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Il Taranto allo sprint lo scudetto a un passo

Il Cras fa il bis. In gara 3 delle finali di basket femminile, le ragazze di Ricchini s’impongono di nuovo al PalaMazzola su Venezia (stavolta per 57-50) e conquistano il secondo punto (a uno) della serie. Rispettato anche in questo caso il fattore campo. Appuntamento ora con gara 4 domenica 10 maggio alle ore 18 in Veneto. Taranto può, vincendo, chiudere il discorso e conquistare il tricolore
Il Taranto allo sprint lo scudetto a un passo
CRAS-UMANA 57-50

CRAS TARANTO: Zimerle 9, Mahoney 19, Sauret-Gillespie, David 3, Batkovic 10; Siccardi, Greco 10, Martellotta ne, Oliva ne, Godin 6. All. Ricchini.
UMANA VENEZIA: Cirone 11, Ballardini 9, Andrade 2, Jokic 5, Nadalin 2; Corradini, Carson 10, Tognalini ne, Brotto ne, Hayden 11. All. Riga.
ARBITRI: Bartoli di Trieste e Ranaudo di Milano.
PARZIALI: 18-12, 28-24, 44-37, 57-50.

TARANTO - Il Cras è più vicino al sole. Il sole dello scudetto. Il +7 di ieri su Venezia vale il sorpasso nella pirotecnica finale tricolore. Dallo 0-1 di sabato scorso al 2-1 costruito tra le pareti bollenti del PalaMazzola. L’affare va però completato. La sfida resta in bilico. Domenica quarto atto a Venezia. Sarà match spartiacque: o pareggio e verdetto finale rimandato al 13 a Taranto, o pioverà dal cielo il secondo scudetto della storia del Cras. Il 57-50 di gara-3 è stato il frutto di una prova intensa.

Il ritmo lo ha impresso quasi sempre il Cras, che accende subito la miccia delmatch. Difesa pungente e contropiede urticante. Venezia insegue al 4’: 11-6, 15-10 all’8’. Parziali che fanno agitare Riga, che frulla la difesa e muta gli addendi. Ma è Taranto che comanda l’affare. È concentrata la squadra di Ricchini.Èpane per i denti di Venezia, costretta alla riflessione alla fine del primo periodo. Le raccomandazioni del coach devono scontrarsi con il campo, che continua ad essere solcato da Taranto con la tenacia di un agricoltore. Il basket è ricamato dalle «piccole» Zimerle e Greco, ispiratrici e trascinatrici. La vicentina firma la prima tripla rossoblù, che vale il +7 del 12’; l’italo-americana impatta la gara col suo stile frizzante: +8 al 18’. Qui la squadra jonica si blocca all’improvviso e Venezia si intrufola nell’affare tricolore: -2 al 18’ e -4 che annuncia una ripresa d’equilibrio al 20’.

Bisogna fare i conti con la legge del Cras, che riparte come una scheggia impazzita. Questione di testa, muscoli e tecnica. Armi usate da Zimerle (regia e museruola su Ballardini), Mahoney (un cecchino), Greco (pullula nel campo sino a bucare l’area), Batkovic (a valanga sulla difesa ospite) e Godin (battagliera sotto i vetri). Armi che ricacciano dietro l’Umana: +9 al 24’ e al 27’. Un vantaggio che costa fatica. Taranto rifiata, ma non molla. La difesa èmaschia. Venezia si dimena ma soffre: -7 al 30’. Ultimi dieci minuti di una battaglia affascinante. Venezia prova a lasciare il vortice nel quale Taranto l’ha spinta. Hayden e Ballardini, pedine d’oro, alzano la voce. E l’Umana si rincuora: -3 al 33’. A fianco il vicino si desta. Greco fa canestro come il conterraneo Michael Jordan le ha insegnato: in sospensione. La imita Mahoney e Taranto si drizza: +7 al 36’.

Sono punte di un iceberg, che rispetto all’Umana usa la coralità. Rimangono le sue individualità pericolose comemine. RiesplodeVenezia e riapre l’af - fare nel finale: 51-50 al 39’. La palla trema. Batkovic l’addomestica e dal cilindro tira un canestro d’accademia. È la svolta. Il Cras vola a +3 e stringe i denti. In difesa ancora Batkovic alza la sbarra. Ci sbatte Venezia, che viene sotterrata dagli ultimi punti di Mahoney. Partita chiusa ed il PalaMazzola scoppia. Tremila anime deliranti, che ora guardano a Venezia come la nuova terra dell’o ro.

Alessandro Salvatore

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