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Paparesta non demorde vuole tornare ad arbitrare

Il fischietto di Bari giudica ingiusta la sua sospensione da parte dell’Associazione italiana arbitri dopo lo scandalo di Calciopoli. «Sono stato vittima di una vicenda complicata perché purtroppo sono capitato in questa indagine partita da Napoli in maniera inconsapevole. Mi è stato anche facile dimostrare la mia totale estraneità. Dopo mi aspettavo un mio reintegro»
Paparesta non demorde vuole tornare ad arbitrare
ROMA - L’ex arbitro Gianluca Paparesta vuole tornare ad arbitrare. Il fischietto di Bari giudica ingiusta la sua sospensione da parte dell’Associazione Italiana Arbitri dopo lo scandalo di Calciopoli. «Sono stato vittima di una vicenda complicata perché purtroppo sono capitato in questa indagine partita da Napoli in maniera inconsapevole. Fortunatamente mi è stato anche facile dimostrare la mia totale estraneità, dimostrata ed accertata anche dai magistrati che hanno chiesto ed ottenuto dal gip l’archiviazione. Dopo mi aspettavo un mio reintegro, ma si sono inserite una serie di variabili legate al mio rapporto con la Federazione e con l’Associazione Italiana Arbitri perché dopo essere stato sospeso avevo chiesto vanamente di rientrare. Poi ci sono stati una serie di inspiegabili rinvii e così a luglio non sono stato inserito nell’organico per motivi tecnici. Questo mi sembrava troppo strano, anche perché prima della sospensione arbitravo le migliori partite ero stato anche designato per i Mondiali Under-20».

«HO AVUTO RAGIONE SU TUTTA LA LINEA» - L'esclusione dall’organico della Can ha indotto l’ex arbitro ad impugnare la decisione della federazione che «per la prima volta in assoluto ha avuto torto sia di fronte al Tar che al consiglio di Stato dove aveva fatto appello. Da allora non ho più arbitrato. Pier Luigi Collina, poi, mi aveva sempre detto che mi avrebbe aiutato, ma così non è stato. Infatti dopo la sentenza del Consiglio di Stato, mi ha nuovamente escluso motivando che non mi ha reinserito dell’organico perché era un anno che non arbitravo. Ma io non ero in attività non perché ero in vacanza, ma perché ero stato sospeso ingiustamente».

«DAGLI ERRORI BOSOGNA TRARRE INSEGNAMENTO» - Paparesta giudica ridicolo il suo coinvolgimento in Calciopoli e fa chiarezza sulla vicenda che lo ha visto protagonista con l'allora direttore generale della Juventus, Luciano oggi. «Dagli errori, comunque, bisogna trarne insegnamento per evitare di ripeterli, il mio grosso rammarico che tutta la mia vicenda ha del clamoroso e del ridicolo. La vicenda del dopo Reggina-Juventus mi ha segnato. Al termine di quella gara, persa dai bianconeri, Moggi parlava con una certa persona che a mò di sfottò gli sottolineava che non contava più niente, lui ha risposto a questa persona dicendogli che comunque si era vendicato e che aveva chiuso Paparesta nello spogliatoio ed aveva buttato le chiavi, cosa che però non era assolutamente vera. Lui era venuto nello spogliatoio lamentandosi con parole forti e decise, senza usare parolacce - ha spiegato - ho fatto l’errore di non segnalare questo episodio nel mio referto e poi altro errore è stato quello di averlo chiamato un giorno dopo anche se non l’ho chiamato per chiedergli scusa. Ho chiamato Moggi solo per evitare un ulteriore accanimento ed una campagna mediatica da parte degli addetti i lavori contro di me, era questo il senso della telefonata».

«SAREI ENTUSIASTA DI TORNARE» - Il fischietto barese considera difficile il suo reintegro nei quadri dell’Aia. «Sicuramente da parte mia ci sarebbe tanto entusiasmo nel ritornare, mi sto allenando da solo anche con qualche difficoltà, ma credo che sia molto difficile un mio ritorno anche perché l’ambiente non mi vuole. Auguro ai miei colleghi che sono ancora sotto inchiesta di uscirne di uscirne bene come ho fatto io con il proscioglimento completo». Nonostante la bufera dello scandalo del calcio le polemiche sugli arbitraggi continuano a tenere banco nel campionato italiano. «L'Inter non ha un rigore contro da 45 partite, non voglio entrare in polemiche, comunque gli episodi dubbi ci sono sempre stati, più c'è copertura televisiva e più è facile trovare degli errori. Non voglio entrare nello specifico dei rigori non dati contro l’Inter, i miei colleghi entrano in campo sempre per fare il meglio».

«MOVIOLA IN CAMPO» - Per placare le polemiche Paraesta auspica l’introduzione della moviola in campo. «Visto che ci sono episodi ogni domenica che sono carichi di polemiche mi auguro che presto ci sia un aiuto delle tecnologie come già avviene in altri sport come il basket o il rugby. Sono favorevole alla moviola ma solo quando l’arbitro lo ritiene opportuno. Anche a me è capitato di avere dei dubbi su alcuni episodi quando sei lontano a 15-20 metri, noi chiediamo aiuto ai nostri assistenti. Il ricorso all’istant replay aiuterebbe gli arbitri ed eliminerebbe tante polemiche e tanti veleni che il mondo del calcio proprio non merita».

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