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Bari ascolta Gillet  «C'è tanto da fare»

Sabato si torna in campo (ore 16)  nella serie B di calcio. Il portiere dei biancorossi lancia messaggi ai compagni: «Non abbiamo nulla in mano. Battiamo il Rimini. C'è Livorno-Parma? Prima di tutto pensiamo a noi. Dobbiamo vincere e basta. Con tre punti in tasca è ovvio che sceglierei il Parma. Questa sì che sarebbe una gran bella ipoteca»
• Recupero di B: Sassuolo-Avellino 1-1
Bari ascolta Gillet  «C'è tanto da fare»
BARI. Quello della serie A è un chiodo fisso. Lo è stato lungo l’entusiasmante cammino (sedici risultati utili di fila) che ha portato il Bari in vetta alla classifica, per giunta con un robusto vantaggio sulla terza. Lo è, a maggior ragione, oggi che urge metabolizzare (e cancellare) la sconfitta contro il Parma, proprio nel giorno in cui il «San Nicola» è tornato a colorarsi come ai tempi della serie A.

La Pasqua sì, ma fino a un certo punto. I due giorni di riposo, anche. Fanno comodo, magari aiutano anche a staccare la spina. Ma quando hai un obiettivo così importante è difficile immaginare che ti esca dalla testa. Qui c’è poco da scherzare, parliamoci chiaro. In otto partite ci si gioca tutto, o quasi. La credibilità conquistata in questi mesi vincendo e regalando spettacolo, per esempio. Un patrimonio che ha riempito gli occhi della gente, capace di riscoprire il giocattolo pallone e che, oggi, non vuol sentire nemmeno parlare di playoff.

Sarebbe un bene, tanto per liberare il campo dagli equivoci, che in casa Bari nessuno pensi di aver già in tasca la serie A. Sarebbe un suicidio. Se lo pensasse Antonio Conte, lo credesse la società e, peggio ancora, se fossero addirittura i calciatori a viaggiare con il pilota automatico. Giù le mani dal primato biancorosso, assolutamente legittimo. Però per essere lì, più in alto di tutti, qui a Bari s’è fatto un piccolo prodigio calcistico. Che, poi, è quello che ha raccontato la sfida contro il Parma. Guardando i valori in campo... ci sarebbe da gridare al miracolo. Vietato, insomma, sentirsi i più bravi.

Buongiorno Gillet, che aria tira nello spogliatoio barese?

«Direi ottima. C’è grande concentrazione».

Parma è dimenticata? 

«Sì. D’altronde di tempo ne abbiamo avuto. Guardiamo avanti».

E quest’ultima sosta? 

«È arrivata, abbiamo cercato di trarne beneficio. Ma ora basta. Abbiamo voglia di buttarci a capofitto in questa appassionante volata promozione. Finora abbiamo costruito tanto ma in mano non c’è nulla ancora».

Fallire l’obiettivo della promozione diretta cosa vorrebbe dire?

«Un suicidio. Chiariamoci, a inizio campionato avrei firmato per giocare i playoff. Oggi no. Abbiamo meritato questo vantaggio e non sfruttarlo sarebbe una follia».

Sabato si gioca Livorno- Parma. Per chi farà il tifo?

«Prima di tutto per il Bari. Noi dobbiamo vincere e basta. Con tre punti in tasca è ovvio che, dovendo scegliere, sceglierei il Parma. Questa sì che sarebbe una gran bella ipoteca».

Che avversario è il Rimini?

«Di recente ha vinto a Brescia, non certo un campo qualsiasi. Non esistono avversari facili».

A maggior ragione quando si entra nella fase cruciale della stagione.

«Negli anni passati siamo stati noi in quelle condizioni. E qualche scherzetto l’abbiamo fatto...».

Le è capitato di ripensare ai 45 mila spettatori di Bari- Parma?

«Eccome, è stata una cosa fantastica. Il calcio è questo, uno spettacolo tutta quella gente sugli spalti per noi».

LE ULTIME - Ieri il Bari ha ripreso la preparazione. Fermi Esposito, De Vezze e Rivas, allenamento differenziato per Donda e Bianco (entrambi recuperabili per la sfida contro il Rimini).

ANTONELLO RAIMONDO

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