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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 13:18

Bari-Rimini 3-0 (89') Segna anche Donda

Iniziata alle ore 16 al San Nicola la gara valida per la trentaseiesima giornata della serie B di calcio. Kamata titolare. Conte: «Gli avversari meritano rispetto. Ma noi stiamo bene e vogliamo ripartire». In corso anche, tra le altre partite, Livorno-Parma 2-2
Bari-Rimini 3-0 (89') Segna anche Donda
di ANTONELLO RAIMONDO 

BARI - Nessuno lo dice, tutti lo pensano. È una vigilia speciale. Ma sì, che male c’è? Speciale perché i tre punti in palio sono gli stessi di Bari-Parma, ovvero della partita dell’anno, quella dei quarantacinquemila al «San Nicola». Anzi, forse pesano di più. Perché quel giorno s’è perso. E perché, da quel giorno, l’entusiasmo sembra aver ceduto il passo all’ansia. Giri in città e non si parla d’altro. Ma come sta il Bari? E i calciatori sono ottimisti? E Conte cosa dice? Rigorosamente calendario e tabelle alla mano. Da queste parti funziona così. Basta uno starnuto e tutto sembra maledettamente più complesso. Ma perché farsi del male da soli? Perché delegittimare una squadra che in sette mesi ha scritto pagine epiche ed è tuttora in testa alla classifica? Il primato del Bari, già. inaspettato, ma non casuale. C’è moltissimo di Conte in questo miracolo, la sua «mano» si vede e soprattutto si sente. C’è, però, anche una società che, pur non facendo follie (non è certo il momento giusto), ha cambiato marcia sul piano della progettualità. Vi ricordate Guido Carboni? Qualcuno ha anche provato a farlo passare per pirla. 

La realtà, invece, è che ai suoi tempi il tetto d’ingaggio dei calciatori era 200mila euro (per due o tre fortunati). E i «regalini» di gennaio si chiamavano Antonioni, tanto per fare un esempio, uno che non riusciva nemmeno a buttare giù una imbarazzante pancetta. Oggi c’è Barreto, che guadagna circa 500 mila euro. E nel mercato di riparazione è arrivato un certo Guberti, oltre a Kutuzov e Lanzafame che, in B, sono pur sempre un lusso. Insomma, ci sono tutte le condizioni perché Conte e i suoi ragazzi completino il «miracolo». 

Sbarcando in A, alla faccia dei rosiconi. «Il Rimini è un avversario scomodo - dice Conte al termine dell’allenamento di rifinitura - naviga in cattive acque ma ha le qualità per tirarsi fuori. Saranno agguerriti perché sfidano la capolista ma troveranno un Bari che vuole cancellare la sconfitta col Parma. Sono sicuro, non commetteremo errori. Soprattutto non pensiamo alle prossime sette partite, ma affrontiamo un ostacolo alla volta». «Non ho ancora deciso la formazione - aggiunge il tecnico leccese - vedremo il da farsi. Tutti, finora, hanno dato un contributo alla squadra, anche quelli che hanno giocato meno. Prendiamo Ranocchia. In questa stagione è stato anche sfortunato, ma è un nazionale e sono sicuro che avrà un grande avvenire. Non mi preoccupano le assenze, gli infortuni fanno parte del gioco. Abbiamo sempre sopperito bene all’amergenza, il gruppo è ancora la nostra forza. Non mi sono fasciato la testa quando ho dovuto rinunciare a Barreto, non vedo perché dovrei farlo ora». 

«Dopo questa lunga sosta non ci resta che giocare - la riflessione di Conte - abbiamo ricaricato le batterie per la volata finale. Riposo salutare? Ve lo dico dopo la partita. Abbiamo un buon margine ma dobbiamo continuare ad andare forte. E nemmeno le tre partite in una settimana sono da considerare un problema, anzi. La squadra sta attraversando un ottimo periodo di forma, quindi penso che per noi possa essere addirittura un vantaggio». L’ultima chiosa è dedicata al pubblico. «Non è importante essere 45mila o 20 mila - fa sapere Conte - ma il calore che si trasmette. Vorrei una bella cornice perché questi ragazzi lo meritano. E non dimentichiamo mai cosa era il calcio a Bari appena un anno fa». Parole sagge, mister Conte.

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