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Bari, otto giorni  per blindare la A

Sabato il Rimini giocherà al San Nicola. Lanzafame: ci aspettano tre sfide decisive; cominciamo dai romagnoli... «Affrontiamo una squadra organizzata, ostica. Ma va sfruttato il turno interno»
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Bari, otto giorni  per blindare la A
di FABRIZIO NITTI 

BARI - La sensazione è che nel giro di una settimana, cioé da sabato 18 a sabato 25, i conti possano chiudersi, o inaspettatamente riaprirsi. Prima il Rimini in casa, domani pomeriggio; poi la doppia trasferta targata Ancona (martedì sera) e Bergamo, sponda Albinoleffe. Non c’è da fare giri di parole, Bari obbligato a vincere contro i romagnoli, per cancellare con un colpo di spugna la delusione post-Parma e dare un’altra mazzata al campionato, visto che c’è anche un’interessante Livorno-Parma. 

«Il Rimini è una squadra organizzata, ostica, ma noi dobbiamo sfruttare al massimo il turno casalingo - dice Davide Lanzafame -. Se saremo bravi, in queste tre partite potremmo chiudere il conto. Tutto dipende da noi. Lo potremmo sia riaprire che chiudere. Dipende solo e soltanto da noi. Secondo me sono tre partite fondamentali per il Bari. Indipendentemente dall’esito dello scontro diretto fra Livorno e Parma, anche perchè ormai si perdono punti anche con le ultime». A proposito di Rimini. L’aria che tira da quelle parti non è delle più salubri. A partire dalla vittoria sul campo del Brescia, tre punti che parevano aver messo al sicuro i romagnoli nella corsa alla salvezza, la squadra di Selighini non si è più ritrovata. Nelle ultime cinque giornate solo due pareggi e tre sconfitte di fila, due interne. E chiaramente discorso riaperto in chiave salvezza, visto che la zona playout è distante un solo punto. Ma c’è di più arendere il termometro bollente. Mercoledì i biancorossi romagnoli hanno rimediato una brutta sconfitta contro i dilettanti del Santarcangelo, chiudendo il primo tempo sotto di tre gol e prendendone un altro ad inizio ripresa. Poco importa che poi la partita sia finita 4-3 per il Santarcangelo. Selighini ha tenuto a rapporto la squadra nel chiuso degli spogliatoi e da ieri è scattato pure il silenzio stampa. 

Un Rimini, dunque, ferito. Ma forse proprio per questo da non sottovalutare e anzi più pericoloso. Ma il Bari sta lanciando l’ultimo sprint, e con il Bari anche Lanzafame: «Sì, sto bene, poi come ogni sabato il mister farà le sue scelte». Una maglia balla sulla destra, fra Kamata e Lanzafame, due modi differenti di interpretare il ruolo, ma ugualmente incisivi: «Io sono pronto a giocarmi le mie carte, poi sta al mister decidere. Otto partite importanti anche sul piano personale, ma adesso metterei in primo piano la squadra. Poi è chiaro che ogni giocatore vuole dare il meglio di sè, ma il Bari viene prima di tutto. Conquistare la serie A, ottenere la promozione, entrare nella storia, è molto bello e importante. Sono un ragazzo giovane e mi è sembrato giusto cogliere una simile opportunità. Non penso di essermi comportato male, anzi per quello che ho giocato penso di aver fatto il mio. E’ nor male che stando fermo un po’ di tempo è tutto più difficile. La brillantezza si trova solo giocando. È stata una stagione un po’ particolare. Ma non mi metto a strapparmi i capelli. Può succedere, specialmente quando si è giovani. È un percorso tra salite e discese. Per me è stato in salita ma non importa, cercherò di reagire e confermarmi il giocatore che sono. Spero che mi sia data l’occa - sione di farmi trovare pronto». 

Note di... servizio. Bianco ha recuperato, sempre a parte De Vezze, Rivas e Esposito.

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