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La gara Bari-Modena si gioca a porte aperte

Il rischio è scongiurato: la partita di serie B che si giocherà sabato prossimo contro il Modena sarà aperta al pubblico. Risolta la questione sollevata dalla società che ha in gestione le telecamere di videosorveglianza e relativa al mancato rinnovo del contratto. Decisivo l'intervento del Comune e delll’Associazione sportiva Bari
La gara Bari-Modena si gioca a porte aperte
di RUGGERO CRISTALLO

BARI - Il rischio è scongiurato: la partita che il Bari giocherà sabato prossimo contro il Modena sarà aperta al pubblico. È stata infatti affrontata e risolta la questione sollevata dalla società che ha in gestione le telecamere di videosorveglianza e relativa al mancato rinnovo del contratto. La società aveva fatto sapere di non essere più disposta a garantire il servizio qualora le questioni economiche non fossero state risolte. Cosa che è accaduta, su ben due fronti. Sul primo s’è mosso il Comune, sul secondo l’Associazione sportiva Bari.

IL COMUNE - L’ingegner Capezzuto dell’ufficio tecnico della ripartizione industriale del Comune ieri mattina ha definito il capitolato. La Ragioneria, nel frattempo, si è attivata per reperire la copertura finanziaria. Questa mattina l’accordo dovrebbe essere definito con un atto tecnico necessario, ovvero una determina dirigenziale.

L’AC C O R D O -Le telecamere sono state installate tre anni fa al «S. Nicola», secondo quanto disposto dal «decreto Pisanu», che le ha rese di fatto obbligatorie in impianti sportivi con una capienza superiore ai 10mila posti. Il Comune ha stipulato così il contratto con la società «Nous». Come è facile immaginare, le telecamere, negli ultimi tre anni, sono «invecchiate ». A quel punto l’ammini - strazione comunale non aveva che due alternative: prorogare il noleggio o acquistare il materiale. In entrambi i casi, s’era di fronte a un noleggio o a un acquisto che sarebbe dovuto avvenire, proprio perché il materiale oggetto del contratto era nel frattempo «invecchiato », a un costo minore. Il Comune ha optato per acquistare le telecamere, calcolando il «costo residuo» e valutando anche la possibilità di stipulare, con la stessa «Nous», un contratto per la tenuta in esercizio e per la manutenzione dell’impiantistica. Ebbene, considerando che l’im - pianto, se acquistato oggi, costerebbe circa 500mila euro, il Comune ha proposto di comprarlo, «usato», per 160mila euro iva inclusa. Un costo che sarà «spalmato » in tre anni, e che comprende il contratto di garanzia e la tenuta in esercizio. Insomma, 55mila euro circa l’a n n o.

L’A.S. BARI -La società sportiva, con un comunicato, ha fatto sapere che «preso atto della vicenda che potrebbe mettere a rischio la presenza dei tifosi in occasione delle gare contro il Modena e Treviso, ha deciso di accollarsi gli oneri per la prosecuzione del servizio stesso». La società - è detto nella nota - «ha deciso in questo senso in considerazione che gli adempimenti amministrativi di competenza del Comune di Bari per la conferma alla ditta “Nous” possano richiedere tempi più lunghi rispetto a quelli di svolgimento delle due gare in calendario. L’As Bari con tale disponibilità intende salvaguardare la tifoseria barese che vorrà assistere alle ultime due partite interne della stagione, ed è certa che l’Amministrazione comunale risolverà il problema nei tempi tecnici necessari confermando altresì la prosecuzione dell’at t iv i t à di controllo anche per la prossima stagione».

IL PREFETTO - «Ieri mattina, come avevo promesso - dice il prefetto di Bari, Carlo Schilardi - ho incaricato il mio capo di gabinetto di mettersi in contatto con l’am - ministrazione comunale al fine di risolvere il problema. Ero convinto che la questione si sarebbe risolta grazie al buon senso. Possiamo comprendere, diciamo così, le esigenze di un creditore che preme perché i propri diritti siano tutelati. Credo, a questo punto, che siano tutti soddisfatti».

LA PRECISAZIONE - La società che ha in gestione il servizio ha intanto precisato di non essere «impresa vicina al centrodestra». «Pertanto - è detto in una nota firmata da Vito Triggiani - una questione economico-contrattuale è stata erroneamente letta come polemica politica. L’impresa ha di fatto proficuamente collaborato con l’amministrazione di centro- sinistra del Comune di Bari su diverse commesse. Il motivo per cui ho deciso di inviare la lettera è che il nostro servizio è stato garantito negli ultimi 3 mesi pur in assenza di un nuovo contratto e di un qualsivoglia impegno di spesa da parte dell’Amministrazione comunale ». Inoltre, è scritto ancora, «l’ex dirigente della Nous, Gianni Laporta (candidato per il consiglio comunale nelle liste di Simeone di Cagno Abbrescia, n.d.r.) è stato chiamato in causa da me sulla vicenda esclusivamente per la funzione tecnica rivestita negli scorsi tre anni rispetto all’appalto del servizio di videosorveglianza prestato da Nous allo stadio S. Nicola, senza considerare il suo attuale impegno politico».

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