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Troppi torti subiti il Lecce dice basta

Si fa presto a dire che nell’arco di un campionato gli episodi a vantaggio ed a svantaggio di una squadra alla fine si compensano. Nel caso del Lecce le cose non stanno proprio così. Se infatti andiamo a vedere quante volte la squadra salentina è stata danneggiata in questa serie A di calcio e quante invece è stato avvantaggiato dalle decisioni arbitrali, il saldo è nettamente a favore delle prime
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Troppi torti subiti il Lecce dice basta
di MASSIMO BARBANO

LECCE - Si fa presto a dire che nell’arco di un campionato gli episodi a vantaggio ed a svantaggio di una squadra alla fine si compensano. Ma probabilmente, nel caso del Lecce le cose non stanno proprio così.

Se infatti andiamo a vedere quante volte la squadra salentina è stata danneggiata e quante invece è stato avvantaggiato dalle decisioni arbitrali, il saldo è nettamente a favore delle prime.

E soprattutto, l’accanimento delle decisioni contrarie si è verificato proprio nel girone di ritorno ed in questa fase cruciale del torneo che deciderà la lotta per la salvezza.

Si inizia da Cagliari-Lecce il 15 febbraio scorso. Al 17’ del secondo tempo, sull’1-0 a favore dei padroni di casa, l’arbitro Stefanini di Prato annulla un gol a Tiribocchi che mette in rete un pallone respinto dal palo su precedente tiro di Papa Waigo. Il replay dimostra la posizione regolare dell’attaccante leccese ed almeno un punto va in fumo per l’abbaglio del direttore di gara.

Il secondo scippo avviene ad Udine il 1° marzo. A pochissimi minuti dalla fine con il risultato che è ancora di 1-0 per l’Udinese (vincerà poi 2-0), una gomitata in area ai danni di Papa Waigo viene ignorata dall’a r b i t ro Velotto di Grosseto. E siamo al secondo punto rapinato. Perché probabilmente la partita sarebbe terminata in parità.

La terza nefandezza avviene a Palermo il 15 marzo: con le squadre sul 2-2 l’arbitro Dondarini di Finale Emilia (si rivedrà anche dopo) non vede un nettissimo calcio di rigore ai danni di Castillo. In questo caso, ipoteticamente, i punti persi potrebbero essere stati tre. Il Lecce, infatti, aveva rimontato due volte i gol del Palermo e andando in vantaggio avrebbe potuto chiudere la partita, ance perchè i padroni di casa iniziavano a mostrare segnali di cedimento. Invece, scampato il pericolo, i siciliani si rilanciarono riprendendo coraggio e segnarono altre tre reti chiudendo la partita su un inesperato 5-2 a loro favore.

Dubbi anche su due presunti falli ai danni di Castillo e Papadopoulos non visti dall’a r b i t ro Celi di Campobasso in Lecce-Atalanta del 22 marzo. Il Lecce alla fine pareggiò con Caserta al 90’, ma forse, raggiungendo prima il pareggio, con l’Atalanta che nel secondo tempo era in debito d’ossigeno, avrebbe anche potuto vincere la partita.

Il top degli abbagli (o delle decisioni in malafede) arriva però l’11 marzo, sabato di Pasqua in Lecce-Sampdoria. Gli ospiti trovano un vero uovo di Pasqua nell’arbitro Dondarini (ancora lui), inquisito in un processo in corso a Napoli per frode sportiva, che prima sorvola su un mani in area di Gastaldello, poi su una cintura di Lucchini ai danni di Castillo e infine ammonisce Konan che viene spinto alle spalle da Padalino. Il risultato era sull1-2 e, quanto meno, il Lecce avrebbe raggiunto il pareggio. Invece nel finale concede un rigore a Cassano per un’azione che è l’esatta fotocopia di quella in cui lo ha negato a Konan. Anche in questo caso c’è da rammaricarsi per almeno un punto andato in fumo.

E, dulcis in fundo, arriva Mazzoleni di Bergamo che inventa il rigore dell’altro ieri all’Olimpico negando almeno un punto al Lecce (si era sul 2-2), ma forse anche di più, visto che la Roma aveva ormai le batterie scariche ed era demoralizzata dalla doppia rimonta subìta. Cosa dire degli episodi a favore? Accertato ce n’è soltanto uno. L’arbitro Mazzoleni, bontà sua, concesse al Lecce un gol in fuorigioco segnato da Giacomazzi a Firenze contro la Fiorentina. Se non lo avesse assegnato, forse la partita sarebbe finita in parità, invece la vinse il Lecce.

Ma il bilancio è, come si vede, decisamente in passivo. A fronte di due punti che probabilmente sono stati guadagnati a Firenze, ce ne sono almeno otto-nove che sono stati persi malamente e che gridano vendetta.

Punti pesantissimi che oggi vedrebbero il Lecce ben al di sopra della linea di galleggiamento e che invece lo relegano ad un penultimo posto in classifica dove lo aspetta un campionato in salita ripida per evitare di tornare subito in serie B.

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