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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 15:02

Il Cras guarda avanti «Sapremo reagire»

Silenzio irreale dopo la sconfitta in Europe Cup, ma nel giorno di Pasquetta (ore 18) al PalaMazzolala inizia la volata di Taranto nei playoff scudetto di basket femminile. In programma gara 1 nel quarto di finale contro Como. Zimerle: «Ci alleniamo da subito e dovremo resettare il cervello per puntare all’ultimo obiettivo stagionale rimasto»
Il Cras guarda avanti «Sapremo reagire»
ISTANBUL - Silenzio irreale nella hall del Gunes Hotel, quartiere temporaneo del Cras nella trasferta turca. È il giorno dopo la finale maledetta. Mancano poche ore al ritorno a Taranto. Un pappagallo in gabbia è il testimone beffardo dell’intervista ad Anna Zimerle. Il play che quando gioca usa il bisturi per aprire le difese avversarie, a meno di 24 ore dalla sfida col Galatasaray che ha negato la Europe Cup, analizza chirurgicamente il match, «sebbene – dice – dentro covo rabbia, perché la finale, quando l’avevamo in pugno, l’abbiamo buttata al vento. La ragione? Smania di vincere. Purtroppo questa squadra in certe occasioni ha dimostrato di non avere pazienza».

L’ex regista della nazionale commenta i numeri chiave della finale. Saltano all’occhio il dominio a rimbalzo (43 recuperi sui 23 delle joniche, solitamente reattive nel fondamentale) e la caterva di maggiori tiri fatti dalla lunetta: 23 rispetto agli incredibili 7 di Taranto. «C’è stato poco movimento sotto canestro, solitamente fulcro del nostro gioco», commenta Zimerle, che in Turchia non ha contato su un cambio reattivo come Bello, vista la schiena ammaccata. Le sue palle hanno faticato a raggiungere l’area? «Più che altro c’era poca gente ad aspettarla», risponde la giocatrice, che però evidenzia come «il numero dei liberi tirati è stato condizionato dall’arbitraggio in certe occasioni».

Largo il gap nei falli fischiati sotto la tabella, a favore delle turche. Ma questo è uno dei dettagli «che uniti alle palle perse nel finale, ed alla sfera lanciata da Kress dalla lunetta e finita dondolante nel canestro, hanno costruito la partita. Peccato. Anche perché la coppa per un quarto d’ora della ripresa è stata nelle nostre mani». Ora cosa succederà nella testa del Cras che, con la ferita calda per il -21 di Istanbul, inizierà la volata playoff, scandita dal quarto di finale contro Como da giocare nell’atipica Pasquetta alle ore 18 al PalaMazzola? «Ci alleniamo da subito, domani – dice Zimerle pensando ad uno “strano” oggi -, quando dovremo resettare il cervello per puntare all’ultimo obiettivo stagionale rimasto. Non sarà facile rimettere l’abito del campionato, che domenica scorsa abbiamo onorato nel match di Venezia, la cui vittoria ci ha permesso di custodire il prezioso primato ».

Ecco un altro dettaglio che spiegherebbe il ko in Turchia: Taranto ha avuto solo tre giorni per preparare la finale-2, al contrario dell’avversario, «che in una settimana abbondante ha studiato ogni nostra mossa, visto che in campo più volte siamo state limitate ». Tante ragioni della mancata coppa, che spuntano il giorno dopo, mietendo dolore e rammarico. Dopo Istanbul il Cras è un vaso in frantumi. Spetta a Roberto Ricchini incollare i pezzi, «magari ripartendo dagli errori commessi nella finale, facendone tesoro nella caccia alla scudetto. Come si può avere fame di vittorie dopo la scoppola? Io ho sempre fame, specie quando fallisco un obiettivo importante e davanti a me se ne presenta un altro». Sebbene il tricolore sia lontano mentalmente dal Cras, il coach indica la nuova rotta da seguire. Lo farà da oggi in allenamento, quando scoprirà le condizioni fisiche di Rebbekah Brunson.

ALESSANDRO SALVATORE

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