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Semeraro: «Lecce, avanti così ora batti il Napoli»

Il presidente Giovanni Semeraro ha fatto visita alla squadra ieri mattina alla ripresa degli allenamenti. «Non essendo stato a Torino - ha detto il numero uno della società di via dei Templari - mi sembrava doveroso andare a salutare i ragazzi e far loro i complimenti» 
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Semeraro: «Lecce, avanti così ora batti il Napoli»
di MASSIMO BARBANO 

CALIMERA - Il presidente Giovanni Semeraro ha fatto visita alla squadra ieri mattina alla ripresa degli allenamenti. «Non essendo stato a Torino - ha detto il numero uno della società di via dei Templari - mi sembrava doveroso andare a salutare i ragazzi e far loro i complimenti». 

Che clima ha trovato? «Li ho visti molto sereni e caricati. Il mister più di loro. Ho parlato con Giacomazzi, Tiribocchi e un po’ tutti gli altri. Li vedo tutti convinti di potersi giocare le chanches che abbiamo nelle ultime quattro giornate, nella speranza che anche la fortuna ci possa dare una mano. Il Napoli dormiva domenica scorsa, speriamo che continui a dormire. Se poi si sveglia soltanto quando ci siamo noi, significa che la colpa è nostra. Dobbiamo giocare una partita con grande determinazione e convinzione perché abbiamo bisogno estremo di questi tre punti». 

C’è anche da riscattare la partita dell’andata? «Sì, fu un 3-0 che ci penalizzò molto. Poi non capii una frase del loro presidente. Prima della partita mi disse “Ti raccomando”. Non so cosa volesse dire con questa frase. Anche lui comunque sta avendo un momento difficile ed io, che sono un sudista convinto, vorrei che il Napoli vincesse lo scudetto». 

È contento anche del Bari ormai in serie A? «Sì, perché è una squadra del Sud che si sta comportando bene. Poi ho visto la partita ed ha veramente un bel gioco, molto arioso. Sono contento, così come lo sono del Gallipoli in serie B. È un vero piacere. Barba è un amico e so che non ha voglia di fare il derby, perché vorrebbe che il Lecce restasse in serie A». 

In questo minicampionato a quattro squadre come sta messo il Lecce? «Io lo vedo bene, probabilmente se avessimo affondato con più convinzione nel primo tempo della partita di Torino, oggi staremmo a commentare una vittoria. Abbiamo invece raggiunto un pareggio che ci sta bene. Il fiato c’è, la voglia e la consapevolezza pure, se li mettiamo in campo per 97-98 minuti possiamo senz’altro dire la nostra». 

Dopo questa partita sono aumentate le sue speranze di salvezza? «Erano già aumentate dopo la vittoria sul Catania, perché il Lecce sta dimostrando che è in grado di segnare dei gol, anche se poi ne prende qualcuno. Se avremo un po’ di fortuna e gli arbitri non saranno maldisposti nei nostri confronti potremo farcela». 

Domenica ci sarà Torino- Bologna. Che si augura? «Che vinca il Bologna perché poi avremo lo scontro diretto e quindi possiamo superarlo». 

Con De Canio si vede un cambiamento nel gioco offensivo? «È incisivo come gioco. Ha lavorato anche psicologicamente e i ragazzi ora hanno più convinzione e sono più consapevoli di potercela fare. Poi De Canio ha dimostrato che le sue squadre segnano gol. È abbastanza convincente, oltre ad essere una persona perbene». 

Segnano giocatori come Papadopoulos e Konan che prima non giocavano neanche. Cosa le fa pensare questo? «Per quanto riguarda Papadopoulos ha avuto un periodo di ambientamento, ma è un giocatore in cui abbiamo sempre creduto. È evidente che sono stati accantonati giocatori che potevano essere utilizzati. Contano molto i rapporti fra i giocatori e l’allenatore. Quanto a Konan, De Canio ha avuto fiducia in questo ragazzo. Mi fa piacere che Konan si sia ripreso. Fra l’altro è in scadenza di contratto, è quindi un giocatore dal quale ci si aspettava poco e che invece sta dando molto». 

Cosa si aspetta dal pubblico? «Non è prevedibile il nostro pubblico. Domenica scorsa avevo pregato il pubblico di usare tutti gli improperi nei miei confronti, ma di incoraggiare la squadra. È un pubblico che non riesco a capire che cosa voglia e dove voglia arrivare, che non riesco proprio a decodificare, almeno per quanto riguarda la curva nord. Quindi non so come reagirà. Mi piacerebbe che venissero ventimila persone a spingere la squadra alla vittoria. Abbassi i prezzi e comunque la gente non viene».

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