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David: «Cras Taranto prenditi lo scudetto»

Il pivot italo brasiliano, gregario di lusso della squadra ionica, parla dopo la conquista della semifinale scudetto di basket femminile (si comincerà mercoledì 22 con gara 1 contro Faenza oppure Parma): «La sconfitta in Europe Cup ci ha scaricato psicologicamente. Ma contro Como siamo state brave a mettere in tasca una doppia vittoria che ci permette di rifiatare»
David: «Cras Taranto prenditi lo scudetto»
TARANTO - Karen David, dopo il 2-0 sulla Comense, a distanza di una settimana fa ancora male la sconfitta di Istanbul?

«La Turchia non potremo mai dimenticarla, perché la partita l’abbiamo persa noi, smarrendola nel finale. Quanto al doppio successo sul Como, ne siamo felici, ma facciamo dei distinguo tra playoff ed Europa. Sono due affari separati».

Il doppio successo nei quarti di finale dei giochi-scudetto rappresentano il segnale di ripresa mentale?

«Direi di sì, anche se sinceramente la sconfitta in Turchia ci ha scaricato psicologicamente. Ma contro Como siamo state brave a non snobbare la pratica, mettendo in tasca una doppia vittoria preziosa, perché ci permette di rifiatare».

Sinora, quando il Cras è arrivato alla resa dei conti, ha fatto cilecca con Parma (in Coppa Italia) e si è fatto inghiottire dal caos di Istanbul, fallendo una storica Europe Cup. In vista della volata tricolore, questi due ko vi insegnano qualcosa?

«Tutte le sconfitte servono. Il giorno dopo bisogna ripartire dagli errori commessi, per evitare di ripeterli nelle partite success ive».

Quali sono gli errori che il Cras non deve più commettere?

«Quando scendiamo in campo, non dobbiamo pensare che tutto sia dovuto o scontato. Ma bisogna tenere la concentrazione sempre a mille, per evitare di offrire il fianco all’av ve r s a r i o » .

Da ottobre sino ad ora avete giocato ogni quattro giorni, conquistando 36 successi in 45 partite. Ma sinora restate senza trofei in mano. Quale sensazione provate?

«Alla fine di una stagione vincere tanto ma senza centrare un obiettivo, sarebbe frustrante. La squadra si è sempre impegnata per vincere. È questa la nostra missione. Ora speriamo di conquistare lo scudetto, che vogliamo più di noi stesse».

Quale avversario della semifinale gradirebbe tra Faenza e Parma?

«Parma, che è piuttosto quadrato, abbiamo sempre avuto difficoltà nell’affrontarlo. Mentre con Faenza la nostra pallacanestro è stata piuttosto fluida. Ma entrambe costituiranno un pericolo. Il Cras deve essere bravo a giocare compatto, sfruttando la sua miglior arma, che è la coralità».

Qual è la sua previsione sui giochi scudetto?

«Penso che Taranto e Schio siano le favorite. Per ritagliarsi il tricolore sul petto, credo che Taranto debba riuscire a superare i suoi limiti, offrendo il massimo e senza farsi tradire dall’impazienza».

Il suo rendimento da pivot in campo è costante, come attesta la media di 9 punti tra Italia ed Europa. Preferisce essere una giocatrice d’ombra, che porta comunque l’acqua al mulino?

«Conosco le mie caratteristiche. Amo fare il mio, senza farmi notare troppo. Mi definisco una formichina. Alla fine se la squadra vince, con o senza celebrità, vinco anche io».

Che ne pensa dell’eve n t u a l e ritorno di Brunson?

«Non conosciamo le sue condizioni, ma un suo ipotetico apporto sarà prezioso»

Lei è nata a Jundai, centro metropolitano di San Paolo. Le sue radici sono comuni a quelle del portiere della Roma Doni. Sia lei che lui siete legati all’Italia per le origini venete dei vostri genitori. A tutti e due manca lo scudetto. Almeno per lei è questa la volta buona?

«Me lo auguro. Ma non dipende solo da me. Se il Cras girerà alla perfezione come un orologio svizzero, da qui alla fine dei playoff, potrebbe essere la volta giusta ».

ALESSANDRO SALVATORE

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