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Sabato 23 Settembre 2017 | 22:12

L'impianto di Castellaneta Marina chiude i battenti chissà per quanto

di ALESSANDRO SALVATORE
Il 7 ed 8 novembre prossimi, date della finale di Fed Cup di tennis Italia-Usa, sull’impianto «Costa Verde», teatro della vittoria sulla Russia, calerà il silenzio. Probabilmente la terra rossa sarà umida. O fredda. Al contrario dell’alta temperatura portata dalle quattro azzurre di Corrado Barazzutti nello scorso fine settimana. Questa volta, pubblico e privato dovrebbero mostrare reattività
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L'impianto di Castellaneta Marina chiude i battenti chissà per quanto
TARANTO - Il 7 ed 8 novembre prossimi, sull’impianto del tennis «Costa Verde» di Castellaneta Marina calerà il silenzio. Probabilmente la terra rossa sarà umida. O fredda. Al contrario dell’alta temperatura portata dalle quattro azzurre di Corrado Barazzutti in questo fine settimana. La Fed Cup ha fatto tappa con il suo emozionante carrozzone di braccia virtuose e racchette spara palline. Un vento piacevole, che ha fatto alzare il sipario su un impianto orfano di un ente-padre.

Il centro sportivo, inglobato nella riserva naturale «Nova Yardinia», diretta dal gruppo Putignano, per la terza volta vede la luce grazie alla Coppa Davis del tennis femminile. Ma per la terza volta in tre anni, finita la manifestazione, la struttura polisportiva richiude i battenti. Ritornando, con i suoi documenti emblema della burocrazia, in Prefettura da Cosima Di Stani. Il capo di gabinetto è il liquidatore del consorzio turistico Costa Verde, che nei primi anni novanta fu il gestore di un complesso polisportivo costruito con fondi europei, ma mai completato perché inghiottito dalla mareggiata Tangentopoli.

Successivamente l’associazione dei comuni dell’arco occidentale, uniti dalla scommessa di un turismo organizzato, nei fatti fece perdere le sue tracce. Ed il gioiello del tennis rimase dietro le quinte. Sino al 2007, prima puntata della Fed Cup, che portò alla luce la funzionale struttura, affidata per l’occasione all’or - ganizzazione di «Nova Yardinia». Dopo tre match vincenti, l’Italia la ama, riconoscendo il territorio di Castellaneta non solo come espressione di mala sanità (vedi le morti all’ospedale del 2007), ma anche come foriero di bel turismo e sport vincente. Un binomio formidabile, in chiave destagionalizzazione.

Dunque, questa volta, pubblico e privato dovrebbero mostrare reattività. Magari ispirandosi alle magiche tenniste, per far sì che la concertazione frutti una valorizzazione permanente della struttura. Oltre alla Fed Cup, perché non pensare ad un torneo internazionale o ad un centro federale che sforni i talenti del futuro? Sono ipotesi spontanee del giorno dopo. Andata in archivio la manifestazione, è bene che il comprensorio locale non rispedisca nel dimenticatoio l’impianto caro all’Italtennis, che il 7 ed 8 novembre si butterà all’assalto del «Dream Team» americano. Ovunque si giocherà (Cagliari o Roma?), le azzurre potranno scaldarsi pensando anche a Castellaneta Marina.

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