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«La scissione tra A e B è un evento storico»

Lo Monaco, ad del Catania, sulle novità inerenti la Lega calcio: «La B cercava di far valere la maggioranza per prendere più soldi. Alla fine il calcio lo abbiamo messo in secondo piano, abbiamo fatto valere interessi personali. Non è una buona cosa. La B ha chiaramente un progetto, è sempre stata una ruota di trasporto rispetto alla A. Ora ha la possibilità di poter vivere da sola»
«La scissione tra A e B è un evento storico»
MILANO – «È un evento storico, chiaramente sancisce la separazione delle due categorie, fermo restando gli obblighi, perché si sa che i proventi maggiori sono derivanti dai diritti tv. Obblighi sanciti da leggi fatte dallo Stato, diritti in via collettiva». Lo ha detto Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania, sulle novità inerenti la Lega Calcio.

«La serie B usufruirà del contributo stabilito a suo tempo, si aggira intorno al 6% fisso degli introiti totali più un 4% che va in una fondazione e di questa parte prenderà ancora dei proventi. Costringerà la serie B ad avere una propria struttura, un modo di essere e una capacità di produrre reddito. Di concerto ci sarà, ritengo, un dimensionamento di quello che deve essere il campionato di serie B come accade in Inghilterra. Il modello si riferisce a quello inglese. C'è voglia di darsi una dimensione propria. Dovremo tutti avere una capacità di dimensionarci e di produrre reddito proprio. I club potranno contare su introiti notevolmente diversi dalle società di serie A, concorreranno con mezzi limitati rispetto agli altri. Chi ha voluto la scissione? Non penso che sia corretto fare nomi ma dico che alla fine chi decide i destini di un’azienda sono gli uomini. Tutti in una situazione di tira e molla: il nodo era l’approvazione del regolamento, nuovo, che svuotava e dava più poteri alla A rispetto alla B. Non è stato approvato, la B ha detto di no e per la votazione con il vecchio regolamento non è passata l'approvazione».

«C'è stato l'irrigidimento delle parti e per qualsiasi altra iniziativa la serie A si è sentite bocciata dalla presa di posizione della B. Un problema che va avanti da tempo. La serie A non voleva opposizione - prosegue Lo Monaco – la B cercava di far valere la maggioranza propria per prendere più soldi e assicurarsi un futuro diverso. Alla fine il calcio lo abbiamo messo in secondo piano, abbiamo fatto valere interessi personali. Non è una buona cosa. La B ha chiaramente un progetto, è sempre stata una ruota di trasporto rispetto alla A e non deve essere così, ha la possibilità di poter vivere da sola», ha concluso il dirigente del club catanese.

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