Cerca

Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 22:16

Conte sì, Conte no serve un miracolo

Allo stato attuale delle cose non c’è un appuntamento preciso sull’agenda di Vincenzo Matarrese. Ma il «faccia a faccia» con il tecnico del Bari, con oggetto il rinnovo del contratto in scadenza del tecnico leccese, è imminente. Sta per cominciare il valzer degli allenatori. Conte potrebbe finire nel mirino di Lazio, Genoa, Parma e Sampdoria. E l'Atalanta è in pressing
Conte sì, Conte no serve un miracolo
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI. Allo stato attuale delle cose non c’è un appuntamento preciso sull’agenda di Vincenzo Matarrese. Ma il «faccia a faccia» con Conte, con oggetto il rinnovo del contratto in scadenza del tecnico leccese, è imminente. Ma non esiste una data. Diciamo che verrà sfruttato il primo momento utile anche se, stavolta, l’impres - sione è che serva un contesto più compassato rispetto a una tavolata in pizzeria. La prima volta a Matarrese è andata di lusso. Poche chiacchiere, la voglia comune di crescere insieme e poi la firma sul contratto.

Diciamo che questa è un’altra storia. È diverso un po’ tutto. Il clima, l’atmosfera, le prospettive. È stato un anno di gioie e di emozioni ma, per dirla come Conte, «non sono state tutte rose e fiori». E proprio di quelle spine si parlerà attorno a un tavolo, rigorosamente a quattr’occhi. Ci si guarderà indietro cercando di colorare il futuro. Facendo chiarezza, possibilmente. Da un lato Vincenzo Matarrese, il buon padre di fami - glia. Dall’altro Antonio Conte. Nella consapevolezza che, nel calcio come nella vita, purtroppo i sentimenti non sono tutto. L’affetto, la stima reciproca. Tutte belle cose, ma nel calcio si vince soprattutto grazie ad altro. Il feeling personale conta, ma solo se funziona tutto il resto. Per esempio, che un allenatore si senta messo nelle condizioni di lavorare in piena armonia, sentendo la fiducia totale dell’ambiente.

Matarrese e Conte sono legati da un rapporto che, con il tempo, è diventato speciale. Ma questo non può rappresentare il punto di svolta. Anche perché, se così fosse, la firma sarebbe già arrivata. E invece non c’è ancora. Quali gli scenari futuri, allora. Il confronto con Matarrese ha la priorità assoluta. Prima della chiacchierata con il presidente Conte non prenderà impegni con alcun club nonostante l’Atalanta sia in continuo pressing su di lui. Senza contare che sta per cominciare il valzer degli allenatori e che, quindi, il tecnico del Bari potrebbe finire nel mirino di altre società della massima serie (Lazio, Genoa, Parma, Sampdoria).

Una cosa è certa, però. Il «no» di Conte al Bari non sarebbe motivato solo dall’interesse di questa o quella squadra. Fossero state, insomma, «tutte rose e fiori» oggi forse Antonio Conte sarebbe già ufficialmente l’allenatore per la serie A. Juve a parte, evidentemente. A proposito di Juve. Pare che il club bianconero abbia fatto la sua scelta di campo puntando su Gian Piero Gasperini, l’artefice del miracolo Genoa. Tecnico cresciuto a Torino, dove ha vinto tutto con la Primavera juventina, per lui sarebbe un ritorno alla casa madre. Stavolta entrando dalla porta principale dopo una stagione che lo ha eletto a incontrastato protagonista tra gli allenatori.

E c’è di più. La fretta dell’Atalanta, ansiosa di riavviare la programmazione con la supervisione di Conte, al quale il presidente Ruggeri chiederebbe la salvezza e la valorizzazione dei giovani del vivaio nerazzurra. Pare che il club lombardo abbia già in mano l’alternativa a Conte: Mario Beretta, reduce dalla deludente esperienza sulla panchina del Lecce. Difficile stabilire, però, quanto le notizie che arrivano da Torino e Bergamo possano voler dire qualcosa in funzione della trattativa col Bari. Forse, poco o nulla. I problemi sono altri. E di non facile risoluzione. A meno che Vincenzo Matarrese non regali a Bari un mezzo «miracolo».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione