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Castellaneta, sfida alle russe del tennis

dal nostro inviato ANTONELLO RAIMONDO
CASTELLANETA MARINA - Ci crede Corrado Barazzutti, uno che in carriera qualche partita l’ha giocata. Anzi, vinta. Ci credono le azzurre. Dalla «leonessa», quella fantastica giocatrice che risponde al nome di Francesca Schiavone, alla statuaria Flavia Pennetta. Dalla talentuosa Robertina Vinci alla solida Sara Errani. Ci credono gli appassionati pugliesi. E con loro il presidente federale Binagli, che ieri sera è sbarcato in Puglia con una valigia carica di speranze.
Castellaneta, sfida alle russe del tennis
di ANTONELLO RAIMONDO

CASTELLANETA MARINA - Ci crede Corrado Barazzutti, uno che in carriera qualche partita l’ha giocata. Anzi, vinta. Ci credono le azzurre. Dalla «leonessa», quella fantastica giocatrice che risponde al nome di Francesca Schiavone, alla statuaria Flavia Pennetta. Dalla talentuosa Robertina Vinci alla solida Sara Errani. Ci credono gli appassionati pugliesi. E con loro il presidente federale Binagli, che ieri sera è sbarcato in Puglia con una valigia carica di speranze.

Chi l’ha detto, insomma, che l’Italia del tennis non possa dare scacco alla corazzata Russia. Mai battuta nei quattro precedenti, vero. Ma oggi alla nostra portata. Sono, ormai, un bel po’ di anni che l’Italia tiene alti i gomiti. Ci manca, forse, la campionessa. La giocatrice di punta, il valore aggiunto. Noi italiani, però, sappiamo tirare fuori il meglio nella difficoltà. Ci esaltiamo con lo spirito di squadra, sappiamo pedalare in salita.

Sono molti quelli che guardano a questo Italia-Russia come alla vera finale della Federation Cup. Un motivo ci sarà, crediamo. Merito della Russia che, nonostante le assenze, resta squadra fortissima visto che può permettersi di schierare la numero 9 del mondo (Kuznetsova) e la numero 23 (Chakvetadze). E addirittura tenere in panca Nadia Petrova, che nel ranking è decima. Ma il merito è anche dell’Italia, l’unica squadra ad aver vinto negli ultimi cinque anni la Fed Cup in mezzo a quattro trionfi russi. E’ diventata credibile la nostra squadra, è credibile a maggior ragione il tennis italiano. Ecco perché c’è la sensazione che questa tappa pugliese sia fondamentale e non solo in chiave presente.

Corrado Barazzutti ha fatto le sue scelte. Evitando sorprese nei singolari, che vedranno in campo Francesca Schiavone e Flavia Pennetta. Ma regalando una novità nella formazione del doppio: accanto alla specialista Vinci, una tarantina che ha dimostrato di potersi divertire anche in singolare, ci sarà Sara Errani. E non la Schiavone. «Le scelte vengono fatte su una valutazione complessiva e non solo sugli ultimi risultati», la chiosa firmata Barazzutti. E se lo dice lui...

Si comincia stamattina alle 12. Il sorteggio spinge subito in campo la Pennetta contro la numero 2 russa, Chakvetadze. Flavia si è spinta fino al numero quattordici del ranking mondiale e pare punti alle «top 10». L’ultima partita la brindisina l’ha persa, a Barcellona proprio contro quella Robertina Vinci che Flavia non deve essere molto contenta di affrontare visto che ci ha perso tre volte su cinque confronti diretti. Ma ha ragione Barazzutti quando dice che le scelte si fanno guardando tutto. E guardando tutto non si può non sottolineare come la Pennetta abbia nel braccio un tennis esplosivo. Può vincere, Flavia. Anche domani contro la Kuznetsova. E può vincere anche Francesca la «leonessa». Con quei suoi pugni che si stringono a ogni punto portato a casa. L’emozione sta per cominciare. Con la finalissima lì, tra sogno e realtà.

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