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Lecce, l'arma in più è il goleador Munari

di MASSIMO BARBANO
Con la rete messa e segno contro il Catania, il centrocampista è arrivato a quota quattro: «A livello personale è un bel momento mi sono ripreso bene dopo l’infortunio alla spalla, c’è stato un mese di assestamento, ma adesso va molto bene anche al di là dei gol segnati. Il mister mi ha spostato un po’ più avanti e ho più occasioni per avvicinarmi alla porta»
Lecce, l'arma in più è il goleador Munari
CALIMERA - Con la rete messa e segno contro il Catania, Gianni Munari è arrivato a quota quattro. Oltre a evidenziare il suo ottimo momento di forma che lo certifica come una risorsa essenziale per questo finale di campionato, le quattro reti (le altre le ha segnate una all’Olim - pico contro la Roma e le altre due in casa col Torino alla prima di ritorno) avvicinano il suo primato personale di segnature che appartiene al campionato 2004-2005 con la Triestina (furono cinque le marcature), eguagliando invece quelle dell’anno successico col Verona quando Munari mise a segno quattro gol.

«A livello personale è un bel momento - dice il centrocampista -mi sono ripreso bene dopo l’in - fortunio alla spalla, c’è stato un mese di assestamento, ma adesso va molto bene anche al di là dei gol segnati». Munari-cannoniere è tuttavia l’effetto di una mutata posizione tattica. «Il mister mi ha spostato un po’ più avanti e ho più occasioni per avvicinarmi alla porta. In questa situazione, riuscendo a sfruttare meglio gli spazi, riesco a mettermi meglio in mostra. Gioco anche un pò più esterno e questo comporta che si aprono maggiori spazi in mezzo al campo».

Un gol è anche frutto di un duro lavoro. «Dopo tanti sacrifici che uno fa sono delle belle emozioni. Lavorare con umiltà e sacrificio paga». Meglio poi, se i gol sono pesanti, visto che quello messo a segno all’Olimpico di Roma è stato amaro perchè non ha prodotto nulla. «Era ora che arrivassero questi tre punti - prosegue Munari - sono punti che contano. Forse non tanto per la classifica perchè anche le altre concorrenti hanno vinto, ma il successo serve a prescindere da questo. La squadra è più viva dopo un vittoria, anche più allegra. La situazione di classifica non è delle migliori, ma siamo concentratissimi per l’obiettivo da raggiungere». Prossima tappa la Juventus, una grande apparentemente in crisi, da prendere con le pinze. «Vengono da quattro risultati consecutivi senza vittorie - prosegue Munari - ma stiamo sempre parlando della Juventus. Vorranno sicuramente fare loro la partita dall’inizio, amche perchè c’è aria di contestazione. Noi dovremo stare attenti come abbiamo fatto con la Roma e sorprenderli in contropiede per cercare di portare a casa dei punti che per noi sono fondamentali».

Calendario alla mano, un exploit diventa necessario se ci si vuole salvare. «Ci restano da giocare due altre partite in casa - prosegue Munari - ma anche vincendole tutte e due non ci basterebbero quei soli sei punti per salvarci. Servirà fare un colpo fuori casa e se questo ci riuscisse contro la Juventus, ci darebbe una grande forza per proseguire. Vincere contro una grande squadra significa iniettarsi forza e convinzione, inizierebbe un altro campionato. Certo, dobbiamo tenere conto che giochiamo contro una grande squadra, vincere sarà difficilissimo. Dobbiamo cercare di prendere quanto più è possibile, anche un pareggio non sarebbe da gettare via».

E’ l’ora quindi di fare il grosso colpo? «Sarebbe ora e sarebbe molto bello, perchè ci siamo andati vicini più volte senza mai centrare l’obiettivo - prosegue Munari - contro le grandi sia in casa che fuori non abbiamo mai fallito a livello di concentrazione e intensità agonistica. Sarebbe anche ora che arrivasse». Fare punti, quindi, con l’orecchio agli altri campi dove si giocherà anche uno scontro diretto che interessa da vicino la lotta per non retrocedere, Bologna-Reggina. «Per noi sarebbe auspicabile un pareggio - prosegue Munari - ma sempre nell’ottica che riuscissimo a fare punti noi, altrimenti gli altri risultati non avranno effetti».

Ci sarà poi il vantaggio di giocare a porte chiuse. Come riferiamo a parte, il ricorso della Juventus è stato respinto. Ma questo potrebbe non essere uno svantaggio per la Juventus. «Anche se giocheremo a porte chiuse - replica Munari - dopo aver steccato in quattro partite la Juve entrerà in campo molto carica. Anzi, forse potrebbe anche essere un beneficio per loro, vista l’aria che tira. Perchè se dopo dieci quindici minuti le cose non si mettessero bene per loro, potrebbero anche essere contestati al primo passaggio sbagliato. Quindi, in questo momento forse non è neanche una cosa negativa per loro».

Quanto alla contestazione dei propri tifosi, Munari non la prende in considerazione. «Dai tifosi ho sentito per lo più incoraggiamenti per noi - dice - anche quando nel secondo tempo col Catania abbiamo un po’ traballato dopo aver subìto la rete». Ma come soprendere la Juventus sul piano tattico? «Ranieri pratica una difesa molto alta - sostiene il centrocampista del Lecce - un po’ come la Fiorentina e noi abbiamo molti centrocampisti che inseriscono. Così come la Fiorentina, anche la Juventus potrebbe soffrire questa situazione. Questa potrebbe essere l’arma giusta, un ipotesi su cui lavorare».

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