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Venerdì 22 Settembre 2017 | 10:14

E Brindisi è già in festa per la Seconda Divisione

Quel che tutti speravano si è avverato. A tre giornate dalla fine dal campionato di calcio di serie D, la squadra sale di categoria. La squadra di Silva ha infatti battuto 2-1 i lucani e contemporaneamente il Bitonto ha fermato sul 2-2 la Nocerina, rendendo impossibile l'eventuale rimonta dei campani sui pugliesi in classifica
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E Brindisi è già in festa per la Seconda Divisione

di Valeria Cordella Arcangeli


Alle 19 sono tutti sul lungomare. Passione, calore, entusiasmo, gioia ed anche rabbia. Esprimeva tutto questo il corteo dei tifosi, annunciato da cori, bandiere bianche e azzurre e da uno striscione su cui si legge: «Ringrazio Dio di essere brindisino», che da piazza Cairoli ha sfilato per il corso fino alle colonne. Sosta al bar Betty. È lì la grande festa del calcio brindisino. C’è il pullman e sul tetto una dozzina di tifosi scalmanati. Cantano. Esultano. Intonano i cori, gli stessi che hanno accompagnato e sostenuto con un tifo a dir poco fantastico le azioni dei giocatori durante l’intera partita. Non hanno smesso un solo minuto. Tutt’intorno tanti giovani battono le mani, sventolano bandiere, lanciano sciarpe e si agitano come in preda ad un incontrollabile frenesia. Famiglie, anziani. Ci sono tutti. Indossano maglie e felpe del Football 1912. Carichi di adrenalina come mai. Non si stancano di urlare la loro gioia. «Ce l’abbiamo fatta, si ce l’abbiamo fatta. Si, si si», sembra quasi non credere a quello che ha visto Giovanni.

«Si festeggia qui, stasera, aspettiamo la squadra», dice Francesco.

La gente si avvicina. Sorride. Fotografa con il cellulare un momento che resterà storico. Un evento che si attendeva da anni. Alcune ragazze sedute sul tettuccio delle auto, schiene e pance al vento, applaudono. L’aria è tiepida. Non piove stasera. Non può. È festa per il Brindisi. Per la città.

I poliziotti in borghese controllano che l’energia inarrestabile dei tifosi non crei situazioni di pericolo. Parte un razzo. Sale veloce ed illumina il cielo che nel frattempo si è fatto scuro. È sera. La luce scompare tra gli alberi al di là del monumento al Marinaio.

Bimbi con le sciarpe al collo saltellano. Una biondina osserva seduta sul passeggino rosa tutta quell’agitazione, mentre il papà accovacciato vicino le spiega: «Siamo campioni, abbiamo vinto, canta pure tu».

Arrivano sgommando. Hanno i caschi dei colori del Brindisi e brandiscono le bandiere arrotolate sulle aste. L’entusiasmo è grande. Le mani in alto, tornano a cantare.

«Non ci fermiamo, stanotte non si può dormire», dice Alessio, 25 anni, insieme agli amici. Un gelato ci sta bene.

«Sono contento del Brindisi, sono stati bravi - dice Marco al volo - scusa ma sono di corsa».

«Ci contavo sulla vittoria - afferma Marcello - considerata la squadra che hanno allestito quest’anno, non avevo dubbi. Ciò che più mi fa piacere è che ritorna l’immagine del calcio vero a Brindisi. Ora andremo allo stadio con più entusiasmo».

Un bel ragazzo bruno con la sciarpa del Brindisi al collo si dirige con passo veloce verso il lungomare. Vuole raggiungere gli altri e unirsi alla festa. «Certo che c’ero alla partita, non sarei mancato per nessuna ragione al mondo. È stato un vero spettacolo. Un pomeriggio memorabile. Non la dimenticherò mai. Desideravo tanto che il Brindisi ce la facesse, è un sogno che si avvera. La strada è in salita, ma la squadra è forte».

«Alla partita non ci sono stato - dice Ruben - però sono tifoso, mi hanno detto che il Brindisi è stato magnifico».

«Siamo felici anche se non siamo tifosi del Brindisi - dice un gruppetto di signori dall’aria matura e cordiale -. Penso che ora potremo andare allo stadio - sono Rino, Luigi e Salvatore - senza tornare con il mal di fegato».

«Sono contento per Brindisi e per lo sport - aggiunge Salvatore - ma ho ingoiato amaro per il brutto campionato del basket».

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