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Taranto, storico bis lo scudetto è tuo

L’Italia del basket si inchina al Cras. Per la seconda volta nella sua storia. Dallo scalpo di Como del 2003 al bagliore della Laguna di ieri. Nel giorno di San Cataldo (patrono diTaranto), sono 10 cestiste operaie ed un coach-capo cantiere che fanno il miracolo. E mandano in estasi una città incollata alla tv ed i trecento tifosi partiti alla volta del PalaTaliercio di Mestre
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Taranto, storico bis lo scudetto è tuo
UMANA- CRAS 52-56

UMANA VENEZIA: Cirone 7, Ballardini 11, Andrade 7, Jokic 11, Hayden 9; Corradini, Carson 2, Tognalini ne, Brotto ne, Nadalin 5. All. Riga.
CRAS TARANTO: Zimerle 2, Siccardi 5, David 9, Godin 12, Batkovic 12, Greco 4, Sauret- Gillespie, Schiavone n.e., Martellotta n.e., Godin 12. All. Ricchini.
ARBITRI: Castellari di Bologna e Scrima di Catanzaro.
PARZIALI:13-19, 33-28, 45-45, 52-56.

VENEZIA - L’Italia del basket si inchina al Cras. Per la seconda volta nella sua storia. Dallo scalpo di Como del 2003 al bagliore della Laguna di ieri. Nel giorno di San Cataldo (patrono diTaranto), sono 10 cestiste operaie ed un coach-capo cantiere che fanno il miracolo. E mandano in estasi una città incollata alla tv ed i trecento tifosi partiti alla mezzanotte di sabato alla volta del PalaTaliercio di Mestre. È qui che si compie il miracolo. Nel palazzetto dell’Umana Venezia. Taranto qui aveva impattato male gara-1, poi al PalaMazzola ha ricaricato le sue batterie effettuando il sorpasso alle oro-granata del bravo coach Riga, sino all’impresa che vale il tricolore.

Il Cras ha vinto sfruttando il collettivo, la freddezza e la classe. Pezzi adoperati con cura dal coach Ricchini, che assapora lo scudetto per la prima volta. 28-19 il parziale della ripresa che ha rovesciato un primo tempo irrequieto, segnato dai lampi di Batkovic e Mahoney, che con il 13-0 in solitudine del secondo parziale (+4 al 14’) aveva mandato un avvertimento all’Umana, che lo coglieva, andando al riposo sul +5. Vantaggio momentaneo, arricchito sino al +8 del 26’ grazie agli sprazzi di Ballardini, scivolata in una partita anonima, grazie alla marcatura attuata a turno da Zimerle, Greco, Siccardi e Sauret-Gillespie. Quest’ultima emerge poi come un fiore luccicante.

La francese, perseguitata dalle insicurezze per una stagione intera (causa infortunio), è sbocciata nell’ultima sfida. Ricchini le affida un compito atipico: sostituire la fallosa Zimerle (tre infrazioni con Batkovic nel terzo parziale) e costruire la regia di Taranto. La transalpina non fallisce il compito, iniettando fosforo nella squadra. Che si compatta e rinasce. Ecco la palla filare tra i reparti, con soluzioni finalizzate da Godin, David e Batkovic. In difesa il Taranto rialza la barriera, arma usata con dovizia per una stagione intera, caratterizzata da 41 successi su 52 partite tra Italia ed Europa.

Nella ripresa emerge un collettivo luminoso, dove non esistono gregarie. Non lo è nemmeno l’unica pugliese del gruppo, Valentina Siccardi, che ha onorato la consegna di limitare Ballardini. E’questa un’altra chiave che frutta il controbreak del Cras (22-10), che a cavallo tra terzo e ultimo periodo riscrive la storia della quarta finale con l’Umana e regala lo scudetto. Chiude con la faccia cattiva il Cras. La faccia di una squadra vera. Unita. Come la sua società, che per la seconda volta nella sua storia sorprende l’Italia. La passione. E’ questo il segreto. Che frutta il miracolo sotto canestro.

Alessandro Salvatore

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