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Regalo di Matarrese Bari riparte da Conte

Si sussurra di un faccia a faccia sereno, nel quale a far la parte del dominatore è stato il presidente. Poche parole, ma chiare. E poi la sua incredibile carica umana. Conte è «crollato» senza colpo ferire. S’è inchinato al carisma e al fare paterno di don Vincenzo che l’ha messo a suo agio con la maestria e la saggezza di un presidente di lungo corso. Resta ovviamente anche il ds Perinetti
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Regalo di Matarrese Bari riparte da Conte
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Solo Vincenzo Matarrese poteva riuscire in un’«impresa» così. Perché di impresa si tratta. Un mezzo miracolo abbiamo definito nei giorni scorsi il tentativo di conferma di Conte sulla panchina del Bari. E non era un’esagerazione nè tantomeno una provocazione. Ce l’ha fatta, il presidente. Con minor fatica di quello che era lecito attendersi. Si sussurra di un faccia a faccia sereno, nel quale a far la parte del dominatore è stato Matarrese. Poche parole, ma chiare. E poi la sua incredibile carica umana. Conte è «crollato» senza colpo ferire. S’è inchinato al carisma e al fare paterno di don Vincenzo che l’ha messo a suo agio con la maestria e la saggezza di un presidente di lungo corso. Chi si aspettava un confronto serrato deve prendere atto di una realtà molto diversa. Le polemiche dei giorni scorsi non sono state nemmeno sfiorate. Conte e la sua voglia di fare chiarezza sulle «spine» di questa stagione. Perinetti e la sua sottile provocazione («se il problema sono io mi faccio da parte»).

Nel confronto tra Matarrese e l’allenatore leccese, avvenuto nella prima mattinata nel quartier generale dei Matarrese, non si è fatto accenno a nulla di tutto questo. Conte non ha posto condizioni di alcun genere, il presidente non ha avuto bisogno di mettere a confronto i due grandi protagonisti della rinascita del calcio barese. Si va avanti tutti insieme, punto e basta. Alle 16,35 sul sito del Bari è comparsa la notizia: Conte e Perinetti restano a Bari. Con relativa scarna dichiarazione di Matarrese: «Perinetti e Conte non si muovono da Bari. Ho espresso ad entrambi la più ampia soddisfazione per il brillante campionato disputato e per la gioia che la squadra ha suscitato nella nostra straordinaria tifoseria. Proprio nel rispetto dei tifosi, entrambi resteranno nella società per proseguire il progetto già avviato. Sarò lieto di lasciar libero Antonio Conte solo ed esclusivamente nel caso gli arrivasse una richiesta di allenare la Juventus. In quel caso sarei particolarmente felice di aver creato le condizioni perché Conte prosegua la sua carriera in un prestigioso club».

Ecco, il capitolo Juve. L’unica divagazione sul tema del «volemose bene» ha riguardato proprio la possibile chiamata della Vecchia Signora. In tal caso, Matarrese e Conte hanno convenuto che una stretta di mano sancirebbe l’inevitabile addio. Con buona pace di tutti. Tifosi esclusi, naturalmente. «Abbiamo risolto il primo problema, non avevamo alternative a Conte, né le avevamo mai cercate. Se Conte ha scelto il Bari, vuol dire che è contento di restare. Certo, con la Juventus non potremmo competere», la prima esternazione del direttore sportivo Perinetti, nel tardo pomeriggio, alla notizia della fumata bianca. Poi ha chiarito: «Conte non ha firmato ancora il contratto. Ma ha preso un impegno morale con il presidente. E vale più di un contratto». Nei prossimi giorni il direttore sportivo scenderà in campo in maniera decisa visto che c’è da programmare la prossima stagione. Ieri si è parlato di tutto tranne di quelle che dovranno essere le linee guida del mercato.

Conte e Perinetti, dunque, dovranno interagire in simbiosi con la proprietà che dovrà stabilire il budget . A proposito di Conte. Ieri pomeriggio, al termine dell’allenamento, i giornalisti l’hanno atteso in sala stampa sperando in una sua dichiarazione. Invece nulla. Il tecnico leccese parlerà come di consueto domani mattina, alla vigilia della sfida contro il Modena. Una conferenza che, quasi certamente, stuzzicherà non poco la curiosità dei tifosi: cosa avrà mai diradato le nubi che aleggiavano minacciose all’orizzonte? E cosa chiede alla prossima stagione l’allenatore salentino? Una cosa è certa. La presenza di Conte e Perinetti nel Bari del futuro è la migliore garanzia. Con loro è possibile porre le basi di un rafforzamento del progetto tecnico- tattico avviato, pur tra mille difficoltà, nella passata stagione.

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