Cerca

Kamata si fa sentire «Bari, ci sono anch'io»

Se si dovesse coronare il sogno della promozione diretta nella serie A di calcio, è indubbio come il peso specifico del franco-angolano sull’impresa sarebbe notevole. Per la sua capacità di incidere in modo determinante e perché la sua brillantezza ha toccato il momento più alto proprio nella fase di campionato in cui la squadra non era ancora una macchina perfetta
• Lanzafame è in forma, ma a destra nulla è deciso
• Bari-Rimini sarà arbitrata da Peruzzo di Schio
• Niente dialogo in Lega tra club di serie A e di B
Kamata si fa sentire «Bari, ci sono anch'io»
BARI - Kamata? Guai a chi lo tocca. I baresi son fatti così. Quando s’affezionano a un calciatore non c’è verso che le cose cambino. Una simpatia che è diventata amore, se non a prima vista... quasi (è stato creato anche un gruppo in suo onore, «gli amici di Kamata»). Prima una questione coreografica, forse qualcosina di più. Poi, quest’an - no, il salto di qualità. Con speedy Pedro cacape di diventare una pedina chiave, per lunghi tratti anche decisiva.

Se, come tutti si augurano (scongiuri compresi), il Bari dovesse coronare il sogno della promozione diretta è indubbio come il peso specifico di Kamata sull’impresa sarebbe notevole. Per la sua capacità di incidere in maniera determinante in più di un’occasione e per il fatto che la sua brillantezza ha toccato il momento più alto proprio nella fase di campionato in cui il Bari non era ancora la macchina perfetta che mezz’Italia ci invidia oggi. Kamata è servito quando al «San Nicola» campeggiava la scritta lavori in corso. Il singolo Kamata è stato fondamentale quando la squadra Bari era ancora in itinere.

Oggi Pedro sembra un tantino fuori dai giochi, complice qualche problemino ai tendini. Non propriamente un titolare, insomma. Diciamo che Kamata è tornato a essere il guastatore della passata stagione, l’uomo adatto a cambiare passo nell’ul - tima mezz’ora. Ma nessuno parli di bocciatura. Non è colpa di Pedrito, e quindi nemmeno di Conte, se quel diavolo di Perinetti è riuscito a portare a Bari uno come Guberti che, statene certi, farebbe comodo a molte squadre della massima serie. E non è colpa di nessuno se Rivas, a un passo dall’addio, ha cominciato a giocare una partita più bella dell’altra. L’impor tante, però, è non credere di essere diventato inutile. C’è ancora bisogno di tutti. Anche di Kamata, anche a mezzo servizio perché no?

Pedro, come vanno le cose?

«Discretamente, sono carico e concentrato». Spera in una maglia da titolare contro il Rimini? «Penso non sia ancora nato un calciatore felice di andare in panchina. Fosse per me giocherei sempre, ma c’è un allenatore e tocca a lui fare le scelte».

Ha fiducia in Conte?

«Certo. Io cerco di convincerlo in campo, lui guarda gli allenamenti e decide. Com’è giusto che sia».

Quanto le è dispiaciuto ritrovarsi un po’ in disparte?

«Allora chiariamo una cosa. Non sono finito ai margini perché stavo giocando male, ma solo a causa di qualche problema fisico».

Ora come sta sul piano atletico?

«Diciamo che sto cercando di risolvere il problema. Non sono al massimo, ma mi sento abbastanza bene».

Certo è che la concorrenza è fortissima...

«L’arrivo di Guberti è stato fondamentale. Sia perché Stefano è bravissimo. E sia perché con il suo apporto ho potuto curarmi con calma. Sia chiara una cosa, qui c’è bisogno di tutti».

Eppure prima erano in tanti a essere convinti che il Bari fosse Kamata dipendente.

«Invece no. Penso di aver dato il mio contributo al pari dei compagni ma il bello di questa squadra è che ha saputo fare a meno di tutti senza perdere la compattezza e l’org anizzazione sul piano tattico».

Come vede questo sprint promozione?

«Con la tranquillità di chi ha saputo costruire un vantaggio rassicurante. Ma anche con l’umiltà di chi sa che non c’è ancora nulla di deciso».

Si riparte dal Rimini.

«Francamente non mi interessa dell’avversario. Li rispetto tutti ma sono convinto che molto dipenda dal Bari. Se sapremo giocare come abbiamo fatto per lunghi tratti di questa stagione vedrete che l’o b i e t t ivo non ci sfuggirà».

A proposito, con che stato d’animo pensa allo scontro diretto in programma sabato tra Livorno e Parma?

«Non ci penso più di tanto. Sono le altre che devono guardare al risultato del Bari, noi dobbiamo solo continuare a vincere. Battiamo il Rimini e di quella partita ci importerà poco ». Pronto a giocare dall’ini - zio? «Novanta minuti non mi fanno paura, ne ho di benzina per reggere una partita intera».

ANTONELLO RAIMONDO

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400