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Bari, tutto è pronto per sbarcare in A

Lunedì (ore 20,45) è il gran giorno, atteso dalla tifoseria biancorossa per otto lunghissimi anni. La squadra di Conte, battendo l'Empoli al San Nicola nel posticipo della trentottesima giornata della serie B di calcio, sarebbe promossa nel massimo campionato. Insomma, i pugliesi contino solo e soltanto sulle proprie forze. E cioè, pongano un sigillo di lusso su un campionato perfetto
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Bari, tutto è pronto per sbarcare in A
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Un occhio a Bergamo. Uno anche a Salerno. Ma senza perdere di vista la partita di Modena, col Sassuolo impegnato contro il Frosinone. Per festeggiare, senza giocare, la promozione in serie A ci sarebbe stato bisogno di tre risultati abbastanza sorprendenti. E cioè, la sconfitta di Brescia e Livorno e la mancata vittoria della squadra di Mandorlini. Invece no. I toscani passano a Salerno dopo una battaglia niente male che inguaia ancora di più il cammino dei campani verso la salvezza. E le «rondinelle» pareggiano con qualche rimpianto sul campo dell’Albinoleffe. L’unico risultato funzionale al sogno biancorosso è il pari interno del Sassuolo, costretto addirittura a rincorrere a lungo un Frosinone capace di andare in vantaggio con un gol del solito brasiliano Eder.

C’è stato un momento in cui, però, è sembrato che tutto volgesse a favore della promozione del Bari a 48 ore dalla sfida di domani sera contro l’Empoli al «San Nicola». È accaduto quando l’Albinoleffe ha sbloccato il risultato. In quel momento, un gol della Salernitana, che stava giocando un’ottima partita in pressione su un Livorno abbastanza timido, avrebbe rappresentato il... delitto perfetto. Ma le partite durano novanta minuti, spesso addirittura di più. È successo, insomma, che il Brescia ha cominciato a comandare la partita di Bergamo fino a trovare il pareggio con Possanzini, non prima di aver sprecato almeno tre ghiotte opportunità. In un convulso finale è arrivato, poi, addirittura l’uno-due del Livorno in un «Arechi» di colpo ammutolito. Insomma, ulteriore pepe sulla partita di domani sera.

La situazione, ora, è un tantino più complessa. Con il Livorno distaccato di dieci punti, alla squadra di Conte non basterebbe un pareggio per centrare la promozione. Il Bari, infatti, si porterebbe a +11 con quattro partite (e dodici punti in palio) ancora da giocare. Tutto sarebbe rinviato a sabato prossimo, a Piacenza. Emozioni, insomma. E non solo a causa di un «San Nicola» che presenterà un fantastico colpo d’occhio. In campo ci saranno due squadre motivatissime. Quella pugliese, nel tentativo di chiudere il conto in largo anticipo a coronamento di una stagione fantastica. E quella empolese, in prospettiva playoff.

Al momento attuale, infatti, la compagine allenata da Silvio Baldini è fuori dalla zona playoff, un punto sotto il Grosseto che, ieri pomeriggio, ha strappato tre punti d’oro in trasferta sul campo del Cittadella. Diciamo che, alla fine, la sensazione è che al Bari potesse andare meglio. Forse a nessuno sarebbe piaciuto festeggiare senza giocare. Ma, ora, c’è l’obbligo vittoria con tutti i rischi del caso. Obbligo, evidentemente, solo in ottica chiusura anticipata del discorso promozione. Perché, a prescindere dal risultato di domani sera, il ritorno del Bari nella massima serie, dopo otto anni difficilissimi tra i cadetti, era e resta ipotecato.

Impensabile, infatti, che la squadra di Conte, anche e soprattutto alla luce dello straordinario momento di forma che vive, non sia in grado di mettere insieme tre punti in cinque partite. Delle quali, due, andranno giocate contro avversari (a Piacenza, sabato prossimo, e contro il Treviso in casa nell’ultima giornata di campionato) che hanno quasi ormai nulla da chiedere alla stagione. Gli emiliani sono praticamente in salvo a quota 48 mentre i veneti, battuti ieri a Mantova, hanno virtualmente un piede e mezzo in serie C. Sarebbe bello, e quindi auspicabile, che il Bari faccia come ha sempre fatto finora.

Conti solo e soltanto sulle proprie forze. E cioè, batta l’Empoli ponendo un sigillo di lusso su un campionato perfetto. È quello che, in fondo, sognano i tifosi. Per i quali il conto alla rovescia è già cominciato. Da un bel pezzo, ormai. Perché da queste parti di certezze ce ne sono fin troppe. Fatti alla mano.

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