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Edinho scommette «Possiamo salvarci»

In attesa di Lecce-Napoli di domenica (ore 15) nella serie A di calcio, non è possibile sapere se sarà sufficiente per centrare in extremis l’obiettivo ma, al di là dei risultati, la crescita della squadra nelle ultime giornate è un dato di fatto. Progressi del collettivo accompagnati da quelli dei singoli. E tra le individualità in vetrina c’è anche il brasiliano
Edinho scommette «Possiamo salvarci»
di MARCO SECLÌ

CALIMERA - Non è possibile sapere se sarà sufficiente per centrare in extremis l’obiettivo ma, al di là dei risultati, la crescita del Lecce nelle ultime giornate è un dato di fatto. Progressi del collettivo accompagnati da quelli dei singoli. E tra le individualità in vetrina c’è anche il brasiliano Edinho. «Contro la Juve la mia prestazione migliore? Per me - si schermisce - è stata tutta la squadra a fare una grande partita. Non sta a me giudicare la mia prova, anche se mi accorgo che giorno dopo giorno migliora sia la mia condizione fisica che l’inserimento nel gioco del Lecce».

Scontato l’inevitabile periodo di adattamento, l’ex pluridecorato capitano dell’Internacional Porto Alegre sta pian piano confermando il pedigree con cui a fine gennaio è approdato nel Salento. Il ventiseienne centrocampista è stato tra i protagonisti dell’impre - sa con la Juve. Piazzato davanti alla difesa, ha assicurato polmoni, presenza fisica e raziocinio, tamponando ogni falla e rilanciando veloce l’azione. Edinho, che con l’Internacional ha vinto tutto il possibile (ed è felice che, pure senza di lui, il suo ex club abbia dominato il campionato regionale restando imbattuto), non è tipo da accontentarsi. «Sarebbe stato ancora più bello se a Torino avessimo vinto - si rammarica - ma anche il pareggio è un risultato importante per il futuro. Siamo in crescita sotto tutti i punti di vista. Soprattutto, ora abbiamo una precisa identità e una mentalità più propositiva, più votata all’at t a c c o. Sono certo che possiamo salvarci».


E un punto strappato sul campo della «Signora» del calcio italiano rappresenta una bella iniezione di fiducia. «Abbiamo fatto un piccolo balzo in classifica, ma importante. Vincendo domenica prossima con il Napoli, e con qualche passo falso delle nostre concorrenti, saremmo quasi fuori dalla zona a rischio». Edinho è già concentrato sulla sfida ai campani. «Abbiamo l’obbligo di conquistare i tre punti, come in tutte le partite da qui alla fine - sottolinea - ma bisogna essere intelligenti e pazienti. Non dobbiamo farci prendere dall’an - sia di fare gol subito, sarebbe controproducente. Abbiamo 90 minuti a disposizione». La differenza la faranno anche i singoli duelli.


E il «guerreiro» si prepara: «Il Napoli è una squadra temibile e, anche se ha avuto un rendimento altalenante, dispone di ottimi giocatori. A me piace molto Hamsik». Se lo slovacco, non al meglio, giocherà, potrebbe incrociarlo nella sua zona. «Sarebbe bello - dice - questi duelli mi esaltano. In generale, le nostre motivazioni devono fare la differenza». A quattro giornate dalla fine, oltre all’imperativo di vincere sempre, il Lecce deve augurarsi pure lo stop delle rivali. Domenica c’è Torino-Bologna. Una vittoria degli emiliani o un pareggio sarebbero i risultati migliori per il Lecce, in svantaggio con il Toro negli scontri diretti. Ma il centrale brasiliano non si sbilancia. «Non guardo alle altre. La cosa importante è fare sempre la nostra parte, alla fine vedremo cosa succede».


Tornando al personale, Edinho ha mostrato duttilità, adattandosi in più posizioni della mediana. A Torino è tornato a quella che forse predilige. «Giocavo così in Brasile e mi sono trovato a mio agio. Ma non ho problemi a spostarmi, per me è indifferente, gioco dove vuole il mister». Così come non ha preferenze di partner. Del resto ha funzionato sia la coppia con Zanchetta (all’opera contro il Catania) che quella con altri compagni (vedi Juve). «Con Zanchetta mi sono trovato benissimo - commenta - è un ottimo calciatore, bravo tecnicamente e con esperienza. Ma anche con Vives o con Giacomazzi non ho avuto alcun problema».


Al brasiliano, dopo le prestazioni in crescendo, manca ancora il primo gol italiano. «Magari - esclama alzando gli occhi al cielo - ma segnare non è il primo dei miei compiti. Io devo pensare soprattutto ad arginare gli avversari. Poi se si crea lo spazio per provare a fare gol non mi tirerò indietro».

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