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Giovedì 21 Settembre 2017 | 18:07

Conte al centro di tutto Bari prova a coccolarlo

Chissà quanti baresi si saranno incollati ieri sera davanti alla tivvù. Antonio Conte ospite della «Domenica sportiva » un’occasione da non perdere. E sì, perché ormai di partite e allenamenti ne hanno le tasche piene tutti. È stato un anno lungo, mesi intensi pur se produttivi. E poi ora la vera priorità riguarda la questione allenatore. Cosa farà?
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Conte al centro di tutto Bari prova a coccolarlo
di ANTONELLO RAIMONDO 

BARI - Chissà quanti baresi si saranno incollati ieri sera davanti alla tivvù. Antonio Conte ospite della «Domenica sportiva » un’occasione da non perdere. E sì, perché ormai di partite e allenamenti ne hanno le tasche piene tutti. È stato un anno lungo, mesi intensi pur se produttivi. E poi ora la vera priorità riguarda la questione allenator e. Cosa farà Conte? Deciderà di dare continuità al progetto cominciato tra tante perplessità un anno fa qui a Bari oppure sceglierà di rimettersi in discussione lontano dalla sua Puglia? Non c’è un tifoso, in questo momento, che non pensi con angoscia al possibile addio di Conte. Che, sarà bene ricordarlo, non è solo il tecnico che ha riportato il Bari in serie A dopo otto lunghi anni di amarezze. Antonio ha fatto molto di più. Col suo calcio spumeggiante, la sua mentalità vincente, ha «rapito» un’intera città. 

Conte in panchina rappresenta la certezza, l’ideale punto di ripar tenza. Giorgio Perinetti, che non a caso è considerato uno dei personaggi più importanti e stimati del calcio italiano, non ha scelto Conte per il semplice gusto della scommessa. Sapeva del suo carattere focoso e del suo perfezionismo, ma anche delle sue indubbie qualità tecniche. Un tecnico innovativo, così almeno si dice in giro di lui. Uno che sa coniugare l’esigenza dell’equili - brio tattico con lo spettacolo e la ricerca del bel gioco che, con lui, diventa uno strumento per raggiungere più facilmente il risult ato. L’attesa dei tifosi non durerà ancora a lungo. Da domani in poi ogni attimo è quello buono per sedersi attorno a un tavolo con Vincenzo Matarrese. Il presidente, particolare non trascurabile, è gasatissimo. E, quel che più conta, motivatissimo. In cuor suo preferirebbe continuare il matrimonio con Conte. Perché è innegabile come don Vincenzo abbia le qualità umane e gli argomenti necessari quantomeno per mettere Conte in difficoltà. 

In fondo si tratta di cancellare qualche «screzio» del passato. E di rassicurare il tecnico che, molto probabilmente, cercherà rassicurazioni sulla solidità del progetto e sulla necessità di rafforzare adeguatamente la squadra. Non sarebbe onesto, insomma, parlare di un Conte frenato solo da ragioni economiche. È scontato che lui e il suo staff pretenderanno ingaggi ben superiori a quelli di questa stagione, ma questo è nella logica delle cose e non può certo diventare il motivo principale del contendere. Se si dovesse arrivare al divorzio, ne siamo certi, non sarà certo per centomila euro di ingaggio in più all’anno. Esattamente come non può passare il concetto che Conte preferisca Bergamo a Bari. Piuttosto, l’Atalanta potrà diventare u n’idea concreta solo dopo alcune necessarie valutazioni di ordine strettamente personale. La Juve? Bè, questo è un altro discorso. Una chiamata della Signora finirebbe per mettere tutti d’accordo. Conte coronerebbe un sogno. E Matarrese la prenderebbe con filosofia, in fondo al cuore felice per il suo «figlioccio ».

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