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Martedì 17 Ottobre 2017 | 07:58

Il Gallipoli batte il Taranto la festa è solo da rinviare

Sempre più imminente la serie B di calcio dei salentini (resiste solo il Benevento). Nuovamente critica la situazione del Taranto (ora nei playout perché nel doppio confronto il Pescara sta meglio). Il derby delude le aspettative di quanti sono qui per festeggiare la storica promozione. Ma non tradisce la sostanza di un campionato dal destino ormai ovvio

• Il punto della situazione in Prima Divisione
Il Gallipoli batte il Taranto la festa è solo da rinviare
dal nostro inviato LORENZO D'ALO'

GALLIPOLI-TARANTO 1-0

GALLIPOLI:Rossi 6; Vastola 5,5, Molinari 6, Antonioli 6, Suriano 6; Russo 6, Esposito 6, Buzzegoli 5,5 (37' st Cangi sv);Ginestra 5,5 (24' st Sansone 5,5),Di Gennaro 7, Mounard 5 (16' st Riccardo 6). A disp.: Sciarrone, Cini, Cimarelli, Marzeglia. All.: Giannini.
TARANTO: Barasso 5; Sosa 6,5, Migliaccio 6, Prosperi 6, Di Bari 6; Giorgino 6 (32' st Dionigi sv), Lima 6; Carrozza 5,5 (10' st Caturano 5), Sciaudone 6 (28' st Lolli sv),Micco 6; Da Silva 5,5. A disp.: Nordi, Cesareo, Paolucci, Miglietta. All.: Stringara.
ARBITRO: Gambini di Roma.
RETE: st 31' Di Gennaro.
NOTE: angoli 3-1 per il Gallipoli. Ammoniti: Vastola del Gallipoli; Giorgino e Dionigi del Taranto. Spettatori 3mila circa per un incasso di 17.400,00 euro. Recupero: 2' pt, st 5'.

GALLIPOLI - Sempre più imminente la serie B del Gallipoli (resiste solo il Benevento). Nuovamente critica la situazione del Taranto (ora nei playout perché nel doppio confronto il Pescara sta meglio). Il verdetto è questo. Il derby delude le aspettative di quanti sono qui per festeggiare la storica promozione. Ma non tradisce la sostanza di un campionato dal destino ormai ovvio. Tra il Gallipoli e la B manca pochissimo. E questo pochissimo che manca, arriverà tra Lanciano (in trasferta) e Real Marcianise (in casa). Meno scontato il futuro del Taranto, condannato a fare il pieno nelle prossime due partite (Potenza e Sorrento), sperando che basti.

Il verdetto, tenendo conto dei risultati della concorrenza, diffonde un po' di malumore (Gallipoli) e qualche inquietudine (Taranto). L'esito del derby è, invece, di una coerenza assoluta. Assegna la vittoria al Gallipoli, cioè alla squadra più tosta e credibile del girone. Tosta nella struttura che la sorregge. Credibile nell'impostazione che l'ispira. Questione di valori individuali e di spessore collettivo. Il Gallipoli è, insomma, degno della serie B che l'attende. Il derby, però, lo fa soffrire. O è forse la tensione che lo divora? Difficile stabilirlo. Resta, comunque, la realtà di una partita vinta, andando eccezionalmente oltre i propri meriti. Impresa che di solito riesce soltanto alle squadre vere: mentalmente salde e tatticamente mature.

Il Taranto non può consolarsi. Corretta la partita, sbagliato il risultato. La catena delle sconfitte in trasferta si allunga come un'ombra minacciosa. Dieci passaggi a vuoto che stanno spalancando sotto i piedi dei rossoblù il precipizio dei playout. La cattiva reputazione di una squadra che, appena mette il naso fuori dallo Iacovone, si smarrisce nel dedalo dei propri limiti. A vanificare lo sforzo corale, stavolta, sono le esitazioni dei singoli: Sciaudone e Da Silva a dilapidare le occasioni più nitide; Barasso a sporcare fatalmente l'esito di un cross che Di Gennaro tramuterà in gol. Il centravanti decide il derby, spedendo provvisoriamente il Gallipoli in B, al 31' della ripresa. E' un colpo rapinoso nel cuore dell'area tarantina. Una deviazione da predestinato, dopo il palo interno colto nella frazione iniziale. Di Gennaro graffia. Il Taranto sanguina.

E sugli spalti la B diventa, per un po', un traguardo già tagliato. Il sogno che si realizza. Poi segna il Benevento e la promozione torna ad essere una prospettiva concreta. Resta il sogno. La realizzazione è rimandata. Il derby non è una partitamemorabile. Calcio bollito sul sintetico del , dove ogni giocata subisce un'accelerazione innaturale. E i rimbalzi del pallone hanno una spinta ulteriore. Il Gallipoli (4-3-3) cerca la via più corta per arrivare al tiro. Ma non è l'urgenza di vincere a indirizzarlo. E', piuttosto, la strategia di sempre a guidarlo nei primi assalti. Il Taranto recupera equilibrio dalla novità del modulo. Stringara sceglie di difendere a quattro, scaglionando gli uomini su quattro linee. Davanti alla diga difensiva, piazza due mediani (Giorgino e Lima). A ridosso della punta più avanzata, fa incrociare una batteria di finti incursori (Carrozza, Sciaudone e Micco).

E' un progetto che rende tatticamente sostenibile la partita del Taranto. E sporca le migliori intenzioni del Gallipoli che stenta a reperire spazi dove visualizzare la manovra. La cronaca del primo tempo è scarna. IlTaranto spreca con Sciaudone che calcia addosso al portiere (22'). Il Gallipoli risponde con il palo colpito da Di Gennaro, che corregge una punizione di Molinari (33'). Nella ripresa si fa più insistita la pressione del Gallipoli. Ma è il Taranto ad avvicinarsi fisicamente al gol con Da Silva (pallonetto alto). Poi Stringara e Giannini muovono gli uomini della panchina. Il derby si agita. Suriano s'invola sulla sinistra e fa partire un cross, sul quale Barasso non è impeccabile nell'uscita. Il pallone resta lì e Di Gennaro lo gira di testa in porta (31'). E' il gol che spacca il derby e per una manciata di minuti regala al Gallipoli l'illusione della B.

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