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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 00:13

Lecce, chi si ferma è davvero perduto

È difficile sperare che, in caso di una ulteriore mancata vittoria, la situazione di classifica della serie A di calcio possa rimanere invariata, come dopo la sconfitta contro il Milan, o addirittura migliorare, come dopo il pareggio interno con l’Atalanta per le concomitanti sconfitte delle dirette concorrenti. Insomma, il momento della verità sembra arrivato. Parziale: Lecce-Samp 0-2
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Lecce, chi si ferma è davvero perduto
LECCE -. Ed ora, chi si ferma è perduto. È difficile sperare che, in caso di una ulteriore mancata vittoria, la situazione di classifica possa rimanere invariata, come dopo la sconfitta contro il Milan, o addirittura migliorare, come dopo il pareggio interno con l’Atalanta per le concomitanti sconfitte delle dirette concorrenti del Lecce. Insomma, il momento della verità sembra essere arrivato, nel senso che dopo questa giornata la situazione delle squadre in fondo alla classifica potrebbe delinearsi meglio e, naturalmente, chi non riuscirà a vincere, si troverà in un mare di guai. Lo fa pensare il fatto che tutte quante giocheranno in casa e che quindi tutte cercheranno di fare bottino pieno e qualcuna, anche per un calcolo probabilistico, ci dovrebbe riuscire. Il Bologna gioca contro il Siena, il Torino contro il Catania e, mettiamoci pure la Reggina che riceve sul suo campo l’Udinese reduce dalle fatiche di Coppa Uefa.

Comunque vadano le cose, il Lecce non può perdere altro tempo. Il calendario gli riserva in casa 4 partite di cui tre (compresa questa), contro squadre che non hanno impellenti necessità di classifica. Le altre due saranno contro il Catania e contro il Napoli. Solo racimolando nove punti in queste tre gare, si può sperare di raggiungere la salvezza giocandosela ovviamente, nello spareggio che attende i salentini alla terzultima partita sul campo del Bologna. Insomma, la «partita» della salvezza è ancora apertissima a patto di non gettarla al vento con ulteriori sciagurati atteggiamenti. Ovviamente non basta che la squadra avversaria non abbia motivazioni di classifica per vincere la partita. Nel calderone dei novanta minuti entrano in gioco altri fattori. Le motivazioni personali dei singoli calciatori, innanzitutto. C’è chi deve vedere riconfermata la fiducia, chi è in cerca di un nuovo contratto e chi, come qualcuno nella fattispecie, metterà nel rettangolo di gioco una motivazione prettamente campanilistica. Parliamo di Antonio Cassano le cui recenti dichiarazioni faranno di questa partita una sorta di piccolo derby fra lui e il Lecce.

L’intenzione di agganciare l’abba - stanza probabile festa per la promozione in serie A del Bari alla retrocessione (per sua mano) del Lecce, di certo scatenerà la rivalità già ampiamente esistente fra il fenomeno di Bari vecchia e il pubblico leccese. Un ulteriore elemento di colore per questa sfida. Passando alle questioni più squisitamente tecniche, De Canio, che ritorna in panchina dopo la squalifica, cambia nuovamente l’assetto della squadra. E non potrebbe essere diveramente, visto che, a differenza della partita contro il Milan, questa volta è il Lecce a dover fare la partita. Si torna quindi ad uno schieramento a due punte. Tiribocchi è un giocatore che è in grado di fare reparto anche da solo come ha fatto a San Siro contro il Milan domenica scorsa, ma è evidente che in una partita che bisogna vincere, occorre una maggiore intensità in avanti. Una intensità che non deve, però, prescindere dall’equili - brio che la squadra dovrà mantenere per evitare errori del recente passato che sono costati cari in termini di punti. Bruciano ancora quei tagli dalle retrovie che hanno fruttato almeno tre dei cinque gol del Palermo e i due dell’Atalanta nell’ultima partita in casa. Insomma, il Lecce deve attaccare, ma deve anche saper chiudere le saracinesche e ingabbiare Cassano e compagni. È un momento cruciale della stagione del giallorossi e perdere anche queto treno che passa oggi significherebbe complicare terribilmente la strada verso la salvezza.

MASSIMO BARBANO

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