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Martedì 17 Ottobre 2017 | 13:29

Polenghi avverte «Lecce, nervi a posto»

La partita della verità per la salvezza nella serie A di calcio si giocherà domenica alle ore 15 sul filo degli aspetti tattici e tecnici, ma anche e soprattutto sul piano nervoso. Il difensore: «A Bologna serviranno nervi saldi è un aspetto che può fare la differenza, può far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Troveremo un ambiente particolarmente caldo, dobbiamo essere preparati: bisogna fare grande attenzione»
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Polenghi avverte «Lecce, nervi a posto»
di MARCO SECLÌ

CALIMERA - La partita della verità si giocherà sul filo degli aspetti tattici e tecnici, ma anche e soprattutto sul piano nervoso. «A Bologna serviranno nervi saldi - ammonisce Tiziano Polenghi - è un aspetto che può fare la differenza, può far pendere la bilancia da una parte o dall’al - tra. Troveremo un ambiente particolarmente caldo, dobbiamo essere preparati: bisogna tapparsi le orecchie e fare sempre grande attenzione». Il difensore milanese non nasconde le insidie anche tecniche dello «spareggio» di domenica. «Non c’è solo Di Vaio da tenere d’occhio. È vero, lui è un grande attaccante, come dimostrano i 22 gol che è riuscito a mettere a segno, per giunta in una squadra in lotta per non retrocedere. Ma il Bologna è temibile nel suo complesso. E in più è allenato da un tecnico che ci conosce bene».

Quella tra il Lecce e Papadopulo, che l’anno scorso ha guidato i giallorossi alla conquista della serie A, e che ora potrebbe rimandarli in B, è una sfida nella sfida. Polenghi tutto sommato circoscrive i teorici vantaggi del tecnico di Cecina. «È vero che conosce le caratteristiche di molti di noi - osserva - ma si tratta di una partita del tutto particolare. Il Lecce fino a qualche giornata poteva essere considerato una squadra allo sbando, ora la situazione non è più quella, come dimostrano le nostre ultime prestazioni». Prove che hanno dato conto di una squadra finalmente combattiva e in salute. Nonostante i punti raccolti siano stati inferiori rispetto agli sforzi profusi. «È vero - sottolinea Polenghi - siamo in forma e abbiamo ottenuto risultati importanti come i pareggi a Torino con la Juve e con il Napoli. Resta un po’ di amaro in bocca perché avremmo meritato di vincere e dare una svolta alla nostra classifica. Ora siamo costretti a vincere a Bologna, andremo a giocarcela consapevoli che si tratta di una partita fondamentale ma stando sempre attenti a mantenere la giusta tranquillità, consapevoli che per noi è un momento positivo e che queste ultime tre giornate potrebbero ancora stravolgere la classifica». ù

Se il «Papa» vanta il piccolo vantaggio di conoscere a fondo gli avversari, anche i suoi ex allievi potrebbero approfittare del fatto di aver più volte sperimentato le mosse del tecnico. Tiziano Polenghi prova ad ipotizzare l’atteggiamento di papadopulo. «Le caratteristiche degli attaccanti del Bologna - riflette il laterale destro giallorosso - portano a pensare che cercheranno di non scoprirsi per ripartire in contropiede. Anche perché a loro, in teoria, il pareggio potrebbe pure andare bene, visto che poi sulla carta hanno un calendario più favorevole rispetto alle concorrenti. Sono però convinto che anche loro devono rischiare qualcosa: perché un punto potrebbe non bastare se il Torino facesse risultato a Napoli. E poi, lasciando stare calcoli che lasciano il tempo che trovano, giocheranno sotto la spinta del loro pubblico: potrebbe non gradire una gara tutta sulla difensiva».

Polenghi ha ancora una volta dimostrato la sua duttilità e disponibilità. Con De Canio è tornato a spingere sulla fascia un po’ come ai tempi di Zeman, dopo che con Papadopulo ha giocato da centrale e con Beretta era schierato sì a destra ma con compiti molto più di contenimento. «Nessun problema a mettermi a disposizione del mister - puntualizza - ora mi propongo di più in avanti, perché De Canio, quando è arrivato, ha fatto capire chiaramente che al punto in cui eravamo per salvarci avremmo dovuto osare di più. Questo comporta a esporsi a qualche rischio, ma bisogna correrlo». Giocatori decisivi domenica? «Tutti vogliamo una sola cosa: vincere. Tra di noi - rimarca «Pole » - c’è gente che ha giocato di meno e che ha tanta voglia di essere protagonista. Spero che la loro “f ame” risulti decisiva. Mi auguro invece che agli avversari più temibili non riesca quello che sanno fare meglio, a cominciare dal nostro ex compagno Osvaldo».

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