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Domenica 22 Ottobre 2017 | 23:09

Il Cras Taranto s'impone a Faenza e si rimette sulla via dello scudetto

Ritrova la vittoria e si rimette prepotentemente sull'itinerario che conduce alla finale di basket femminile. Le ragazze di Ricchini, battute in gara 1 dal Faenza 65-67, si vendicano andando a vincere in Emilia 59-64 nella seconda sfida delle semifinali dei playoff di serie A1. Deciderà dunque lo spareggio in programma in Puglia il 28 aprile alle ore 20,30
• Biglietto a 4 euro per la sfida di martedì
Il Cras Taranto s'impone a Faenza e si rimette sulla via dello scudetto
FAENZA-CRAS 59-64 

ATLETICO FAENZA
: Adriana 11, Modica 2, Erkic 16, Bjelica 15, Alexander 2; Zampella 10, Santucci 2, Bandini ne, Morsiani, Gardner 1. All. Rossi.
CRAS TARANTO: Zimerle 2, Mahoney 11, Sauret-Gillespie 2, Godin 11, Batkovic 15; Siccardi, Greco 11, Oliva ne, Schiavone ne, David 12. All. Ricchini.
ARBITRI: Moretti di Perugia e Di Francia di Napoli.
PARZIALI: 25-18, 32-38, 42-48, 59-64.

TARANTO - Il Cras resuscita. Con tecnica, tattica e orgoglio, la squadra di Roberto Ricchini raddrizza la semifinale-scudetto contro Faenza. Dal -2 del PalaMazzola, Taranto passa al +5 del PalaMokador. Ora per piombare nella finale-scudetto, le giocatrici joniche devono vincere gara-3, in programma martedì prossimo, 28 aprile, alle 20,30 a Taranto.

LA PARTITA - Equilibrio e tensione iniziale: 10 pari al 4’. Sulla bilancia Faenza (a sorpresa è tornata dall’America Gardner, inserita “a gettone” al posto dell’infortunata Stakneviciene) piazza il suo peso e breakka con Erkic e Bjelica, riproponendo il “film” di gara-1. 7-0 il parziale che vale il 17-0 del 7’. Taranto prova a rispondere negli ultimi tre minuti del periodo: -5 al 9’ con Godin e Greco. Faenza non si scompone e archivia il primo atto della partita con il vantaggio di +7.

Alza la diga difensiva il Cras, che nei primi 4 minuti del secondo periodo capitalizza la sua pressione in marcatura, rilanciandosi in attacco. Parziale di 8-0 che vale il +1 rossoblù dopo quattro minuti, nei quali David e Batkovic si mettono in evidenza. Greco poi semina scompiglio e regala il +2 del 16’. Ma sull’azione successiva Zampella fa buon gioco in compagnia e spara la tripla che riporta Faenza avanti di 1 punto. E’ un discreto momento per Taranto, che non gode della presenza di un play puro, visto che la regia è costruita dalla coppia “inedita” Mahoney-Greco. La stessa Mahoney finalizza periodicamente, difatti è sua la tripla che accende la squadra al 18’: +4. La imita Batkovic: +6 jonico al 19’. Stesso vantaggio di fine primo tempo, che manda un Taranto ringalluzzito dal break pesante di 20-7 del secondo periodo del match.

Cras fila sull’olio anche nella ripresa. E “immensa” la difesa delle crassine, sembra la difesa dei “vecchi tempi”. Che poi offre benzina all’attacco, che ha un nuovo acuto al 24’ grazie alla nuova “bomba” di Mahoney: +9. Qui Ricchini, però, perde le staffe e subisce il tecnico per proteste dagli arbitri, che a suo dire non rivelano un paio di infrazioni a Faenza. Momenti di tensione, che Zimerle (tornata in regia) prova a placare con una conduzione del gioco “ragionata”. E’ un momento tattico della sfida, che evidenzia la caratura delle due squadre. All’improvviso si infiamma Zampella che. Il play italo-americano approfitta di un’inerzia difensiva del Cras che rifiata ma subisce due triple di seguito. Così Faenza si rianima: 42-46 al 29’. Successivamente c’è un numero d’accademia di Sauret-Gillespie in penetrazione. E’ il canestro che sancisce il +6 di fine terzo parziale.

Faenza parte di piglio cattivo ad inizio del quarto atto: -3 al 33’, frutto del 15-9 negli ultimi 9’. Taranto soffre, anche perché le faentine alzano l’intensità difensiva. Godin offre “fiato” con un canestro fulmineo in penetrazione: 49-54 al 34’. Dopo due minuti risponde Bjelica. L’ala punisce da lontano la sua ex squadra, visibilmente in preda alla stanchezza. Faenza piomba a + 2 al 37’. E’ battaglia. Le “lunghe” Batkovic ed Alexander vivacizzano una sfida improvvisamente nevrotica: 54-56 al 38’. Ancora Batkovic, spacca in due l’are e porta Taranto sul +4 ad un minuto e mezzo dalla fine. A rimorchio Greco, arresto e tiro da favola. Il Cras prende fiato: +6 al 39’.

Momento topico. Bjelica si sporca col quinto fallo, utile a fermare il tempo, dopo il -4 di Adriana dalla lunetta. Stessa soluzione vincente di Zimerle, che riporta Taranto sul +6 a -40”. E’ guerra dei nervi, con Rossi che ordina di spezzare i possessi delle joniche coi falli preziosi in termini temporali. Dalla lunetta Greco fa un “brutto” 0/2 e sul successivo rimbalzo Godin si macchia col quinto fallo. Manca mezzo minuto. Zampella fa ½ dalla lunetta e Faenza arriva a -3. Ma è dell’operaia David il canestro che vale la “bella”. La giocatrice brasiliana finalizza un’azione intensa, ragionata del Cras, che vince la stanchezza con la testa.

RICCHINI: ABBIAMO SCACCIATO LA PAURA - Ricchini non ha voce per commentare una partita intensa. Ma il tecnico alessandrino, prima di concedersi alla stampa, cerca di placare con il suo sguardo fermo l’entusiasmo (legittimo) dei cinquanta tifosi giunti dallo Jonio per spingere la loro squadra all’atto terzo della semifinale-scudetto. “Oggi la mia squadra è stata grande, scacciando le difficoltà e le paure emerse nel match precedente del PalaMazzola. E’ stata una vittoria del collettivo, con tutte le giocatrici che si sono prese le loro responsabilità, attuando una partita intelligente”.

Ma Ricchini guarda già oltre: “Da domani dobbiamo pensare alla bella – dice l’allenatore -, questo successo deve servire per riprenderci mentalmente e proiettarci su una nuova partita fondamentale per il nostro cammino”.

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