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Pennetta-Schiavone Italia-Russia 2-0

A Castellaneta Marina, la tennista brindisina porta in vantaggio le azzurre nella semifinale della Federation Cup, competizione a squadre per nazionali. Flavia, numero 14 del mondo, sconfigge in un’ora e otto minuti Chakvetadze per 6-4, 6-0: «All'inizio ero tesa. Poi mano a mano la tensione è andata via». Nel secondo singolare Francesca batte Kuznetsova 1-6, 6-2, 6-3
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Pennetta-Schiavone Italia-Russia 2-0
CASTELLANETA MARINA (TARANTO) - L'azzurra Flavia Pennetta ha conquistato il primo punto della semifinale di Fed Cup, Italia-Russia, in corso a Castellaneta Marina. La tennista brindisina, numero 14 del mondo, ha sconfitto in un’ora e otto minuti Anna Chakvetadze per 6-4 6-0.
Un primo set un pò bizzarro, con cinque break ma nel quale ha avuto il merito di non perdere mai la testa, e un secondo set assolutamente dominato con l’avversaria in calo e in confusione. Così Flavia Pennetta ha dato il primo punto all’Italia nella sfida di semifinale Fed Cup contro la Russia battendo Anna Chakvetadze, n.22 del mondo.

Nel primo set la tennista brindisina ha strappato subito il servizio all’avversaria, poi si è fatta rimontare ma dopo l'ennesimo break al settimo gioco è riuscita a tenere il servizio e a chiudere al decimo gioco. Nel secondo set l’azzurra è riuscita a fare con continuità quello che le era riuscito solo a tratti in precedenza, cioè variare i colpi con precisione. La russa ha aumentato il numero degli errori gratuiti e alla fine ha ceduto di schianto.

«Sono entrata in campo molto tesa, cercando di tenere la situazione, gli scambi erano molto lunghi. Poi mano a mano la tensione è andata via e alla fine ho giocato una buona partita». Così Flavia Pennetta ha commentato il successo ottenuto sulla Chakvetadze che ha dato il primo punto all’Italia nella semifinale di Fed Cup contro la Russia.

«Se metti la partita sul ritmo – ha spiegato l’azzurra – alla fine lei soffre. Dovevo cercare colpi molto profondi, magari su una superficie diversa sarebbe stata più dura». La tennista brindisina ha definito la sua partita «segno di maturità che si acquista col tempo». Poi, pensando all’incontro di domani contro la Kuznetsova (n.9 del mondo), ha commentato: «Andare sull'1-0 è importante, ma domani troverò un’altra giocatrice e sarà tutto diverso».

SCHIAVONE CONQUISTA IL SECONDO PUNTO - Francesca Schiavone ha poi ottenuto il secondo punto. L'azzurra ha sconfitto in 2h e 23' la numero 9 del mondo Svetlana Kuznetsova per 1-6/6-2/6-3. Primo set quasi inguardabile dell’azzurra, che ha commesso troppi errori mentre la tennista russa ha spadroneggiato con il suo dritto a tutto braccio. Poi la metamorfosi, complice un calo della Kuznetsova sia fisico che tecnico: la Schiavone ha insistito sul rovescio dell’avversaria che ha cominciato a vacillare. L’italiana è andata sul 4-1 ed ha chiuso sul 6-2 col 'break' sul servizio della russa.

Terzo e decisivo set iniziato con la Schiavone che prima perde il servizio e poi lo strappa dopo 14' di secondo game. La Kuznetsova regge sino al 2-2, va sotto 4-2, ha un sussulto portandosi sul 3-4 ma alla fine cede collezionando errori su errori, fra il tripudio dei 4.000 italiani e la delusione dei 200 sostenitori russi. 

CHE IMPRESA! - Per dare l’idea delle dimensioni di un’impresa che sembra ormai alla portata, basti pensare che la Russia negli ultimi cinque anni ha sempre portato a casa la Fed Cup tranne che nel 2006, edizione in cui le azzurre trionfarono a Charleroi con il Belgio. E che, nelle quattro precedenti occasioni, l’Italia non ha mai battuto lo squadrone dell’Est che, pur senza la numero 1 al mondo Safina, Zvonareva e Dementieva, fa sempre paura. Per questo ha il sapore dell’appuntamento con la storia il 2-0 con cui le azzurre di Corrado Barazzutti chiudono la prima giornata di singolari.

Per il coach russo Shamil Tarpischev sarà una notte insonne in vista dell’ultima giornata sulla terra battuta di Castellaneta Marina (Ta): all’Italia basta invece un punto per volare in finale e potrebbe assicurarlo subito Pennetta nella sfida tra numero uno con Kuznetsova, o anche Schiavone contro una Chakvetadze non apparsa all’altezza. L’importante sarebbe evitare lo stress del doppio decisivo, dove si affronteranno Errani-Vinci e Pavlyuchenkova-Petrova.

Per Barazzutti, «è stata una giornata perfetta, però dobbiamo subito concentrarci per domani, pensando che si ricomincia daccapo». Un invito a non abbassare la guardia che potrebbe rivelarsi preziosissimo, anche se la Pennetta, brindisina che è stata a lungo alle porte della top-ten, si è saputa esaltare davanti al pubblico di casa, regalando sprazzi di gran tennis.

Più impegnativo il match della Schiavone, la leonessa milanese che non smette mai di lottare, anche in un terzo set fatto di break e controbreak che avrebbe messo in crisi chiunque ma non l’azzurra avulsa a mille battaglie. Domani l’epilogo con la consapevolezza che la squadra azzurra ha una chance imperdibile per centrare un’impresa storica che varrebbe all’Italia il ruolo di grande favorita nella finale con la vincente tra Repubblica Ceca e Stati Uniti (a Brno, dopo i primi due singolari, sono sull'1-1).

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