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Strepitosa l'Italia del tennis è in finale di Federation Cup

dal nostro inviato ANTONELLO RAIMONDO
Finisce 4-1 per le azzurre (nell'ultima giornata perde la brindisina Pennetta, ma vincono Schiavone e la tarantina Vinci in doppio) la semifinale contro la Russia della competizione femminile per squadre nazionali. A Castellaneta Marina salta il pronostico. E adesso la sfida contro gli Stati Uniti
• Pennetta: «È stata più brava lei»
Strepitosa l'Italia del tennis è in finale di Federation Cup
CASTELLANETA MARINA - Se non si fosse passati attraverso sofferenze, anche atroci, non saremmo di fronte a un’impresa. Come, invece, è la vittoria dell’Italia sulla Russia nella semifinale di Federation Cup (ai primi di novembre l’affascinante sfida agli Usa). E non solo perché nei quattro precedenti mai il destino aveva riservato un sorriso alle azzurre. Una domenica di passione, dalla paura all’esaltazione. In un’atmosfera a tratti elettrica, ma di un bello da togliere il fiato.

Prima la sconfitta di Flavia Pennetta, poi l’ennesimo ruggito di quel diavolo di Francesca Schiavone. In mezzo, applausi e sospiri. Che tifo, che calore: signori, questa è la gente di Puglia. Certo, il massimo sarebbe stato se a chiudere il conto fosse stata la brindisina. Il centrale di Castellaneta Marina sarebbe venuto giù dall’entusiasmo. Sarebbe un errore, però, «bocciare» Flavia. Ieri mattina è successa una cosa molto semplice: e cioè che Svetlana Kuznetsova ha giocato da numero 9 del mondo. Con l’aggravante che la Pennetta ha un modo di giocare assolutamente poco funzionale alla destabilizzazione tecnico-tattica della russa.

Succede, insomma, che un 6-0, 6-4 non rappresenti motivo sufficiente per parlare di Flavia in termini negativi. I primi cinque games raccontano di un equilibrio latente, rotto da una Kuznetsova capace di giocare bene i punti importanti. Esattamente come nel secondo set, quando la Pennetta riesce a restare in scia pur senza la necessaria capacità di impossessarsi dello scambio.

Quando scende in campo la Schiavone si respira un’aria pesantuccia. Il capitano russo sceglie la Pavlyuchenkova, che tra l’altro non comincia male, anzi. Ma queste sono le partite della «leonessa». Alla quale bastano pochi games per entrare nel clima da corrida. Francesca si arrangia come può quando l’avversaria sfodera «piattoni» di una pesantezza terrificante.

Appena può, però, cerca di inventarsi qualcosa. Varia il ritmo, cerca anche la rete. Soprattutto, non perde mai la bussola. Nemmeno dopo aver perso malamente il secondo set, con la Pavlyuchenkova che scatta 1-0 e 4-0 nel set decisivo. Anzi, qui «Fra» dà il massimo. Cinque games di fila, repertorio da platee importanti. Un attimo per respirare (5-2), poi è di nuovo Italia. Vittoria, anzi trionfo. Il pubblico è in piedi. Barazzutti e le sue ragazze girano all’impazzata il campo. Di un giorno così si prendono anche gli attimi. E gli spifferi di felicità.

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