchez che elogia il «pubblico che si meritava lo scudetto» e Prado. E Godin, pilastro fisico e metaforico della squadra, con la coppa della migliore giocatrice delle finali. E ancora Batkovic, e Zimerle e Greco, che portano le coppe dei due scudetti e mandano in tripudio i 2000.

Ricchini dice che «non ho mai visto un pubblico cosi», D'Antona che parla di «due scudetti maledettamente splendidi» e Basile che sottolinea: «Dopo la delusione dello scorso anno non ho chiesto niente, ma poi... ». No, non abbiamo dimenticato nessuno, c'e' ancora Greco. Perché il suo urlo, lei che a Venezia ha segnato il punto numero 1000 col Cras, suona tanto di promessa: «L'anno prossimo vinciamo di nuovo».

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