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Gioia del Colle chiede strada a Roma ci vorrà una gara super

Allungare la striscia vincente con la Mezzaroma Volley. È questa la consegna per la Nava, che dopo aver battuto per quattro volte il sestetto capitolino (due volte nella stagione regolare dell’A2 maschile di pallavolo, una volta in Coppa Italia e la volta scorsa nei playoff promozione), è pronta a contendersi un posto in finale. In caso di sconfitta c'è comunque gara 3 domenica 3 maggio alle ore 18
Gioia del Colle chiede strada a Roma ci vorrà una gara super
di LUIGI MONGELLI

GIOIA DEL COLLE - Allungare la striscia vincente con la Mezzaroma Roma Volley. E’ questa la consegna per la Nava Gioia del Volley, che dopo aver battuto per quattro volte il sestetto capitolino (due volte nella stagione regolare dell’A2 maschile di volley, una volta in Coppa Italia e la volta scorsa nei play off promozione), è pronta stasera, a giocarsi la cinquina sulla ruota di Roma.

Un match dove la formazione allenata da Jorge Cannestracci troverà pane per i suoi denti. Mister Piacentini (coach della Mezzaroma), nella gara di questa sera, darà precise indicazioni ai suoi atleti. Prima di tutto migliorare, rispetto alla gara giocata a Gioia, l’apporto a muro, dove va assolutamente fermato l’opposto brasiliano della Nava, Fabricio Dias, il quale ancora una volta è riuscito a mandare in sofferenza la difesa avve rsaria.

Di contro, il tecnico gioiese Jorge Cannestracci, pronto a sottolineare la diversità fra stagione regolare e playoff, appare preoccupato non solo perché stasera dovrà fare a meno ancora una volta del martello-ricettore Diogo, ma soprattutto perché teme la forza offensiva dei capitolini, ad iniziare dal cubano Hernandez, per poi continuare con Zaytsev e Lo Re e i due centrali Spairani ed Elia.

Atleti che la Nava potrebbe tenere a bada solo se riuscirà, come ha già fatto la volta scorsa, a mettere sottopressione la loro ricezione. Impresa titanica per i gioiesi, che a differenza della squadra romana, deve affidare tutte le sue chance al servizio flottante, alla correlazione muro- difesa, alla ricezione (dove si spera ancora in una prestazione maiuscola di Rigoni e Gatto) e al contrattacco, diventato letale per i romani, grazie al braccio calda di Dias, a quello di Manassero e quando sono stati chiamati in causa da De Giorgi di Polidori, Giosa e Rigoni.

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